
Tracklist:
1. Magical Mystery Tour
2. The Fool On The Hill
3. Flying
4. Blue Jay Way
5. Your Mother Should Know
6. I Am The Walrus
7. Hello Goodbye
8. Strawberry Fields Forever
9. Penny Lane
10. Baby You're A Rich Man
11. All You Need Is Love
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THE
MAGICAL MYSTERY TOUR - Primi segni di decadenza ed accenni di
anarchia all'interno del gruppo...
La
Grande Scissione ha avuto appena inizio Il 1967 non verra' ricordato
solamente per la Banda del Sergente Pepe (il cui album porto'
ad una seconda grande rivoluzione in ambito POP nel corso degli
anni '60) ma anche per i primi, tragici segni di sbandamento
all'interno dei Beatles.
Il loro lento processo di autodistruzione era per la verita'
gia' in atto e fu la morte del loro storico manager Brian
Epstein ad "inaugurare" la lenta discesa
verso gli abissi dei Fab Four.
Il decesso di Epstein, dovuto con ogni probabilita' ad una overdose
di barbiturici ed antidepressivi, colse di sorpresa i quattro
baronetti, allora impegnati nel primo grande raduno indiano,
alla corte del Guru Maharishi Yogi. Epstein
era da tempo colto da profonde crisi depressive e il suo status
di omosessuale certo non gli rendeva l'esistenza piu' accomodante.
Il 1967 significo' anche il profondo distacco di John, Paul,
George e Ringo dal management, per conseguenza diretta della
loro (inaudita per i tempi) decisione di non fare piu' tours,
e cio'avrebbe comportato l'inutilita' di Epstein in qualita'
di manager/protettore/oraganizzatore. I Beatles si dimostravano
sempre piu' interessati ad una attivita' di ricerca e pedissequa
sperimentazione all'interno di Abbey Road, i loro leggendari
studi di registrazione; l'anno del Sergente Pepe avrebbe, in
un processo-logico-creativo-musicale senza precedenti, rappresentato
il definitivo trionfo delle loro elaborate, avanguardiste ricerche.
Non vi era esperimento che i quattro non volessero portare a
compimento, in modo che risultasse palpabile e "reale",
per poi passare all'"esplorazione" successiva, il
che rendeva il loro operato ad Abbey Road estremamente intrigante
ed eccitante, e divennero, col passare del tempo, essi stessi
sinonimo di "innovazione" a largo respiro. Ovviamente,
questa sbalorditiva ascesa creativa tese ad allontanare sempre
piu' Brian dagli altri del gruppo (i quali non sembrarono mai
farsene un problema, anzi!) ed il prestigioso ruolo di "quinto
Beatle" venne rilevato dal produttore ed arrangiatore George
Martin, quanto mai determinante in questa nevralgica fase evolutiva
dei Beatles.
Con il clamoroso successo (sia di critica che di pubblico) di
SGT. PEPPER, ignaramente venne toccato un punto di non-ritorno:
fu in quel preciso istante, il 1 Giugno 1967, che i FAB- FOUR
cominciarono a credersi sempre piu' infallibili ed assolutamente
non capaci di commettere errori...."umani". Un atteggiamento
di supponenza e di grande, ingombrante arroganza che venne egregiamente
riflesso nel secondo grande progetto di quel 1967: il Magical
Mystery Tour.
L'idea era stata concepita da Paul McCartney e
prevedeva il viaggio all'interno di un autobus dai tratti psichedelici
avente, come equipaggio, una troupe di giocolieri, mangiafuochi,
attori semi-sconosciuti, cabarettisti, comici ed altri fenomeni
da baraccone.
Questo strambo quanto inedito pandemonio di eccentrici personaggi
sarebbe dovuto essere filmato e poi trasformato in un film da
un'ora per la BBC britannica, per l'imminente stagione natalizia.
Lo spunto era indubbiamente originale ed accattivante, ma grazie
al "principio di infallibilita'" o di presunta "marzianita'"
dei Nostri, tale prodotto cinematografico si rivelo' un colossale
fiasco, un autentico scempio in celluloide che dimostro' al
mondo intero di quanto fossero abissali le loro lacune in campo
cinematografico, sia nelle (improbabili) vesti di produttori
che in quelle di registi.
Magical Mystery Tour e' anche, a suo modo,
un esempio da manuale dimostrativo di come un buon soggetto,
per quanto inventivo e stimolante che esso sia, non sempre puo'
comportare la realizzazione di un ottimo prodotto cinematografico,
specie se diretto da menti "estranee" al concetto
di cinema.
Per la cronaca, la pellicola venne proiettata in prima visione
a Londra, con esiti a dir poco disastrosi....!
Magical Mystery Tourinfatti si rivelo' per
quello che era: un'opera NON-opera senza una precisa identita'
e, soprattutto, senza un comune denominatore che facesse da
collante alle trovate, assai discutibili e "macchiate"
di disgustoso e indigeribile kitsch, dei quattro improvvisati
registi. Un trionfo di arroganza e di pretenziosita', con scene
senza alcun mordente, la maggiorparte delle quali fine a se
stesse. Solo la colonna sonora si salvo' da questo orrorifico
pantano di idee mal composte (e mal presentate): da I
AM THE WALRUS a HELLO GOODBYE, e'
sempre l'arte musicale dei Beatles a primeggiare e a erigersi
a vera, incontestabile attrazione del film. Attrazione che,
per certo, non fu capace di risollevare le sorti di un prodotto
fiacco, molle e alquanto noioso. Ecco... e' proprio la noia
il collante, il comune denominatore di cui accennavo precedentemente.
Un'indicibile noia. Signori e Signore, vi e' stata appena annunciata
la lenta, inesorabile caduta del mito Beatles.
Dopo il "fattaccio" di MYSTERY TOUR,
onde riprendersi dalla loro piu' grande disfatta (quasi una
sorta di Waterloo del mondo beatlesiano), i Nostri risponderanno
nella migliore maniera possibile: con la musica.
Se il 1967 fu l'"anno del colore" e di SGT. PEPPER,
con tutte le sue contorte, ancestrali bizzarrie, il 1968 avrebbe
significato per i Fab Four il ritorno alla semplicita', a quel
rock'n'roll primordiale quanto trascinante degli esordi,
un rock'n'roll, in questo frangente, adattato ai climi
cataclismici e follemente anarchici del '68.
A brand new day per i Beatles era
alle porte, e la successiva, storica copertina completamente
bianca annuncera' l'inizio di un "nuovo corso" (in
perfetta antitesi con i colori, a volte eccessivi e dotati di
unamagniloquenza assai imponente, allalunga stancante e nauseante)
di SGT. PEPPER), sebbene, come entita' musicale, essi avrebbero
vissuto si e no ancora un annetto.
Le conflittuali tensioni ed un forte senso di acrimonia avrebbero,
nel giro di pochi mesi, letteralmente ridotto in poltiglia il
progetto-Beatles, dopo- diche niente fu come prima (sia per
i superstiti che per la musica-POP in generale). Da questo principio
di anarchia di gruppo, "sorge" il White
Album, opera disparata e segnata da un multi-eclettismo
in netto anticipo sui tempi; THE BEATLES traccia
ed in maniera pressoche' definitiva la base per le future carriere
solistiche dei Nostri, ma esso sara' anche vivace testimonianza
di genio artistico e di esplorazione a 360, rispettando solennemente
un concetto di scomposizione e ricomposi- zione di musiche e
generi, che ebbero in Lennon e McCartney i due indiscussi prim'attori.
Ma di questo, dibatteremo a partire dal prossimo capitolo dedicato
ai FAB FOUR. |
©
Alan Tasselli 2002 - per gentile concessione dell'autore
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