2004
THE MAGICAL MYSTERY TOUR -
Primi segni di decadenza ed accenni di anarchia all'interno del gruppo...
di Alan Tasselli
La Grande Scissione ha avuto appena inizio Il 1967 non verra' ricordato solamente
per la Banda del Sergente Pepe (il cui album porto' ad una seconda grande
rivoluzione in ambito POP nel corso degli anni '60) ma anche per i primi,
tragici segni di sbandamento all'interno dei Beatles.
Il loro lento processo di autodistruzione era per la verita' gia' in atto
e fu la morte del loro storico manager Brian Epstein ad
"inaugurare" la lenta discesa verso gli abissi dei Fab Four.
Il decesso di Epstein, dovuto con ogni probabilita' ad una overdose di barbiturici
ed antidepressivi, colse di sorpresa i quattro baronetti, allora impegnati
nel primo grande raduno indiano, alla corte del Guru Maharishi Yogi.
Epstein era da tempo colto da profonde crisi depressive e il suo status di
omosessuale certo non gli rendeva l'esistenza piu' accomodante.
Il 1967 significo' anche il profondo distacco di John, Paul, George e Ringo
dal management, per conseguenza diretta della loro (inaudita per i tempi)
decisione di non fare piu' tours, e cio'avrebbe comportato l'inutilita' di
Epstein in qualita' di manager/protettore/oraganizzatore. I Beatles si dimostravano
sempre piu' interessati ad una attivita' di ricerca e pedissequa sperimentazione
all'interno di Abbey Road, i loro leggendari studi di registrazione; l'anno
del Sergente Pepe avrebbe, in un processo-logico-creativo-musicale senza precedenti,
rappresentato il definitivo trionfo delle loro elaborate, avanguardiste ricerche.
Non vi era esperimento che i quattro non volessero portare a compimento, in
modo che risultasse palpabile e "reale", per poi passare all'"esplorazione"
successiva, il che rendeva il loro operato ad Abbey Road estremamente intrigante
ed eccitante, e divennero, col passare del tempo, essi stessi sinonimo di
"innovazione" a largo respiro. Ovviamente, questa sbalorditiva ascesa
creativa tese ad allontanare sempre piu' Brian dagli altri del gruppo (i quali
non sembrarono mai farsene un problema, anzi!) ed il prestigioso ruolo di
"quinto Beatle" venne rilevato dal produttore ed arrangiatore George
Martin, quanto mai determinante in questa nevralgica fase evolutiva dei Beatles.
Con il clamoroso successo (sia di critica che di pubblico) di SGT. PEPPER,
ignaramente venne toccato un punto di non-ritorno: fu in quel preciso istante,
il 1∞ Giugno 1967, che i FAB- FOUR cominciarono a credersi sempre piu' infallibili
ed assolutamente non capaci di commettere errori...."umani". Un
atteggiamento di supponenza e di grande, ingombrante arroganza che venne egregiamente
riflesso nel secondo grande progetto di quel 1967: il Magical Mystery
Tour.
L'idea era stata concepita da Paul McCartney e prevedeva
il viaggio all'interno di un autobus dai tratti psichedelici avente, come
equipaggio, una troupe di giocolieri, mangiafuochi, attori semi-sconosciuti,
cabarettisti, comici ed altri fenomeni da baraccone.
Questo strambo quanto inedito pandemonio di eccentrici personaggi sarebbe
dovuto essere filmato e poi trasformato in un film da un'ora per la BBC britannica,
per l'imminente stagione natalizia.
Lo spunto era indubbiamente originale ed accattivante, ma grazie al "principio
di infallibilita'" o di presunta "marzianita'" dei Nostri,
tale prodotto cinematografico si rivelo' un colossale fiasco, un autentico
scempio in celluloide che dimostro' al mondo intero di quanto fossero abissali
le loro lacune in campo cinematografico, sia nelle (improbabili) vesti di
produttori che in quelle di registi.
Magical Mystery Tour e' anche, a suo modo, un esempio da
manuale dimostrativo di come un buon soggetto, per quanto inventivo e stimolante
che esso sia, non sempre puo' comportare la realizzazione di un ottimo prodotto
cinematografico, specie se diretto da menti "estranee" al concetto
di cinema.
Per la cronaca, la pellicola venne proiettata in prima visione a Londra, con
esiti a dir poco disastrosi....!
Magical Mystery Tourinfatti si rivelo' per quello che era:
un'opera NON-opera senza una precisa identita' e, soprattutto, senza un comune
denominatore che facesse da collante alle trovate, assai discutibili e "macchiate"
di disgustoso e indigeribile kitsch, dei quattro improvvisati registi. Un
trionfo di arroganza e di pretenziosita', con scene senza alcun mordente,
la maggiorparte delle quali fine a se stesse. Solo la colonna sonora si salvo'
da questo orrorifico pantano di idee mal composte (e mal presentate): da I
AM THE WALRUS a HELLO GOODBYE, e' sempre l'arte
musicale dei Beatles a primeggiare e a erigersi a vera, incontestabile attrazione
del film. Attrazione che, per certo, non fu capace di risollevare le sorti
di un prodotto fiacco, molle e alquanto noioso. Ecco... e' proprio la noia
il collante, il comune denominatore di cui accennavo precedentemente.
Un'indicibile noia. Signori e Signore, vi e' stata appena annunciata la lenta,
inesorabile caduta del mito Beatles.
Dopo il "fattaccio" di MYSTERY TOUR, onde riprendersi
dalla loro piu' grande disfatta (quasi una sorta di Waterloo del mondo beatlesiano),
i Nostri risponderanno nella migliore maniera possibile: con la musica.
Se il 1967 fu l'"anno del colore" e di SGT. PEPPER, con tutte le
sue contorte, ancestrali bizzarrie, il 1968 avrebbe significato per i Fab
Four il ritorno alla semplicita', a quel rock'n'roll primordiale
quanto trascinante degli esordi, un rock'n'roll, in questo frangente,
adattato ai climi cataclismici e follemente anarchici del '68.
A brand new day per i Beatles era alle porte, e
la successiva, storica copertina completamente bianca annuncera' l'inizio
di un "nuovo corso" (in perfetta antitesi con i colori, a volte
eccessivi e dotati di unamagniloquenza assai imponente, allalunga stancante
e nauseante) di SGT. PEPPER), sebbene, come entita' musicale, essi avrebbero
vissuto si e no ancora un annetto.
Le conflittuali tensioni ed un forte senso di acrimonia avrebbero, nel giro
di pochi mesi, letteralmente ridotto in poltiglia il progetto-Beatles, dopo-
diche niente fu come prima (sia per i superstiti che per la musica-POP in
generale). Da questo principio di anarchia di gruppo, "sorge" il
White Album, opera disparata
e segnata da un multi-eclettismo in netto anticipo sui tempi; THE
BEATLES traccia ed in maniera pressoche' definitiva la base per le
future carriere solistiche dei Nostri, ma esso sara' anche vivace testimonianza
di genio artistico e di esplorazione a 360∞, rispettando solennemente un concetto
di scomposizione e ricomposi- zione di musiche e generi, che ebbero in Lennon
e McCartney i due indiscussi prim'attori.
Ma di questo, dibatteremo a partire dal prossimo capitolo dedicato ai FAB
FOUR.
© Alan Tasselli 2004 - per gentile concessione dell'autore

