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MINUTI IN COMPAGNIA DI GIANLUCA LO PRESTI di Lino Terlati
Ho
incontrato Gianluca Lo Presti all'alba delle registrazioni del
suo nuovo album, il terzo se si considera il mini-cd I frammenti
del mio io. Ho avuto modo anche di vederlo on stage sul palco di
2000 e zero watt e sulla passerella di Ritmi Globali 2000.
Purtroppo lo spazio di una canzone ha tarpato le ali a questo interessante
compositore di Ravenna. Certo, alcuni illustri fantsmi appaiono ancora
nei suoi lavori, ma più che di plagio questi tributi sono pure
devozioni d'amore a gente come Battiato, Peter Gabriel, Devics etc.etc.
Cent'anni di solitudine ci aveva fatto capire che non eravamo di fronte
al solito, ennesimo cantautore. Un cantautore eclettico che sa trasformare
un brano impegnato in un ritmo disco alla Village People. Ritmi funky
sperimentali con un bel lavoro di tastiere programmate da Gianluca.
S'intersecano diverse atmosfere anche con toni etnici, come le percussioni
marcatamente orientali . Cantautore infarcito di complessità
che propone un connubio di musica d'atmosfera e pop leggero, filtrandolo
attraverso suoni new age elettronici. Gianluca Lo Presti se non si perderà
per strada potrebbe avere davanti un cammino roseo e lucente. Ho rivolto
alcune domande a Gianluca...
D:
Quali sono le scintille che ti fanno creare le tue canzoni?
R: Ho sempre sentito la necessità di comunicare alcune mie riflessioni
o sensazioni sul mondo che mi circonda. Mi sembra un grosso contenitore
di assurdità e mi piace l'idea che con una canzone puoi parlare
anche di questo invece che scrivere i soliti testi melensi d'amore.
C'é uno strato sotterraneo sotto l'esistenza superficiale delle
cose e degli uomini che spesso viene ignorato da loro stessi forse per
paura o chissà. Io in questo mi sento un po' archeologo esploratore,con
le mie canzoni vado a tirare in superficie certi temi sicuramente fastidiosi
ma non certo meno reali dei culi delle vallette televisive. Sono un
guastafeste ,ma non lo faccio per cattiveria penso che alcune
persone che ascoltano musica abbiano bisogno anche di sentire certi
argomenti. Come dire ci sono Paola e Chiara ma c'é anche Lindo
Ferretti!!!
D: Hai suonato con qualche complesso prima di incidere "I Frammenti
del mio Io "?
R:Si, nel lontano'88 ho suonato con un gruppo da me fondato che si chiamava
Mediterranea dove io ero il cantante e scrivevo per il gruppo;
comunque Ë preistoria della mia carriera!!
D: Descrivimi i cambiamenti che ci sono stati nel tuo modo di comporre
da "I frammenti del mio Io"a "Cent'anni di solitudine"
R: Il primo lavoro é nato da zero e in due mesi ho fatto tutto;
Ë un concept album va inteso come una lunga suite divisa in quattro
parti
Inoltre é un lavoro molto intimista poco aperto verso l'esterno,
tutto incentrato su noi stessi. E' un po' come se dicessi all'ascoltatore
di dimenticarsi il mondo intorno, internet, la tv ecc. e gli chiedessi
di concentrarsi solo su se stesso regredendo piano piano fino al suo
passato. CENT'ANNI ha una genesi più lunga. E' un album concretizzato
a livello di registrazioni molto tempo dopo essere state scritte (si
parla di anni). E' più un bilancio artistico su circa otto anni
di musica che un flash del momento. Questo perchè nel mezzo ho
avuto un sacco di problemi tecnici e umani che mi hanno fatto slittare
di molto la realizzazone del disco. Un'altra differenza riguarda le
tematiche, CENT'ANNI é un disco di riferimenti e citazioni anche
se non manca qualche aspetto autobiografico come nel Barone nero.
D: La tua musica sembra invadere altri generi non tipici di
un cantautore e cosi
compare elettronica,dance,musica etnica,techno,ambient:ascolti qualsiasi
musica o ce n'é una in particolare che ti affascina?
R: Non ascolto di tutto spesso per problemi di tempo anche se mi piacerebbe.
E'chiaro che ognuno di noi in primis ha delle curiosità da soddisfare
prima di altre per cui sono più portato ad ascoltare subito il
disco di un artista che mi incuriosisce piuttosto che un altro. Il fatto
che in CENT'ANNI ci siano svariati riferimenti musicali è casuale.
Cioè cerco dove in quel momento l'istinto o la passione mi dice
di andare Per esempio nel nuovo album questa eterogeneità é
molto diminuita, ma non é frutto di una scelta precisa se non
quella di assecondare le proprie "frequenze di vita"che cambiano
come cambiamo noi.
D: Hai collaborato con i Tecknicamista nella compilation Transomagna
t'interessa collaborare anche con altri artisti?
R: Moltissimo: una delle mie aspirazioni é quella di fare anche
il produttore artistico, lavorare con altri gruppi con la loro musica
e magari in futuro mettere su un'etichetta...
D: Partecipi a molte manifestazioni musicali...pensi che in
questo modo la tua musica possa raggiungere più persone?
R: Giustissimo! E'anche l'unico modo che un artista ancora senza contratto
come me ha di far circolare il proprio nome a livello nazionale.
Spesso capitano anche delle cose molto belle come gente che arriva dietro
al palco dopo la tua esibizione e ti dice che la tua musica gli ha
cambiato la vita! Questa Ë per me in assoluto,la soddisfazione
più grande; cioé rendermi utile a qualcuno.
D: Stai registrando un nuovo album...ci puoi dare qualche anticipazione?
R: il titolo sarà "3 VOLTE 11", rimanda un po' alla
cabala. In realtà é un disco dedicato al destino, alla
buona e cattiva sorte che ci guida o ci ostacola. In realtà ci
sono anche canzoni che parlano d'altro. Di sicuro é un lavoro
più immediato del precedente, scritto in un arco di tempo più
concentrato; forse é anche per questo che risulta più
omogeneo. Il titolo riassume un fatto strano che mi é realmente
accaduto: nel giro di pochissimo tempo ho perso tre persone carissime
tutte il giorno 11 del mese; strano, vero?
D: E' 'importante suonare dal vivo o preferisci l'atmosfera
dello studio di registrazione?
R: Sono due cose diverse le amo entrambi,forse vorrei suonare di più
anche perchè ho avuto meno occasioni che stare in studio.
In studio generalmente tiri fuori la creatività lavori su della
materia alla quale devi dare un senso e una forma. E' molto affascinante
questo.
Puoi permetterti di cesellare ed é per me una grande occasione
di crescita artistica quando entro in studio a realizzare un mio pezzo.
Per mia abitudine arrivo solo con la metà delle cose già
decise le altre le lascio alla "frequenza" di quel momento...
Quando suono dal vivo invece rappresento sul palco un aspetto più
istintivo o emozionale. C'é poco di creatività perchè
i pezzi sono stati già composti, la scaletta é spesso
la solita anche se la gente la ascolta per la prima volta. Però
cé il fattore dell'irripetibilità del momento; un pezzo
cantato cinquanta volte non é mai sempre lo stesso e questa é
una forte emozione...
D: Generalmente le tue canzoni sono molto introspettive ed
intimiste ma ci sono anche paesaggi mistici,credi nel concetto di musica
come
veicolo di meditazione e raccoglimento?
R: Tantissimo, ti ringrazio per la domanda, perchè tocca un argomento
che mi sta molto a cuore,il concetto del "veicolo". In altre
parole credo che ognuno di noi abbia una missione da compiere anche
se non lo sa ancora;non credo sia possibile decidere tutto del proprio
destino,una parte forse, tutto no. Io seguo la mia natura che é
quella di essere musicista ed é con fierezza che lo affermo perchÈ
mi piace molto. Io sono solo un veicolo un tramite per trasmettere delle
energie che stanno oltre me;non credo nelle mie abilità in quanto
scaturite da me,ma come tramite per qualcosa che sta molto al di sopra
"credimi siamo niente,dei piccoli ruscelli senza fonte" (Battiato-Fisiognomica).
Questo concetto si lega molto alla meditazione, secondo me,fare musica
comporta dei meccanismi talvolta inspiegabili. Mi vengono i brividi,ma
ti posso giurare che spesso il succedersi degli accordi mentre scrivo
non é frutto di una consapevolezza o volontà é
un tuffarsi nel mezzo di una grande fonte di energia che ti usa per
concretizzare qualcosa. In conclusione credo che gli artisti che la
pensano come me, non dovrebbero prendersi alcun merito su ciòche
fanno perchè sono in un certo senso "guidati". Thanks
for all...
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