Cara amica, ti scrivo...
9 settembre 2010
• L'amore
non si dice, di
Massimo Vitali. Romanzo.
Fernandel, 172 pagine, 13,00 euro.
Data di uscita: marzo 2010
recensione di Fabio Sbaraglia
L’aggettivo adatto a descrivere questo romanzo è semplicemente “bello”. Bello
e basta. Bello senza mai prendersi troppo sul serio, senza chiedere troppo
a se stesso e senza nessuna pretesa se non quella di farci emozionare un po’:
ci riesce molto bene e scusate se è poco.
La trama: Edoardo ama Teresa e le scrive quotidianamente lettere d’amore e,
per essere sicuro che lei le riceva, gliele scrive su raccomandata con ricevuta
di ritorno. Ma Teresa non ama Edoardo, gli proibisce di continuare a scriverle
raccomandate e tantomeno di scriverle d’amore. Edoardo allora la prende alla
lettera e abbandona le raccomandate per passare alla posta ordinaria e soprattutto
evita di scriverle d’amore. Le scriverà però di tutt’altro: del suo meccanico,
del suo barbiere, dei ladri, di lavandini, di quello che fa e che pensa, le
scriverà ricette di cucina e di tutto ciò che non sia amore. Tutti i giorni.
Naturalmente Teresa non risponderà mai a nessuna delle sue cento lettere ma
ciò nonostante in nessuna di queste mancherà mai, nascosto magari tra le righe
finali, un qualche piccolo e tenero riferimento al suo (o loro?) amore.
Una storia semplice e mai banale, a tratti anzi quasi crudele, un libro fatto
di cento lettere che girano tutte, sempre, intorno allo stesso argomento,
ma che non risulta mai uguale a se stesso. Originalità e ingenuità sono gli
ingredienti neanche troppo segreti di questo romanzo che si colloca giusto
un passo fuori dagli schemi e i generi tradizionali della letteratura.
Un esordio decisamente brillante e che fa ben sperare per il bolognese Massimo
Vitali, che nella stesura del suo libro ha potuto avvalersi
di due collaboratori decisamente eccezionali: Alessandro Bergonzoni
(che scrive a Teresa, e noi, una specie di brevissima lettera iniziale
di “istruzioni per l’uso”) e Grazia Verasani (che invece
scrive a Edoardo una commovente lettera finale).
“L’amore non si dice”: un libro semplice, spontaneo e caparbio. Come (dovrebbe
essere) l’amore. Quello bello.