novità in dvd: Laurel & Hardy due teste senza cervello








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I più grandi di sempre, di nuovo insieme

di Loris Cantarelli (cantarelli@tiscali.it)

Si incontrarono per caso, proprio come nelle grandi scoperte, in quel formidabile calderone hollywoodiano dei “ruggenti” anni Venti. Eppure, sono bastati pochissimi rulli di pellicola, poco più di ottant’anni fa, a lanciarli per sempre nell’Olimpo degli eroi senza tempo, tanto da rappresentare l’archetipo stesso del duo comico. Come e più di diversi loro colleghi, Stan Laurel & Oliver Hardy sono stati capaci di andare oltre, spingendosi da pionieri nella pubblicistica (con conseguenze innumerevoli, per non dire a dir poco devastanti, nell’illustrazione, nei fumetti e nel cinema d’animazione), entrando tout court nella storia della comunicazione di tutto il mondo... per non uscirne mai più.

Quando s’incontrano, lo smilzo Stan ha girato una quindicina di comiche da protagonista (all’inizio nella compagnia di Charlie Chaplin, spesso in concorrenza con il Larry Semon da noi noto come Ridolini) e una decina da regista, mentre il corpulento Ollie ha recitato come villain in quasi duecento occasioni. Dal 1921 dividono lo schermo in più di un’occasione (in qualche caso, l’uno davanti e l’altro dietro la cinepresa), finché nel 1926 un banale incidente a Ollie spinge il regista Stan a prendere il suo posto. Di lì a poco, al produttore Hal Roach basta poco per capire che messi insieme i due attori funzionano a meraviglia. Ma certo non può immaginare che, in poco più di dieci anni, il duo rivoluzionerà nientemeno che la storia del cinema, superando indenne – anzi, rafforzato – l’avvento del sonoro, la fine dei cortometraggi e l’epilogo delle piccole Case di produzione indipendenti… tanto da giungere in forma smagliante sul supporto digitale del Terzo Millennio (il dvd) fin dal 1998!

Fin dall’inizio le caratterizzazioni di Laurel & Hardy – il grasso e il magro, il goffo e lo sprovveduto – appaiono un materiale di base eccellente per realizzare caricature a scopo anzitutto pubblicitario, tra cui quelle utilizzate per le locandine ufficiali risultano, con poche eccezioni, le peggiori. La Metro-Goldwyn-Mayer, che dopo pochi cortometraggi si assicura la loro distribuzione esclusiva, ingaggia per tutte le iniziative che nella fiorente industria hollywoodiana affiancano l’uscita di ogni uscita cinematografica alcuni illustratori tra i più prestigiosi dell’epoca: il geniale Al Hirshfeld, il poliedrico Harry Langdon (egli stesso star dal cinema), Al Kilgore (autore dei fumetti dell’alce Bullwinkle e più tardi fondatore del fan club ufficiale della coppia insieme a John McCabe, il loro primo e miglior biografo) e Walter Trier (celebre per le sue vignette contro il nazismo).

Gli anni Cinquanta si aprono con l’ultimo, malinconico film della coppia (ormai alle prese con grossi problemi di salute) – quell’Atollo K (1951) prodotto con Italia e Francia in cui si vorrebbe addirittura far recitare anche Totò e Fernandel – e si chiudono con la morte di Ollio (il 7 agosto 1957). In realtà, con il rapido diffondersi della fama del duo, le loro stesse caratteristiche sono oro colato per i creativi e cartoonist di ogni latitudine, immediatamente stimolati a utilizzare i lineamenti subito familiari di Laurel & Hardy per strizzare l’occhio al pubblico e – perché no? – sbeffeggiare politici di tutto il mondo. È proprio in questo periodo che la coppia inizia a risorgere – oltre che con infinite repliche televisive – all’interno di una miriade di spot e immagini pubblicitarie (contro cui gli stessi protagonisti rinunciano ad azioni legali, visto il fallimento di un analogo intervento dell’attore-cowboy Roy Rogers), dove anonimi figuranti dalle inconfondibili silhouette reclamizzano prodotti di tutti i generi, dai biscotti alle compagnie d’assicurazione, in una pratica giunta senza alcun affanno fino ai giorni nostri.

Negli anni Sessanta, Stan riceve un Oscar speciale, in contemporanea alla prima biografia dedicata al duo che dà il via a una continua riscoperta critica del loro lavoro certosino (nel 1961), partecipa alla fondazione del fan club ufficiale dei Figli del Deserto (nel 1964) poco prima di raggiungere l’amico nell’Aldilà (il 23 febbraio 1965), ma soprattutto viene realizzata da Larry Harmon una serie TV animata che spopola in tutto il mondo (dal 1966, oggi in gran parte visibile su www.arcoiris.tv).
Negli ultimi decenni si è anche avuta una certificazione ancora più “ufficiale” dell’influenza di Laurel & Hardy nella cultura e nel famigerato “immaginario collettivo” del Novecento. Il 6 febbraio 1990, infatti, le poste britanniche hanno onorato il cittadino Stan Laurel in una serie di 10 francobolli dedicati ai “sorrisi famosi” (tra cui lo Stregatto di Lewis Carroll, il pulcinella Mr. Punch e Dennis la Minaccia di Hank Ketcham), mentre il 29 agosto 1991 è stato il servizio postale degli Stati Uniti a celebrare la coppia al completo, in una serie di 20 pezzi dal titolo “Comedians by Hirshfeld” e realizzata dall’artista tuttora attivo, nel 1999 inserito dall’effervescente rivista statunitense The Comics Journal al n.34 di una classifica nientemeno dei migliori 100 fumetti di tutti i tempi in lingua inglese.

Dal 12 luglio 1985, per 4 mesi la RAI trasmette uno straordinario programma prodotto con la sede di New York, Laurel & Hardy: due teste senza cervello, curato dall’appassionato Giancarlo Governi (tra i fondatori di RaiDue nel 1961 e autore con Guido De Maria del geniale Gulp! I fumetti in TV nel 1972 e del successivo SuperGulp! del 1977, attento seppur presenzialista biografo dei più grandi attori italiani in numerosi Ritratti su RaiTre dal 1996). In 16 puntate settimanali (replicate in nottoruno nell’estate 1995), il pubblico italiano assiste a rarità, doppiaggi inediti e interviste esclusive a Hal Roach, John McCabe, William K. Everson, Richard W. Bann, T. Marvin Hatley (il compositore di tutte le musiche e autore del celebre ritornello The Cuckoo Song che apre ogni loro comica), i Figli del Deserto al loro 20° raduno nazionale, Felix Knight, Alberto Sordi, Mauro Zambuto, Romano Mussolini... Come tradizione, viene edito in contemporanea un volume dallo stesso titolo per la romana RAI-ERI. La sigla di testa è Slapstick di Piero Montanari (musica, come la Sad tune che si ascolta durante molti filmati) e Mario Sasso (grafica), quella di coda è Honolulu Baby rifatta da Giorgio Ariani (Ollio) ed Enzo Garinei (Stanlio) con il coro delle voci del Maestro Di Mario (sul fondo): sulla musica originale di Hatley, il nuovo arrangiamento e le parole italiane sono di Piero Montanari, con la regia di Gil Rossellini (figlio di Roberto) e le scenografie di Adriano Caputo. Il filmato fu realizzato in un solo giorno allo studio SBP di Roma ma la sigla, realizzata con colori sgargianti e hawaiani, risultò stonare con la trasmissione per lo più in bianco e nero: venne quindi rimossa nelle repliche successive (i doppiatori Giorgio Ariani & Enzo Garinei sapevano che avrebbe potuto stonare e avrebbero voluto realizzarla o in semi-ombra o in bianco e nero, oppure senza di loro in video...). Da notare che gli strumentali di Montanari sono ancora molto noti, essendo andati in onda anche nei cicli televisivi (che durano tutt’ora in orari antelucani) come “Risate con... Stanlio e Ollio” (1986), “Zuppa e Noccioline” (1988), “Divertimenti Stasera” (1988), “Quando ridere faceva ridere” (1992-94), “Blob Soup” (1994-96).

Per chi non ha potuto videoregistrare quella montagna di “ben di dio” televisivo, mirabile sintesi tra commosso omaggio all’arte cinematografica delle origini e documento prezioso per cinefili e appassionati, lo scorso 28 maggio è uscita la ristampa digitale delle interviste e di molte pellicole originali del duo (diffusissime a poco prezzo nei contenitori dei megastore ma paradossalmente pressoché introvabili in edizioni rimasterizzate a ricostruire gli inevitabili danni causati dall’usura del tempo...) distribuita dalla meritoria Magazzini Salani (www.magazzinisalani.it/prodotti/9788862123068).

Rititolata Stanlio & Ollio - Due teste senza cervello (traduzione della frase di cartesio “Duae tabulae rasae in quibus nihil scriptum est”, scelta personalmente da Stan per il fan club Sons of the Desert nel 1964), la confezione comprende 2 dischi a singola faccia e singolo strato (il primo di 3,69 GB, il secondo di 3,55 GB) prodotti dalla Beta Taurus e Promedia E.C. per soli 23 euro! Il formato è naturalmente 4:3 (1,33:1) ma le lingue disponibili sono due: un nuovo italiano (Dolby Surround 2.0) che nella narrazione e nelle interviste sostituisce quello utilizzato all’epoca, nonché l’originale inglese (Dolby Surround 2.0) per attori e operatori d’oltreoceano. Non sono previsti sottotitoli, ma la durata complessiva di 110 e 105 minuti rispettivamente (nonché una galleria fotografica di 3 minuti divisi nei due dvd) compensa degnamente la mancanza.

In allegato, come ormai di prammatica per questi casi, il volume omonimo di 196 pagine a firma Giancarlo Governi è la nuova edizione del libro del 1985 (i cui diritti erano evidentemente scaduti e scriteriatamente divenuto ben presto fuori catalogo), con tutte le trascrizioni delle interviste e testimonianze esclusive raccolte da Governi, nonché di brani, citazioni e lettere tratti dalla biografia ufficiale di Stan Laurel e Oliver Hardy scritta da John McCabe nel 1961 (con l’unica intervista mai rilasciata da Oliver Hardy).

Una vera opera storica, di durata di poco inferiore alle 4 ore, che permette di leggere testimonianze e documenti esclusivi sulla vita del duo comico più famoso del mondo ed ancora oggi divertente come un tempo. Lo testimoniano decine di siti Internet e oltre 200 fan club in tutto il mondo (le Tende dei Figli del Deserto italiane sono due: l’Oasi #165 “Atollo K” di Modena e la #196 “A chump at Oxford” a Vercelli). In particolare il sito www.laurel-e-hardy.it conta a tutt’oggi ben 300 mila visite, un’affezionata mailing list, un’affollata chat room e un vero e proprio fan club che organizza ogni anno manifestazioni, ritrovi e proiezioni di film... oltre che pubblicazioni specializzate (come una guida alle infinite compilation di loro comiche, per orientarsi nella marea di disinformazione di 81 cortometraggi e 25 lungometraggi), news e segnalazioni. Perché i Sovrani della Risata sono scomparsi soltanto in carne e ossa. Nel ricordo, nello spirito e nel loro lavoro certosino non moriranno mai.

© Loris Cantarelli - per gentile concessione dell'autore

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