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L'ORRORE E LA LETTERATURA PER RAGAZZI:
CLIVE BARKER E IL CICLO DI ABARAT
Lorrore è sempre stato uno degli ingredienti
cardine della letteratura per ragazzi. Mostri, orchi, streghe
e via dicendo sono sempre stati tra i personaggi preferiti
di autori e lettori. I risvolti macabri, terrificanti e di
natura visceralmente gore contenuti nei classici della fiaba
(dai Grimm ad Andersen mutilazioni e scene di antropofagia
erano allordine del giorno) si sono però stemperati
fino a raggiungere un approccio grottesco-comico che ha caratterizzato
tutta la letteratura per ragazzi di genere fantastico fino
ai primi anni novanta.
Gli autori fondamentali hanno preferito sviscerare e concentrarsi
sui lati più squisitamente comici che le situazioni
e le creature fuori dal normale potessero generare,
sostituendo per lo più al gore il gusto per lo schifido
(dalla cacca alla verruca, le basi per comprendere il successo
di oggettistica come lo slime). Uno degli autori
simbolo è ad esempio Roahl Dahl, famoso per
la sua fabbrica del cioccolato (al cinema negli
anni 70 con la regia di Mel Stuart e Gene Wilder come
protagonista e al cinema presto in un riadattamento per la
regia di Tim Burton e il ruolo principale nelle mani di Johnny
Depp), ma anche per le sue orribile e spassose streghe del
libro omonimo (anche questo passato alla celluloide nel 90:
il titolo italiano era Chi ha paura delle streghe?,
il regista Nicolas Roeg, lattrice principale Angelica
Houston.
Per le versioni cartacee di queste due storie bisogna rivolgersi
a Salani che li ha pubblicati entrambi nella mitica
collana degli Istrici). Lorrore, quando si parla
di libri per ragazzi, è legato letteralmente al concetto
di divertimento, propendendo sempre più verso il merchandising,
nello stesso arco di tempo che aveva portato lhorror
cinematografico alla ribalta presso il pubblico adolescente.
Nascono pubblicazioni fast-food come la serie
Piccoli brividi di R.L.Stine, volumi piccoli e
agili che offrono compendi di cliché di genere che
chiudono tutti su di un finale di ribaltamento umoristico
(e rassicurante in puro stile puritano-americano) e che rapitamente
sono diventati serie televisiva, giocattoli, fumetti e via
andare. Intorno agli anni 90 lapproccio inizia
a cambiare. La letteratura per linfanzia si avvia a
diventare il nuovo business editoriale, fino ad arrivare
allincredibile caso Harry Potter, e molti autori
normalmente legati alla letteratura adulta producono
lavori per ragazzi (come Suskind con il suo Il signor
Sommers o Pennac con Locchio del lupo
e Abbaiare stanca per fare qualche esempio, tutti usciti
in Italia grazie a Salani).
E ci sono parecchi autori che portano il fantasy e lorrore
nella letteratura per ragazzi a toni molto più seriosi.
Uno dei casi più lampanti è la discussa trilogia
Queste oscure materie di Philip Pullman, fantasy
a tratti tra il gotico e lo steampunk che ha furoreggiato
in Inghilterra e ha raccolto discreti consensi anche qui da
noi (La bussola doro, il primo dei tre volumi
che la compongono è uscito per Salani nel 1996).
Tornando al maghetto occhialuto che ha reso la sua autrice,
la Rowling, la donna più ricca dInghilterra dopo
la regina, i toni spesso si fanno meno giocosi, meno scherzosi,
e molte scene del romanzo (soprattutto dal secondo, Harry
Potter e la camera dei segreti, in poi), non ha niente
da invidiare a romanzi dellorrore classico.
Il comico diventa un elemento occasionale e mentre le deformità,
la paura e uno splatter appena accennato diventano
gli strumenti con cui costruire lambiente di storie
dal plot spessoclassicissimo ma dagli sviluppi pieni
di originalità.
Lorrore ritorna ad assumere il suo ruolo di immagine
riflessa su di uno specchio deformante, come quelli dei circhi
di una volta, senza più lesigenza di difendersi
dietro a una risata.
Questo nuovo corso infrange anche un altro decennnale tabù,
la lunghezza. Il nuovo fantasy e il nuovo orrrore aumentano
di foliazione e raramente, ormai, si limitano a un solo tomo.
Ormai è normale che le storie per ragazzi vengano pensate
per saghe, e la cosa non sembra più spaventare gli
editori, ma anzi è ormai garanzia di un incasso che
si ripete.
È in questo contesto che nascono libri come lottimo
Coraline di Neil Gaiman, a tratti raccapricciante,
uscito per Mondadori con le splendide illustrazioni di Dave
McKean, o i lavori di Clive Barker, La casa
delle vacanze e il recente Abarat.
Guru dellorrore letterario e cinematografico
(per non dire fumettistico) degli ultimi anni, Barker non
disdegna di trasportare la sua particolare visionarietà
nel mondo della letteratura per ragazzi. Con Abarat
lo scrittore britannico segue tutte le nuove regole ambientali:
la saga sarà composta di quattro volumi per una storia
ambientata - anche questo un altro must - in un mondo
parallelo dove si troverà a interagire la protagonista,
arrivata dal nostro banalissimo mondo.
Il volume ha avuto due edizioni quasi contemporanee: una per
Longanesi (18 euro senza illustrazioni) e una per Fabbri
(20 euro, illustrato - Fabbri è anche
leditore de La casa delle vacanze), entrambe
per la traduzione di Beatrice Masini (e forse con un po
troppi refusi).
Candy Quackenbush è cresciuta nella noiosa Chickentown,
Minnesota, inadeguata allo sciatto stile di vita che la circonda.
Un gesto di ribellione la porterà a fare incontri bizzarri
e ad un viaggio su un mare dal materno nome di Izabella che
la accompagnerà fino alle misteriose venticinque isole
di Abarat. Ogni isola è congelata
a unora specifica del giorno tranne la venticinquesima,
che risulta al di fuori del tempo, e inscena una particolare
idiosincrasia delluomo moderno, seppur tra creature
mostruose, orribili o patetiche. Lorrore non si traveste
e non disdegna di mostrare assassini che usano il proprio
corpo come fodero per le spade, esseri viventi nati dalla
fusione tra il voodoo e luncinetto e creature che si
nutrono dei propri stessi incubi, il tutto senza tuttavia
spaesarci. Le anomalie hanno un sapore fortemente familiare
ma richiamano, più che il ricordo di altre simili creature
in altre storie, situazioni della nostra realtà. Laltro
mondo, così come accade in altri volumi della nuova
letteratura per ragazzi, è molto più dietro
langolo di quanto mai sia stato. A aggiungere impatto
sono sicuramente le illustrazioni, veri e propri quadri a
olio che lautore ha realizzato con maestria e dove ha
riversato quella sua visionarietà deforme con cui ha
dato vita ai suoi macabri baracconi di mostruosi freak.
Proprio come aveva già fatto con i supplizianti
di Hellraiser, che usciti dai suoi libri hanno invaso
il cinema (con quattro pellicole), il mondo dei fumetti e
persino quello dei giocattoli e delle action figures.
Ma la vera cosa che più vi inquieterà di Abarat
sarà la grande facilità con cui vi ci ambienterete
e che vi lascerà adosso unimpellente voglia di
tornarci.
© Paolo Ferrara 2005. Per gentile concessione dell'autore
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