2005
L'ORRORE E LA LETTERATURA
PER RAGAZZI: CLIVE BARKER E IL CICLO DI ABARAT
di Paolo Ferrara
Lorrore è sempre stato uno degli ingredienti cardine della letteratura
per ragazzi. Mostri, orchi, streghe e via dicendo sono sempre stati tra i
personaggi preferiti di autori e lettori. I risvolti macabri, terrificanti
e di natura visceralmente gore contenuti nei classici della fiaba (dai Grimm
ad Andersen mutilazioni e scene di antropofagia erano allordine del
giorno) si sono però stemperati fino a raggiungere un approccio grottesco-comico
che ha caratterizzato tutta la letteratura per ragazzi di genere fantastico
fino ai primi anni novanta.
Gli autori fondamentali hanno preferito sviscerare e concentrarsi sui lati
più squisitamente comici che le situazioni e le creature fuori
dal normale potessero generare, sostituendo per lo più al gore
il gusto per lo schifido (dalla cacca alla verruca, le basi per comprendere
il successo di oggettistica come lo slime). Uno degli autori simbolo
è ad esempio Roahl Dahl, famoso per la sua fabbrica
del cioccolato (al cinema negli anni 70 con la regia di Mel Stuart
e Gene Wilder come protagonista e al cinema presto in un riadattamento per
la regia di Tim Burton e
il ruolo principale nelle mani di Johnny Depp), ma anche per le sue orribile
e spassose streghe del libro omonimo (anche questo passato alla celluloide
nel 90: il titolo italiano era Chi ha paura delle streghe?,
il regista Nicolas Roeg, lattrice principale Angelica Houston.
Per le versioni cartacee di queste due storie bisogna rivolgersi a Salani
che li ha pubblicati entrambi nella mitica collana degli Istrici). Lorrore,
quando si parla di libri per ragazzi, è legato letteralmente al concetto
di divertimento, propendendo sempre più verso il merchandising,
nello stesso arco di tempo che aveva portato lhorror cinematografico
alla ribalta presso il pubblico adolescente.
Nascono pubblicazioni fast-food come la serie Piccoli brividi
di R.L.Stine, volumi piccoli e agili che offrono compendi
di cliché di genere che chiudono tutti su di un finale di ribaltamento
umoristico (e rassicurante in puro stile puritano-americano) e che rapitamente
sono diventati serie televisiva, giocattoli, fumetti e via andare. Intorno
agli anni 90 lapproccio inizia a cambiare. La letteratura per
linfanzia si avvia a diventare il nuovo business editoriale,
fino ad arrivare allincredibile caso Harry
Potter, e molti autori normalmente legati alla letteratura adulta
producono lavori per ragazzi (come Suskind con il suo Il signor Sommers o
Pennac con Locchio del lupo e Abbaiare stanca per fare qualche esempio,
tutti usciti in Italia grazie a Salani).
E ci sono parecchi autori che portano il fantasy e lorrore
nella letteratura per ragazzi a toni molto più seriosi.
Uno dei casi più lampanti è la discussa trilogia Queste
oscure materie di Philip Pullman, fantasy
a tratti tra il gotico e lo steampunk che ha furoreggiato in Inghilterra
e ha raccolto discreti consensi anche qui da noi (La bussola doro,
il primo dei tre volumi che la compongono è uscito per Salani nel 1996).
Tornando al maghetto occhialuto che ha reso la sua autrice, la Rowling, la
donna più ricca dInghilterra dopo la regina, i toni spesso si
fanno meno giocosi, meno scherzosi, e molte scene del romanzo (soprattutto
dal secondo, Harry Potter e la camera dei segreti, in poi),
non ha niente da invidiare a romanzi dellorrore classico.
Il comico diventa un elemento occasionale e mentre le deformità, la
paura e uno splatter appena accennato diventano gli strumenti con cui
costruire lambiente di storie dal plot spessoclassicissimo ma
dagli sviluppi pieni di originalità.
Lorrore ritorna ad assumere il suo ruolo di immagine riflessa su di
uno specchio deformante, come quelli dei circhi di una volta, senza più
lesigenza di difendersi dietro a una risata.
Questo nuovo corso infrange anche un altro decennnale tabù, la lunghezza.
Il nuovo fantasy e il nuovo orrrore aumentano di foliazione e raramente,
ormai, si limitano a un solo tomo. Ormai è normale che le storie per
ragazzi vengano pensate per saghe, e la cosa non sembra più spaventare
gli editori, ma anzi è ormai garanzia di un incasso che si ripete.
È in questo contesto che nascono libri come lottimo Coraline
di Neil Gaiman, a tratti raccapricciante, uscito per Mondadori
con le splendide illustrazioni di Dave McKean, o i lavori
di Clive Barker, La casa delle vacanze e
il recente Abarat.
Guru dellorrore letterario e cinematografico (per non dire fumettistico)
degli ultimi anni, Barker non disdegna di trasportare la sua particolare visionarietà
nel mondo della letteratura per ragazzi. Con Abarat lo scrittore
britannico segue tutte le nuove regole ambientali: la saga sarà composta
di quattro volumi per una storia ambientata - anche questo un altro must
- in un mondo parallelo dove si troverà a interagire la protagonista,
arrivata dal nostro banalissimo mondo.
Il volume ha avuto due edizioni quasi contemporanee: una per Longanesi (18
euro senza illustrazioni) e una per Fabbri (20 euro, illustrato - Fabbri è
anche leditore de La casa delle vacanze), entrambe
per la traduzione di Beatrice Masini (e forse con un po
troppi refusi).
Candy Quackenbush è cresciuta nella noiosa Chickentown, Minnesota,
inadeguata allo sciatto stile di vita che la circonda. Un gesto di ribellione
la porterà a fare incontri bizzarri e ad un viaggio su un mare dal
materno nome di Izabella che la accompagnerà fino alle misteriose venticinque
isole di Abarat. Ogni isola è congelata
a unora specifica del giorno tranne la venticinquesima, che risulta
al di fuori del tempo, e inscena una particolare idiosincrasia delluomo
moderno, seppur tra creature mostruose, orribili o patetiche. Lorrore
non si traveste e non disdegna di mostrare assassini che usano il proprio
corpo come fodero per le spade, esseri viventi nati dalla fusione tra il voodoo
e luncinetto e creature che si nutrono dei propri stessi incubi, il
tutto senza tuttavia spaesarci. Le anomalie hanno un sapore fortemente familiare
ma richiamano, più che il ricordo di altre simili creature in altre
storie, situazioni della nostra realtà. Laltro mondo, così
come accade in altri volumi della nuova letteratura per ragazzi, è
molto più dietro langolo di quanto mai sia stato. A aggiungere
impatto sono sicuramente le illustrazioni, veri e propri quadri a olio che
lautore ha realizzato con maestria e dove ha riversato quella sua visionarietà
deforme con cui ha dato vita ai suoi macabri baracconi di mostruosi freak.
Proprio come aveva già fatto con i supplizianti di Hellraiser,
che usciti dai suoi libri hanno invaso il cinema (con quattro pellicole),
il mondo dei fumetti e persino quello dei giocattoli e delle action figures.
Ma la vera cosa che più vi inquieterà di Abarat sarà
la grande facilità con cui vi ci ambienterete e che vi lascerà
adosso unimpellente voglia di tornarci.
© Paolo Ferrara 2005. Per gentile concessione dell'autore

