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L'ULTIMA LEZIONE, regia di Fabio Rosi, con Roberto Herlitzka, Ignazio Oliva, Chiara Conti; distribuzione: Lantia; anno: 2001; nazione: Italia; commento:***

La notte del 14 aprile 1987, il professor Federico Caffé, insigne economista e docente all’università di Roma, dopo aver depositato sulla scrivania del suo studio i propri documenti, gli occhiali e l’orologio, uscì dalla sua casa romana di Monte Mario.
Da quel momento di lui non si seppe più nulla. All’epoca furono azzardate diverse ipotesi, che andavano dal rapimento, al suidicio, al ritiro in un convento. Di certo si sa solo che, qualora il professor Caffé avesse voluto far perdere le proprie tracce da uomo di rara intellligenza quale era, di certo ci sarebbe riuscito, come fece un altro illustre studioso italiano, Ettore Majorana.
Scienziato appassionato e uomo rigoroso, Caffé concepiva lo studio dell’economia come esclusiva funzione di ricerca concreta di valide soluzioni per migliorare le condizioni di vita degli strati sociali più poveri. Nei rampanti anni Ottanta, si muoveva controcorrente alla “moda” del liberismo dilagante , sostenendo la funzione primaria dello Stato sociale.
Liberamente ispirato all’omonimo testo di Ermanno Rea, L’ultima lezione non racconta la vita di Federico Caffè, bensì la sua uscita di scena dalla comunità sociale e lo stupore e il dolore di coloro che gli erano vicini.
L’esordiente Fabio Rosi, pur mostrando qua e là alcune ingenuità narrative, riesce a evitare di cadere nella retorica e dimostra una certa sapienza nell’alternare una serie di flash-back – anche grazie al montaggio di Alessandro Corradi - che costuiscono la struttura narrativa del film.
Roberto Herlitzka (Gli Occhiali d’oro, Oci Ciornie, Marianna Ucria, Il Mnemonista) nel ruolo di Caffè, riesce a trasmettere sapientemente il disagio di un uomo che con preoccupazione vede sempre più emergere nel tessuto sociale del Paese la ricerca del facile guadagno e l’individualismo rispetto ad ideali quali la solidarietà e il rigore morale.
Peccato per gli attori di contorno, piuttosto deboli.

© Marco Ferrari - per gentile concessione dell'autore

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