Zona
di guerra, di Alexander Stuart - Edizioni Einaudi
Una
sorta di Medioevo dell'anima, dai confini ben delineati della
"zona di guerra", si espande a macchia d'olio coinvolgendo tutto
e tutti. Loro: una famiglia borghese londinese in epoca thatcheriana,
che decide di trasferirsi nella campagna del Devon, la "zona
morta". Lui: un professionista di successo, in apparenza appagato
ed equilibrato padre di famiglia. Lei: la mamma, la moglie,
tenera, comprensiva, sembra star bene ovunque venga collocata
(anche in travaglio in un'auto incidentata in aperta campagna),
salvo non rendersi conto minimamente della squallida tragedia
che sta invadendo inesorabile la sua "zona di gioia". Jessie:
la primogenita: granitica e fredda calcolatrice, per chiamarsi
fuori da tutto gioca, barando, con ogni forma di sentimento
ed emozione, che spinge sistematicamente oltre i limiti del
comprensibile. Tom: la vittima. Vittima di se stesso, prima
di tutto. Dei propri desideri e delle proprie represse passioni;
del suo amore senza ruolo, della sua sensibilità senza controllo.
Dietro il suo sguardo incredulo, spaventato e deluso, si nasconde
l'occhio impietoso di Stuart, osservatore non visto che, con
freddo distacco, fotografa l'involuzione della dinamica famigliare,
avvolta intorno al morboso rapporto incestuoso tra padre e figlia.
Il linguaggio é fortemente crudo ed essenziale, forse per avvicinare
il lettore alla violenta atmosfera del contesto, ma lo stesso
non convince questa analisi dissacrante, troppo fine a se stessa
per elevarsi oltre a una malcelata voglia di voyerismo.
Il racconto dell'isola sconosciuta, di José Saramago - Edizioni
Einaudi
Una
favola di ventinove pagine che in realtà é una poesia d'amore,
delicata, tenera, per nulla stucchevole. Saramago ci regala
un'ora di sorriso, mischiando mirabilmente le giuste dosi
di ironia, saggezza, gioco e fantasia. Saldamente sostenuto
da una fine conoscenza dell'animo umano, Saramago gioca liberamente
con le parole, disegnando una lieve metafora che diverte quando
vuole, commuove quando può, provoca quando deve Non si gustano
spesso letture tanto piacevoli che, con ricercata semplicità,
arrivano dritte al cuore. L'uomo che andò a bussare alla porta
del re e gli disse "datemi una barca per andare alla ricerca
dell'isola sconosciuta"...In fondo, vorremmo essere al suo
fianco.
Q, di Luther Blisset - Edizioni Einaudi
Ottimo
romanzo epico che ci cala nell'Europa del XVI secolo, frastornata
dai violenti scontri scatenati dalle guerre di religione.
Con un linguaggio fluido e un ritmo equilibrato, solo a tratti
incalzante, l'autore ci guida attaverso una ragnatela di passioni
e di ideali, riavvicinandoci emotivamente all'Uomo, cui la
Storia concede di fare della lotta per la libertà dell'individuo
il mito di una vita. La guerra senza quartiere tra potere
temporale e potere spirituale, fa da cornice all'intreccio
di insurrezioni e tumulti, fughe e massacri che si dipana
lungo tutta l'Europa all'interno di una struttura narrativa
a giallo che accentua piacevolmente la componente misteriosa
del racconto. Situazioni, luoghi e personaggi non richiedono
descrizioni accurate, che rallenterebbero inutilmente il ritmo
del romanzo; ancorato a una fedele ambientazione storica senz'altro
indispensabile. l'evolversi dei fatti può così seguire il
suo corso, alimentato da una insaziabile passione per la passione
della vita.
Il diario di Jane Somers, di Doris Lessing - Edizioni Feltrinelli
Senza
incertezze e con una leggerezza che ferisce silenziosa, questa
autrice inglese di origine iraniana, compone una compatta
autocritica che, con vigore, va a colpire i già traballanti
pilastri della società borghese degli anni '80 in generale,
e della nuova figura di donna in particolare. L'incontro in
fondo casuale tra Janna, perfetta self-made woman di mezza
età, indipendente e più che realizzata, poco incline a sentimenti
e sentimentalismi, e Maudie, vecchia signora abbandonata a
sé stessa da famiglia e società, che solo dal proprio atavico
orgoglio attinge l'energia necessaria ad affrontare la quotidiana
lotta per la sopravvivenza, scatena le dolorose contraddizioni
di un personaggio che si scopre artificioso. Tra le due donne
divise da età, linguaggio, ritmi ed esperienza di vita, nasce
a poco a poco una tenera, affettuosa amicizia che, a tratti
con violenza e a tratti con estrema delicatezza, accompagna
Janna attraverso una consapevole metamorfosi che la riavicina
ad un sé tanto desiderato quanto nascosto. Il ritaglio di
una vita londinese che ne risulta, commuove senza impietosire,
indigna e forse spaventa, offrendo diverse prospettive per
qualche spunto di riflessione.
© Adriano Barone - per gentile concessione dell'autore
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