libri/recensioni: maggio 2000






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Zona di guerra, di Alexander Stuart - Edizioni Einaudi

Una sorta di Medioevo dell'anima, dai confini ben delineati della "zona di guerra", si espande a macchia d'olio coinvolgendo tutto e tutti. Loro: una famiglia borghese londinese in epoca thatcheriana, che decide di trasferirsi nella campagna del Devon, la "zona morta". Lui: un professionista di successo, in apparenza appagato ed equilibrato padre di famiglia. Lei: la mamma, la moglie, tenera, comprensiva, sembra star bene ovunque venga collocata (anche in travaglio in un'auto incidentata in aperta campagna), salvo non rendersi conto minimamente della squallida tragedia che sta invadendo inesorabile la sua "zona di gioia". Jessie: la primogenita: granitica e fredda calcolatrice, per chiamarsi fuori da tutto gioca, barando, con ogni forma di sentimento ed emozione, che spinge sistematicamente oltre i limiti del comprensibile. Tom: la vittima. Vittima di se stesso, prima di tutto. Dei propri desideri e delle proprie represse passioni; del suo amore senza ruolo, della sua sensibilità senza controllo. Dietro il suo sguardo incredulo, spaventato e deluso, si nasconde l'occhio impietoso di Stuart, osservatore non visto che, con freddo distacco, fotografa l'involuzione della dinamica famigliare, avvolta intorno al morboso rapporto incestuoso tra padre e figlia. Il linguaggio é fortemente crudo ed essenziale, forse per avvicinare il lettore alla violenta atmosfera del contesto, ma lo stesso non convince questa analisi dissacrante, troppo fine a se stessa per elevarsi oltre a una malcelata voglia di voyerismo.

Il racconto dell'isola sconosciuta, di José Saramago - Edizioni Einaudi

Una favola di ventinove pagine che in realtà é una poesia d'amore, delicata, tenera, per nulla stucchevole. Saramago ci regala un'ora di sorriso, mischiando mirabilmente le giuste dosi di ironia, saggezza, gioco e fantasia. Saldamente sostenuto da una fine conoscenza dell'animo umano, Saramago gioca liberamente con le parole, disegnando una lieve metafora che diverte quando vuole, commuove quando può, provoca quando deve Non si gustano spesso letture tanto piacevoli che, con ricercata semplicità, arrivano dritte al cuore. L'uomo che andò a bussare alla porta del re e gli disse "datemi una barca per andare alla ricerca dell'isola sconosciuta"...In fondo, vorremmo essere al suo fianco.

Q, di Luther Blisset - Edizioni Einaudi

Ottimo romanzo epico che ci cala nell'Europa del XVI secolo, frastornata dai violenti scontri scatenati dalle guerre di religione. Con un linguaggio fluido e un ritmo equilibrato, solo a tratti incalzante, l'autore ci guida attaverso una ragnatela di passioni e di ideali, riavvicinandoci emotivamente all'Uomo, cui la Storia concede di fare della lotta per la libertà dell'individuo il mito di una vita. La guerra senza quartiere tra potere temporale e potere spirituale, fa da cornice all'intreccio di insurrezioni e tumulti, fughe e massacri che si dipana lungo tutta l'Europa all'interno di una struttura narrativa a giallo che accentua piacevolmente la componente misteriosa del racconto. Situazioni, luoghi e personaggi non richiedono descrizioni accurate, che rallenterebbero inutilmente il ritmo del romanzo; ancorato a una fedele ambientazione storica senz'altro indispensabile. l'evolversi dei fatti può così seguire il suo corso, alimentato da una insaziabile passione per la passione della vita.

Il diario di Jane Somers, di Doris Lessing - Edizioni Feltrinelli

Senza incertezze e con una leggerezza che ferisce silenziosa, questa autrice inglese di origine iraniana, compone una compatta autocritica che, con vigore, va a colpire i già traballanti pilastri della società borghese degli anni '80 in generale, e della nuova figura di donna in particolare. L'incontro in fondo casuale tra Janna, perfetta self-made woman di mezza età, indipendente e più che realizzata, poco incline a sentimenti e sentimentalismi, e Maudie, vecchia signora abbandonata a sé stessa da famiglia e società, che solo dal proprio atavico orgoglio attinge l'energia necessaria ad affrontare la quotidiana lotta per la sopravvivenza, scatena le dolorose contraddizioni di un personaggio che si scopre artificioso. Tra le due donne divise da età, linguaggio, ritmi ed esperienza di vita, nasce a poco a poco una tenera, affettuosa amicizia che, a tratti con violenza e a tratti con estrema delicatezza, accompagna Janna attraverso una consapevole metamorfosi che la riavicina ad un sé tanto desiderato quanto nascosto. Il ritaglio di una vita londinese che ne risulta, commuove senza impietosire, indigna e forse spaventa, offrendo diverse prospettive per qualche spunto di riflessione.

© Adriano Barone - per gentile concessione dell'autore

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