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PUTTANE PER GLORIA, di William Vollmann - Strade Blu Mondadori, pagg.203, £22.000

William Vollmann, classe 1959, esordisce nel 1987 con You Bright and Risen Angels, che secondo Larry McCaffery (critico letterario e teorico dell' avant pop) "è un debutto tra i più originali e ambiziosi dopo V. di Pynchon". Giornalista d'assalto, combatte in Afghanistan contro le forze filosovietiche, rapisce una bambina prostituta da un bordello in Thailandia, passa due settimane da solo al Polo Nord. La sua narrativa è dedicata in modo ossessivo al tema della prostituzione, perchè secondo quanto ha dichiarato in un'intervista, "le prostitute [...] hanno tutto ciò che c'è di interessante nella vita, e tutto insieme: amore, sesso e denaro"; di questa tematica trattano Racconti di farfalle, pubblicato da Fanucci nell'ambiziosa collana Avant Pop, e Puttane per Gloria (Whores for Gloria, 1991).
Jimmy, il protagonista, è un reduce del Vietnam e vive nel Tenderloin, il quartiere a luci rosse di San Francisco. La sua vita è dedicata alla continua ricerca di Gloria, una prostituta che ha conosciuto anni prima e che nella sua mente rappresenta diverse cose: l'amore puro, l'eterno femminino e il ricordo di un passato felice, idilliaco, quasi mitico.
Ma presto sorge nel lettore il dubbio che Gloria non sia reale: Jimmy tenta di costruire un passato comune tra lui e la donna pagando alcune prostitute perchè gli raccontino i loro ricordi d'infanzia che poi lui rielabora. Jimmy fa sesso con diverse prostitute tentando di rivivere le esperienze sessuali vissute con Gloria, narrate coi termini dell'esperienza mistica. E mentre Gloria si fa sempre meno reale e sempre più ideale (Jimmy arriverà a dire che non deve pronunciare invano il nome della donna), assistiamo alle storie (tutte autentiche, garantisce Vollmann nell'introduzione), a volte tragiche, a volte grottesche, delle abitanti del Tenderloin: un viaggio in un mondo disperato e degradato, con proprie regole e propri codici etici e di comportamento, in cui il desiderio e il bisogno di amore si manifesta in modi inusuali ma non per questo meno intensi e sinceri.
Leggibile anche come una parabola sull'impossibilità del raggiungimento del trascendente, il romanzo si segnala per diversi aspetti: Jimmy che parla con Gloria a un telefono che non funziona (che può ricordare Born again di Miller e Mazzucchelli, in cui Matt Murdock/Daredevil parla a un telefono dopo aver composto il numero per l'ora esatta); il personaggio di Codice Sei, altro reduce dal Vietnam (e amico di Jimmy), presentato come un grottesco razzista (seguendo la lezione parodica dei fratelli Coen in The Big Lebowsky); un finale a sorpresa che porta a rileggere la vicenda in una luce totalmente diversa; la sezione finale, in cui con tono distaccato e documentaristico Vollmann presenta rispettivamente: "Un profilo della prostituta di strada del Tenderloin", una "Nota sul travestito" e l'impagabile "Listino prezzi per capelli, sesso e generi vari acquistati in strada".
Un romanzo che evita di ricorrere a un facile moralismo e che riesce a essere contemporaneamente ironico, commovente, lirico e volgare. Consigliatissimo.
Adriano Barone


NOIR di K.W. JETER

Kevin Wayne Jeter
, nato nel 1950 a Los Angeles e amico di Philip K. Dick, è attivo da anni nel campo della fantascienza e del fantastico in generale, dove si è sempre mosso con estrema originalità. Dr Adder, il suo primo romanzo (scritto nel 1972, ma pubblicato nel 1984), è considerato uno degli antecedenti del cyberpunk e ponte di collegamento tra questo genere e la narrativa di Philip K. Dick, che definì Dr Adder "il romanzo che distrugge, una volta per tutte, l'idea che uno si è fatto dei limiti della fantascienza"; con Morlock Night (1979) e Infernal Devices : A Mad Victorian Fantasy (1987) si segnala tra gli inventori del movimento steampunk, parallelo al cyberpunk e al quale appartengono anche Tim Powers e James Blaylock (anche loro, guarda caso, amici intimi di Philip K. Dick). Negli anni '80 firma anche una serie di notevoli romanzi horror, il migliore dei quali è probabilmente In the land of the dead (1989, pubblicato in Italia da Mondadori col titolo Terra di Morte), disturbante vicenda ambientata in una California da incubo.
Il provvisorio punto di arrivo di questa carriera è NOIR, romanzo del 1998 che ha avuto l'onore di aprire (assieme a Voce del vortice di Walter Jon Williams) Solaria, la nuova collana di fantascienza di Fanucci.
La vicenda è ambientata ancora una volta in California, presentata come una sorta di Luna Park del terrore, e che emerge dalla pagina in modo incredibilemente concreto (la "fisicità" della prosa è caratteristica anche dei romanzi horror dell' autore): grandi corporazioni che controllano non solo l'economia ma le vite stesse dei dipendenti e dei consumatori (un concetto che Jeter mutua dagli autori cyberpunk, William Gibson in primis), l'idea dei bassifondi come luogo dove è possibile ritrovare una sorta di purezza primigenia (idea che può ricordare il Norman Mailer di An American Dream) e un detective disilluso, vera summa di archetipi noir e cyberpunk (che - non casualmente - coincidono). Da questo punto di vista, gli ammiccamenti partono già dal titolo del romanzo e dal nome del protagonista, Mc Nihil, che si è sottoposto a un intervento che gli permette di vedere la realtà come fosse un film noir anni '40. In questo particolare notiamo l'influenza di Philip K. Dick e della sua idea di idios kosmos, cioè di universo privato, riferita al fatto che ogni essere umano percepisce la realtà che lo circonda in maniera irriducibilmente soggettiva: l'aspetto interessante di Noir è che Mc Nihil non vede la sua percezione del mondo come una perdita, in quanto ognuno di noi è comunque condannato a vivere in un universo personale, irraggiungibile dagli altri. Una vicenda intricata (chiarita perfettamente nella parte conclusiva) con un finale che in apparenza può sembrare lieto, ma che a ben vedere è profondamente pessimista, Noir si presenta come un romanzo di eccelsa qualità, che arriva in alcuni momenti a sfiorare le vette del capolavoro. Una tappa fondamentale della narrativa post-cyberpunk. Per intenditori.

© Adriano Barone - per gentile concessione dell'autore


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