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AMBROSE BIERCE
scheda
biografica di Ambrose Bierce
un'altro sito dedicato a Bierce

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WESTERN A FUMETTI...
La casa
Editrice genovese Le Mani continua ad esplorare nelle sue collane
i sentieri del western a fumetti e dopo aver riproposto le saghe di
Captain Rogers, Welcome to Springville e le storie Gente
di Frontiera, Terra maledetta e Wyatt Doyle Un dollaro
bucato è ora la volta di Storie di soldati. Il volume
raccoglie tre storie (Accadde al ponte di Owl Creek, Un cavaliere
in cielo e Ucciso a Resaca) sceneggiate con grande maestria
da Giancarlo Berardi e illustrate magnificamente da Giorgio
Trevisan, Renato Polese e Carlo Ambrosini. Le storie
erano già uscite qualche anno fa in un albo intolato Storie
di soldati della collana Ken Parker. I racconti a fumetti sono stati
tratti dal ricco repertorio dello scrittore Ambrose Bierce, un
maestro della narrativa di Frontiera ed in particolare un grande narratore
delle storie della Guerra Civile Americana e un abile esploratore della
metà oscura del Nuovo Mondo, sagace miscelatore di elementi civili,
sociali, umoristici ed horror. Vi alleghiamo in anteprima la postfazione
al volume nella quale si traccia un profilo dettagliato dello stesso Bierce
e delle sue influenze sul mondo del cinema.
SPETTRI DI FRONTIERA, di Luca Crovi
Unarmata di cadaveri avanza verso il cuore di una foresta del Texas,
sono reduci di una cruenta battaglia tra sudisti e nordisti. Le loro divise,
stracciate e sanguinanti sembrano confondere
in maniera definitiva gli schieramenti di cui facevano parte. I cadaveri
camminano barcollando, qualcuno lascia per terra brandelli di pelle, qualcun
altro ha le ossa che si scompongono lungo il selciato. Un ragazzino sordomuto,
incrocia, per caso, lorrenda compagnia di militari e decide di guidarla
per gioco al di là del fiume. Ma scoprirà con terrore che
anche i suoi familiari sono entrati a far parte delle schiere del terribile
esercito dei morti... Quella che vi abbiamo sopra descritto non è
la trama di un racconto di zombie estrapolata dalluniverso allucinato
di Stephen King (magari quello del ciclo della Torre Nera), né
tantomento una storia da incubo di Robert Ervin Howard, Algernon Blackwood
o Joe Lansdale (tre dei narratori più prolifici nel genere western
horror americano) ma uno dei tanti racconti (Chickamagua, per la
precisione) dedicati alla Guerra Civile americana da Ambrose Bierce
(1842-1913), scrittore che in un tutta la sua produzione fece emergere
un amore particolare per il fantastico e che raccontò in maniera
singolare la metà oscura del Far West: un territorio sconosciuto,
ai confini della realtà, che fin dagli inizi della sua colonizzazione,
si dimostrò capace di attrarre ma anche di spaventare i pionieri
che sceglievano di abitare quelle favolose terre (così come possiamo
desumere dalle cronache del Diciassettesimo secolo dei Padri Pellegrini
e da certi racconti del Generale Custer ma anche dal ciclo di Calza
di Cuoio siglato da James Fenimore Cooper e dal gotico Edgar
Huntly di Charles Brockden Brown). Un continente da esplorare, scoprire
conquistare che ven ben presto accostato nellimmaginario popolare
ad altri paesi esotici e oscuri come lAfrica, lIndia, la Cina,
il Borneo, la Malesia (luoghi fisici e letterari ideali per la nascita
di cupe leggende e ricche di spunti per i feuilletons popolari). Fu così
naturale per Bierce descrivere nelle pagine dei suoi racconti una prateria
popolata da misteriose forze aline, da licantropi, da morti viventi, da
donne pantera, da automi impazziti... In particolare la guerra di secessione
americana diventerà per lui il territorio ideale in cui ambientare
le sue inquietanti Storie di soldati e civili(1891), un territorio
dombra dove tutto può accadere, dove la morte non è
più lunico degli spettri che domina i campi di battaglia.
Campi insanguinati che lo stesso Bierce aveva battuto per un lungo periodo.
Dal 1861 sino al 1865 lo scrittore americano aveva infatti combattuto
allinterno dellesercito regolare nordista. E in particolare
aveva svolto per lungo tempo il ruolo di ricognitore. Il suo compito era
quello di spiare da vicino, senza essere visto, le postazioni strategiche
e gli spostamenti sudisti, raccogliere più informazioni possibili,
tracciare mappe e quando possibile sabotare gli accampamenti nemici. Questo
impegno particolarmente pericoloso, visto che comportava lo sconfinamento
quotidiano in territorio ostile e il rischio di essere catturato e condannato
immediatamente come spia, aveva da sempre affascinato il giovane Bierce,
che preferiva gli appostamenti solitari alle lunghe marce e ai campi di
battaglia. Il ruolo di ricognitore gli permetteva infatti di agire in
completa solitudine ed autonomia, di osservare con attenzione il mondo
che lo circondava e soprattutto solletticava a mille la sua eccezionale
fantasia. Nascosto dietro una siepe, appollaiato su una quercia, oppure
stazionato sulla cima di un colle Ambrose Bierce poteva dominare campi
e valli e scrutare lessere degli uomini e quello dei suoi avversari
in particolare. Dopo aver affrontato illeso le campagne di Chattanooga,
Tennessee e Atlanta nel luglio del 1864 il giovane soldato venne però
ferito alla testa e rimandato a casa in covalescenza. Guarito Bierce tornò
in servizio col grado di maggiore ma la conclusione della guerra nel 1865
lo costrinse al forzato riposo dallattività bellica, anche
se per un altro paio danni lo scrittore riuscì a farsi reclutare
dal Generale Hazen per svolgere il ruolo di esploratore nei territori
considerati ancora a rischio che si estendevano fra Omaha e San Francisco.
Conclusa questultima epica impresa il nostro decise di dedicarsi
anima e cuore al giornalismo prima scrivendo per lAdvertiser,
poi per la rivista politica The Argonaut, per lumoristico
The Wasp, e per LExaminer (dove grazie alla
sua ironica verve fece la fortuna del proprietario William Randolph Hearst).
Ed in particolare il suo lavoro per LExaminer, dove
dette sfogo alla sua capacità sferzante di narrare i malcostumi
e la corruzione dei nuovi cittadini americani, gli valse il soprannome
di Bitter Bierce, ovvero lamaro Bierce ( ma anche il
nero Bierce). E la sua vita dopo la guerra non fu certo delle
più allegre: uno dei suoi figli fu ucciso nel 1889 durante una
rissa; laltro morì alcolizzato nel 1901; la moglie Molly
Day (figlia di un grosso possidente di miniere) lo abbandonò nel
1904. Inoltre i panni del pantofolaio non calzarono mai a pennello al
nostro Ambrose che nel frattempo aveva dato alle stampe il suo celebratissimo
Dizionario del Diavolo(1911, raccolta di venefici aforismi ancora
oggi vendutissima in tutto il mondo) ma anche due sorpendenti raccolte
del terrore come Storie di soldati e civili (1891) e Possono
accadere simili cose (1893) e unantologia di Favole fantastiche
(1911). Alletà di sessantasei anni il nostro scelse di ritirarsi
in pensione a scrivere in pace ben dodici volumi di memorie, ma il desiderio
di nuove avventure lo spinse ad un ultimo grande viaggio. Nel 1913 decise
di partire per il Messico dove era da poco scoppiata la rivoluzione di
Pancho Villa e qui Bierce sparì allimprovviso senza lasciare
alcuna traccia di sé. Molte sono le ipotesi sulla sua tragica fine:
suicidio, morte per asma, assassinio da parte di un rivoluzionario americano.
Ma la più fantasiosa e forse più calzante ci sembra quella
ipotizzata da Pier Francesco Prosperi in una storia di Martin Mystère
del 1988 intitolata La cosa da un altro mondo e disegnata da Cassaro.
Prosperi ipotizza che Bierce si sia dissolto nel nulla; senza lasciare
alcuna traccia di sé, attaccato da quella stessa forza misteriosa
ed invisibile extraterrestre da lui descritta nel racconto La cosa
maledetta (che influenzerà misteriosamente anche H.P. Lovecraft
nella creazione del suo Il colore venuto dallo spazio). Una
cosa è certa, quando Bierce affermò pubbicamente che nessuno
il giorno della sua morte sarebbe stato in grado di ritrovare le sue ossa,
aveva già previsto tutto!!! E che la vita del celebre scrittore
americano contenga numerosi lati oscuri da esplorare ce lo ricordano anche
due pellicole, interamente dedicate ad episodi della sua biografia. In
Old Gringo, diretto nel 1989 da Luis Puenzo e tratto dallomonimo
romanzo di Carlos Fuentes, assistiamo in Messico, nel bel mezzo
della rivoluzione, agli ultimi giorni di vita di Bierce, interpretato
da un incartapecorito Gregory Peck e affiancato da una sfiorita
Jane Fonda. Sicuramente più sanguigno per gli appassionati di horror
il ritratto del giovane Ambrose che ci viene dato in Dal tramonto allalba
3 (terzo episodio della saga del diabolico locale Titty Twister ideata
da Roberto Rodriguez e Quentin Tarantino) dove il giornalista
americano è alle prese con unorda famelica di vampiri capitanata
dalla grande sacerdotessa Quixtla. Questa pellicola è diretta da
un fantomatico P.J. Pesce e interpretata da un pool nutrito di caratteristi
e si propone come una sano b-movie di intrattenimento in cui il westerne
e il fantastico si incontrano e si sposano in maniera coerente così
come accade nelleccellente The Killing Box (1993) di George
Hickenlooper, presentato qualche anno fa con grande successo al Dylan
Dog Horror Fest e che anche se non direttamente tratto da un racconto
di Bierce ne ricalca in pieno le atmosfere, mostrandoci la terribile fine
subita lungo le rive del Catums Creek dal 51° Reggimento dellAlabama.
I soldati che lo compongono verrano massacrati, mutilati e crocifissi
a testa in giù da uno squadrone di zombie sudisti sui quali pesa
una terribile maledizione portata nel Nuovo Mondo da un gruppo di schiavi
africani. Sul versante televisivo va invece ricordata la celeberrima trasposizione
di Accadde sul ponte di Owl Creek realizzata da Robert Enrico
per la serie Twilight Zone di Rod Serling nel 1963. Lo stesso
racconto è stato anche ridotto a fumetti da Archie Goodwin
per una storia dello Zio Tibia illustrata da Bob Jenney, e sempre
lo stesso Goodwin si è divertito a sfornare sulle pagine dellarzillo
Creepie una tetra versione di Quella cosa maledetta per i
pennelli di Gray Morrow. E conludiamo in bellezza regalandovi una di quelle
piccole favole nere, destinate al dormiveglia e al territorio dellincubo
più che alla buonanotte che Bierce confezionò durante tutta
la sua carriera per i suoi affezionati lettori: Un uomo fu appeso
per il collo finché morì. Era il 1893. Da dove vieni?
gli chiese San Pietro quando luomo si presentò alla porta
del Cielo. Dalla California, rispose il postulante. Entra,
figliolo; rechi notizie gaudiose. Quando luomo scomparve allinterno,
San Pietro prese il registro e annotò quel che segue: Sedici
febbraio 1893. La California conquistata dai Cristiani!.
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2001 Luca Crovi - per gentile concessione dell'autore
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