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 Legaia 2 Duel Saga
Piattaforma: Playstation2
Genere: R.P.G.
Prodotto da: Fresh Games
Sviluppato da: Contrail
Distribuito da: Leader
N° Giocatori: 1




leader



appunti di viaggio

giochi consigliati per il RPGamer “tattico"

Final Fantasy 3 (Super Nes - Squaresoft, 1994)
Final Fantasy 7 (PSOne - Squaresoft, 1997)
Final Fantasy X (Playstation 2 - Squaresoft, 2002)
Grandia 2
(Dreamcast, Playstation 2 e PC - Game Arts, 2002)

giochi consigliati per il RPGamer "smanettone"

Castelvania, Simphony of the night (PSOne - Konami, 1997)
Zelda, Ocarina of Time (Nintendo 64 - Nintendo,1998)
Phantasy Star Online (Dreamcast - Sega, 2001)

LEGAIA 2, MAI CAMBIARE RICETTA...

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Una premessa è d’obbligo: Legaia 2, Duel Legend è uno di quei RPG (Role Playing Game - gioco di ruolo) che non riescono ad uscire dall'anonimato nonostante non si tratti di un pessimo titolo.
Un’introduzione scarna ed essenziale ci porta in un mondo che non si discosta troppo da quelli già visti troppe volte in centinaia di giochi del genere.
Un cristallo magico assicura la sopravvivenza di un piccolo e pacifico villaggio purificando l'acqua del vicino lago… Quando un misterioso individuo di nome Avalon, appartenente alla razza dei “mistici”, ruba il cristallo per scopi oscuri e malvagi, il giovane Lang, anch'egli un mistico (nonostante lui stesso non sia a conoscenza della propria natura, in principio) decide di inseguirlo e recuperare l'oggetto sottratto, iniziando un viaggio che lo porterà a visitare foreste, caverne, castelli e altri luoghi più o meno misteriosi, fino all'inevitabile scontro finale con il potentissimo malvagio di turno.

Solo accettando la propria natura di essere superiore e utilizzando i poteri degli Origin (esseri senzienti che sono l’espressione degli elementi naturali quali terra, acqua, vento, eccetera), Lang sarà in grado di affrontare le innumerevoli battaglie che lo attendono. La grafica è interamente in 3D e gli ambienti in cui ci si muove sono ben modellati, mentre decisamente scarne sono le texture che rendono il paesaggio più spoglio e "povero" di quel che il numero di poligoni presente sullo schermo farebbe supporre.
Anche la scelta delle inquadrature ­ dall'alto nei dungeon e nelle sezioni di esplorazione, ravvicinata nella lotta contro gli avversari ­ avrebbe potuto essere più spettacolare.
La sezione di battaglia è invece strutturata in modo intuitivo e scorre senza intoppi, anche perché esaustive spiegazioni ci vengono fornite dai compagni d'avventura nelle prime fasi di gioco. Gli incontri con i mostri e gli avversari sono casuali e servono, come in tutti i giochi di questo tipo, a migliorare le caratteristiche del proprio team di personaggi; il problema è che si passa più tempo in cerca di nuovi scontri per tentare di incrementare la propria forza e superare, così, un boss particolarmente ostico che a proseguire nell'avventura.
Il combattimento si svolge a turni, come di norma negli RPG, ma ha la peculiarità di spingere il giocatore alla ricerca di nuove combo di attacco, tramite un sistema di “memoria” delle mosse che ricorda vagamente le sezioni training di Tekken 3: originale e sufficientemente complesso da competere a testa alta con altri giochi del genere.
Anche le invocazioni magiche sono discrete, con gradevoli effetti di luce e trasparenza, anche se siamo lontani mille miglia dalle terrificanti apparizioni tipiche dei più blasonati titoli della Squaresoft. Niente di eccezionale, purtroppo, nei menu degli oggetti (items) e dei personaggi: funzionali e intuitivi ma nulla più.
La caratterizzazione dei protagonisti è in stile Anime (grossi occhioni e pettinature assurde) ma ben si intona con il contorno e non impedisce un discreto coinvolgimento nella storia. Purtroppo le animazioni dei personaggi sono eccessivamente meccaniche e rovinano, in parte, l'atmosfera delle scene.

I dialoghi (i pochi parlati) non sono doppiati in italiano ma solo in inglese con sottotitoli (sempre in inglese). Nella maggior parte dei casi, il testo appare nella parte inferiore dello schermo ed i personaggi si limitano a "recitare" la scena.
Il sonoro non si discosta molto dal "già sentito" e la musica non è abbastanza epica o azzeccata da poter essere ricordata una volta spenta la console; non è neppure molto originale: addirittura, nel menu di salvataggio, sembra di sentire una versione storpiata della colonna sonora del meraviglioso Shenmue per Dreamcast!
Discreti gli effetti sonori nel corso delle battaglie , mentre sono appena sufficienti i versi dei vari mostri che si incontrano durante l’avventura, per niente spaventosi o minacciosi.

Nel complesso, come già anticipato, una mancanza di originalità totale (fatta eccezione per il buon sistema di combattimento) che deve fare i conti con un pubblico di affezionati al genere RPG abituato a produzioni di ben altro calibro (per citarne solo un paio, la saga di Final Fantasy e quella di Zelda). Quello di cui si sente particolarmente la mancanza è una trama interessante, personaggi con i quali ci si possa identificare ed emozionare. In fondo, la grafica, la giocabilità e il sonoro sarebbero sufficienti (anche se sembra di trovarsi di fronte ad un gioco per PSOne in alta definizione) se ci fosse un solo motivo che spingesse a progredire nell'avventura... ma le ore di gioco passano, la trama non si discosta neppure per sbaglio dai canoni del genere e la noia ha presto il sopravvento.
Solo un fan appassionato dei giochi di ruolo che si trova senza alternative dopo aver terminato Kingdom Hearts, Final Fantasy X e Grandia 2 (solo per citare tre degli ultimi, ottimi, titoli per PS2) potrebbe acquistare questo titolo senza pentirsene.

Voto *1/2

Stefano Martino


© Stefano Martino 2003 - per gentile concessione dell'autore
immagini di Legaia © Fresh Games 2003
© drive magazine 2003