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IL LAUREATO (THE GRADUATE, 1967); Regia di Mike Nichols;
) Attori: Dustin Hoffman, Brian Avery, Anne Bancroft, Walter Brooke,
William Daniels, Norman Fell; Soggetto: Charles Webb; Sceneggiatura:
Buck Henry, Calder Willingham Fotografia: Robert Surtees.
THE GRADUATE IL LAUREATO
Ci sono almeno cinque buoni motivi per ricordare IL LAUREATO
di Mike Nichols (1967) ed annoverarlo tra i grandi classici
del Novecento:
1) Il leggendario terzetto composto da Dustin Hoffman (si
tratto, in fin dei conti, del film che lo lancio tra
i divi cinematografici assoluti del XX° Secolo), Katharine
Ross e (soprattutto) la grande Anne Bancroft: una chimica
perfetta, raramente ripetuta nel corso della ultra-centennale storia
del Cinema;
2) il conturbante tema delladulterio (padroneggiato da una
superba Anne Bancroft, divenendo ella stessa, nonostante
i suoi 40 anni suonati, unicona generazionale al pari di Elizabeth
Taylor e Marylyn Monroe, ambasciatrici entrambe di figure
provocanti, smaccatamente erotiche, dedite alla frantumazione degli
schemi piu rigidi e bigotti); il campionario di seduzione
tra linesperto (vergine?
) Benjamin e lalgida seduttrice
Mrs. Robinson appartiene di diritto ad una ipotetica Cineteca
della Provocazione Sessuale; suppongo si trattasse del primo,
sensualissimo paio di gambe a divenire un simbolo social-sesso-cinematografico
;
3) il contrasto generazionale tra un giovane appena uscito dal college
ma assolutamente indeciso sul proprio futuro e la figura del genitore
che si preoccupa solo ed unicamente di vedere il proprio figlio
piazzato e con un lavoro sicuro sulle spalle,
tralasciando cio che e in realta il cuore
della questione, ovvero la felicita (soprattutto di natura
sentimentale) che Benjamin (Dustin Hoffman) sembra aver smarrito
per sempre o che, forse, mai ne ha posseduta un briciolo: emblematica
e la scena in cui Ben, pur di sfuggire ai tentacoli
di una societa (in questo frangente rappresentata dai genitori
stessi di Benjamin ed amici di famiglia, costoro lequivalente
dellesatto stereotipo al quale Mr e Mrs Braddock vorrebbero
egli vi si avvicinasse il piu possibile) si rifugia, con tanto
di corazza (una tuta da sub) in fondo alla piscina di casa, una
posizione idealmente a meta tra il college appena lasciato
ed il presente/futuro noioso, vuoto, incolore rappresentato dallinsulso
party organizzato dai suoi genitori, in realta specchio dellintolleranza
verso il sentimento da parte di una generazione in costante evoluzione
ma allo stesso tempo bisognosa di un drastico cambiamento, un violentissimo
pugno nello stomaco in grado di demolire le convenzioni piu
obsolete al fine di far sorgere la vera anima della gioventu;
in definitiva, una sorta di claustrofobia allinterno di unaltra
(decisamente piu opprimente) claustrofobia;
4) la tumultuosa, spiazzante, apocalittica, indimenticabile scena
finale (la quale varrebbe da sola la visione del film), in cui un
Benjamin, definitivamente uscito dalla catarsi ed inespressivita
di un tempo, si cala nel ruolo di moderno Orlando furioso, completamente
uscito di testa, mentre agita un enorme crocefisso strappato dal
muro della Presbiteriana allinterno della quale si era appena
concluso il matrimonio tra Elaine e lo sposo combinato
Carl Smith: pochissimi film possono vantare un finale del genere,
autentico terremoto generazionale, ideale anticipatore dei moti
rivoluzionari che si sarebbero avvicendati pochi mesi piu
tardi, nellanno (il 1968) piu caldo del decennio (ed
uno dei piu roventi del secolo);
e infine:
5) per la colonna sonora di Simon and Garfunkel, un commento
musicale senza precedenti (per i tempi che furono): passeggera,
per sempre, nelle nostre estasiate menti, a braccetto
con le immagini iconografiche della coppia Dustin Hoffmann
Katharine Ross (sullo sfondo sonoro dellimmortale THE SOUND
OF SILENCE), seduti in fondo a quellautobus preso al volo,
due volti esausti ma felici, sebbene su di loro, in quegli ultimi,
memorabili secondi, incomba un senso di incertezza, incertezza che
chiude simmetricamente quella esposta allinizio della pellicola:
lo spettatore non potra fare a meno di chiedersi quali conseguenze
potra avere un simile (ed assurdo) gesto, o quale sara
il destino dei due amanti ora finalmente (e rocambolescamente!!
)
riconciliati. Ma questo a noi non interessa: la sensazione piu
forte che si avverte risiede nellincognita lasciata a sedere
su quellautobus affollato, sporco di citta. Ai nostri
due eroi poco importa della loro destinazione (intesa in senso multi-laterale),
cosi come poco importa a noi inguaribili romantici quali saranno
le conseguenze della loro impetuosa azione: e la semplice
celebrazione di un attimo, irripetibile, bellissimo, una fotografia
istantanea di due destini strappati alla noia, alla consuetudine,
a quella gretta societa che lo stesso Benjamin Braddock riteneva
sempre piu soffocante ed inutile da esplorare. Una societa
che Ben/Hoffman aveva gia brutalmente rifiutato e rinnegato.
E vissero felici e contenti?
©
2003 Alan Tasselli - per gentile concessione dell'autore
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