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recensione
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LE
LACRIME DELLA TIGRE NERA (Fa
talai jone), regia di Wisit Sartsanatieng; Interpreti:
Chartchai Ngamsan, Stella Malucchi, Sombat Metanee, Arawat Ruangvuth,
Supakorn Kitsuwon; Nazione: Thailandia; Anno: 2000
Le Lacrime della Tigre Nera, di Paolo Ferrara
Ultimamente pare che il cinema orientale si sia ritagliato un proprio
spazio in Italia, sempre più consistente. Verrebbe quasi
da parlare di moda. Nel campo dei dvd la cosa è
piuttosto evidente: si stanno moltiplicando infatti le offerte di
film, e non solo action-movie e film di arti marziali come normalmente
si era abituati a pensare, nati a Hong Kong, in Giappone o, perfino
in Thailandia.
È il caso de Le Lacrime della Tigre Nera. Difficile
trovargli una definizione di genere. È un western ambientato
nella Bangkok degli anni 40 con i toni da tragedia greco/shakespeariana.
Già questo dovrebbe farvi capire quanta poca normalità
e consuetudine ci sia da aspettarsi da questo film. Gli omaggi sono
i più disparati, da Sergio Leone a Sam Raimi passando per
la tradizione teatrale. Tutto è assolutamente sopra le righe.
La recitazione degli attori, sbandierata e spesso volutamente eccessiva.
I colori, di personaggi e paesaggi, con una memorabile scena di
duello al tramonto, con un tramoto palesemente disegnato. Le violenza,
assurda (da cowboy capace di colpire un uomo dietro un muro dopo
aver fatto rimbalzare il proiettile su vari suppellettili, con il
regista che si cura di rimostrarci la sequenza particolareggiando
i vari rimbalzi, con memoria molto fumettistica/cartoonesca, a cowboy
che imbracciano armi automatiche e persino bazooka) e assolutamente
gore. La musica, che si fa citazione essa stessa e voce aggiunta
alla storia.
Il risultato un film divertente e stordente al tempo stesso dove
il gioco visivo vince su tutto in un amalgama bizzarramente coerente.
La storia parla del contrastato amore tra Dum, figlio di un contadino
che dopo il brutale assassinio del padre troverà la via della
violenza assieme ad una banda di noti fuoligge a cavallo (un po
mafia un po il mucchio selvaggio), e Rampey, figlia del governatore
e promessa sposa del poliziotto che ha promesso di catturare tutti
i banditi. Amore, onore in un prodotto sicuramente diverso e inusuale.
Il dvd, tolto il film, è della qualità minimo
sindacale: nessun extra, solo lingue e sottotitoli e neppure
un depliant interno. Povero a dir poco. Di certo il film avrebbe
meritato unedizione migliore. Per ora non resta che accontentarsi
e godere di questo strano giocattolo cinematografico.
©
2003 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore
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