|

hollywood.com
sezione cinema
di Liberation
|
voi siete qui: drive index | cinema
| archivio recensioni
| La cienaga
LA CIENAGA
(id.) Regia e sceneggiatura: Lucrecia Martel, con Mercedes
Morán, Graciela Borges, Martín Adjemian, Leonora Balcarce;
Anno: 2001; Nazione: Francia; Distribuzione: Teodora;
commento: ****
Argentina
settentrionale, quasi al confine con la Bolivia. Il cielo è sempre
grigio, con nuvoloni carichi di pioggia e il clima caldo umido è
insopportabile. Una serie di personaggi sfatti, nel fisico e nello spirito,
oziano su sedie malandate, ai bordi di una piscina piena di acqua putrida,
sorseggiando del vino rosso in bicchieri pieni di ghiaccio. E quando la
padrona di casa, si alza per raccolgiere I bicchieri vuoti e cade a terra,
ubriaca, in un tripudio di sangue e vetri rotti, mentre dal cielo inizia
a piovere, nessuno tra gli astanti è in grado di reagire, sopraffatto
dal proprio pietoso stato fisico e psichico.
Dallincipit brillante del film di Lucrecia Martel
premiata allultimo Festival di Berlino si coglie
immediatamente un talento naturale nella regista argentina, qui al suo
esordio nel lungometraggio.
Brutti, sgradevoli e sporchi, i personaggi del film metafore viventi
della disgregazione sociale della classe borghese e della disintegrazione
della famiglia come istituzione si aggirano senza meta in unatmosfera
decadente e surreale, che rimanda a Beckett e Cechov.
Allinterno del gruppo sociale preso in esame, i rapporti sono esclusivamente
conflittuali, basati su ostilità, incomprensione e insofferenza.
Con inquadrature ravvicinate e impietose, la Martel ci propone il ritratto
di una classe morta, ormai incapace di reagire e far fronte alla sua storia
e al suo destino.
E anche il tragico finale finisce per stemperarsi nella generale indifferenza
di personaggi esistenzialmente morti.
La Cienaga è un titolo dal duplice significato: è
il nome della piccola cittadina a poca distanza dalla villa in cui si
ambienta il film, ma in spagnolo significa anche pantano, acqua stagnante,
come quella della piscina putrescente della villa, assurta a simbolo decadente
del racconto.
© Marco
Ferrari - per gentile concessione dell'autore
webmasters:
stefano marzorati e grazia paternuosto - drive © stefano marzorati
1999-2004 - a true romance production
|