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il
sito ufficiale di Peter Kuper
intervista
a Peter Kuper tratta dal Tucson Weekly
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PETER KUPER: QUANDO UN FUMETTISTA SA GUARDARE
Sicuramente essere il primo fumettista a pubblicare regolarmente
sul The New York Times può essere un indice delle sue
capacità e della particolarità (per non dire stranezza
in alcuni casi) delle sue opere.
Il suo è un fumetto alternativo, e questo è chiaro.
Una stilizzazione molto secca asciutta, tanto quanto chiara
e immediata e, quando li usa, colori dalleffetto pastelloso
associati ad una predilizione per la narrazione per pure immagini
senza lausilio della parola sono i suoi strumenti. Strumenti
con cui è capace di comunicare ad un livello incredibile.
Ogni vignetta è capace di raccontare.
A
mio favore o due prove schiaccianti, due opere sono arrivate
in Italia (dire tradotte ha però il sapore quasi di una
battuta..): sono Il Sistema e Locchio che guarda,
entrambi della scuderia Magic Press.
Basta prendere in mano uno di questi due volumi per afferrare
le capacità di questo grande artista.
Schiacciante, decisivo e immediato è Locchio
che guarda, agile volumetto che raccoglie appunto il materiale
pubblicato dal New York Times. Strisce di cinque vignette
capaci di schiudere mondi sotto i nostri occhi. In cinque sole
vignette in bianco e nero è capace di trasmetterci cose
per cui altri autori impiegherebbero capitoli interi.
Sul volume ci troviamo ad affrontare in questo modo queste piccole,
stupefacenti costruzioni: una prima pagina ci offre in sequenza
le prime quattro vignette. Voltandola incontreremo a tutta pagina
lultima vignetta, che può essere il finale, il
colpo di scena o il semplice train dunion tra le prime
quattro. Ogni volta con un effetto sconvolgente. In un arco
di soli cinque quadretti è in grado di raccontare una
storia, di fare critica, di sconvolgerci, intenerirci, farci
sorridere. Ma soprattutto stuzzicare e solleticare la base del
nostro cervello e mettere in moto pensieri. Ci punta lattenzione
su qualcosa come se ce la indicasse con un mirino di precisione:
difficile poi non soffermarsi a pensare.
Intenso
e totalmente muto, "Il sistema" di Peter Kuper mette
in mostra unincredibile genio grafico, capace di raccontare
e dire senza bisogno di parafrasi e parole.
Ma
se questo è quello che riesce a fare con sole cinque
vignette, che cosa può combinare se realizza una storia?
Ed ecco entrare in scena Il Sistema, storia in tre colorati
capitoli. In realtà è già un errore parlare
di una storia, perché il volume è
un caleidoscopio di forme e colori e soprattutto di trame.
Vite che sintrecciano e si toccano luna con laltra,
tanto quanto autonome ed indipendenti. Come nella vita. Noir,
tragico, crudele, ma anche poetico e romantico.
Intenso e totalmente muto, mette in mostra unincredibile
genio grafico, capace di raccontare e dire senza bisogno di
parafrasi e parole. Tutto è chiaro e comprensibile, in
maniera davvero stupefacente.
Una cosa è quella che colpisce e che si intuisce in fretta
di Kuper: la capacità dosservare al di fuori del
comune. Le sue vignette potrebbe essere i contorni di una finestra.
Ogni immagine, ogni vignetta ogni suo disegno ci parlano di
una persona capace davvero di guardare e vedere il mondo intorno
a sé. Qualcuno forse che vuole insegnare a farlo anche
a noi.
©
2001 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore
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