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2002

Jack Kirby: il re dei supereroi
articolo di Paolo Ferrara

Se esiste un disegnatore, ma anche autore completo, che è stato capace di lasciare contemporaneamente un marchio indelebile nel cuore di appassionati, lettori e autori, e nella produzione stessa del fumetto mainstream americano, questi altro non può essere che Jack “The King” Kirby.
In poco meno che una decade (1961 – 1970) Kirby partorisce, insieme a Stan Lee, la maggior parte dei supereroi Marvel, dai Fantastici Quattro all’Incredibile Hulk, sotto la luce di un’idea, che la gente amorevolmente riassumerà nella frase supereroi con superproblemi, che cambieranno radicalmente il modo di vedere e scrivere storie di supereroi.
Tra il '69 e il '70 il connubio con Stan Lee si infrange e Kirby passa alla concorrente DC Comics (era proprio per poter rivaleggiare con l’allora National Publications che Lee e Kirby avevano ricevuto le spinte che portarono a generare i primi stadi dell’universo Marvel) e per due anni crea e sviluppa il grande affresco del Quarto Mondo. Nonostante lo scarso successo riscontrato all’epoca e la breve durata che lasciò incompiuto il lavoro, i personaggi del Quarto Mondo kyrbiano hanno lasciato un impronta indelebile e, a tutt’ogg,i molti di loro appaiono costantemente nei serial DC Comics (Darkseed continua a essere un cattivo carismatico) e, nel corso degli anni, autori come John Byrne e Walt Simonson hanno tentato a più riprese di raccoglierne il testimone. Persino nell’ultimo serial animato dedicato a Superman si sprecano gli omaggi al Quarto Mondo, con personaggi come le Furie Femminili e Orion che scorrazzano come ospiti per vari episodi e con uno splendido doppio episodio dove viene rinarrato il corpus centrale della saga.
Collabora fino al ’75 con la DC, su personaggi minori come Demon per poi tornare alla Marvel fino al ’79 quando, stanco e amareggiato, deciderà di tornare ai cartoni animati (dal 1935 lavorò alcuni anni come intercalatore nello studio dei fratelli Fleischer), dove lavorerà come storyboarder.
Nel 1980 il suo ritiro ufficiale, non assoluto, perché non smette di progettare nuovi serial fino al febbraio del 1994, data in cui si spegne nella sua casa di Thousand Oaks.

Jack Kirby, all’anagrafe Kurtzberg, è stato capace di raggiungere una capacità stilistica ineguagliabile, che gli permetteva una produzione rapida e sfrenata. Ipertrofico e splendidamente stilizzato, tra l’eccessivo e il caricaturale, il suo tratto personalissimo conserva tuttora un'incredibile funzionalità emotiva e dinamica.
I suoi macchinari, i suoi mostri, i suoi mondi hanno un fascino incredibile e mitologico.
Il suo immaginario è imponente e titanico: spesso i suoi personaggi e le sue architetture si esprimono in dimensioni spropositate, con una poetica che ricorda le architetture arcaiche e smisurate del francese Druillet.
Bizzarri i suoi personaggi, a volte al limite del ridicolo (come il Black Racer, araldo della morte che vola sopra sci volanti con tanto di racchette...) ma con una forza drammatica spettacolare. Spigolosi, massicci, sempre più esagerati man mano che la sua carriere procedeva, gli indomiti eroi di Kirby restano indimenticati.

Nella sua sconfinata produzione questo autore, che ha avuto tra i suoi mentori gente del calibro di Will Eisner, oltre al supereroistico ha toccato tutti i generi, dal romance all’horror, mantenendo fede al suo stile.
Siti internet, una rivista specializzata, continue ristampe e soprattutto un affetto che non fa che crescere con il tempo sono alcune dei lasciti di questo grande e spigoloso autore.
Per chiunque volesse riscoprirlo, recentemente Play Press ha ristampa in italiano i tre volumi che raccolgono le saghe legate al Quarto Mondo: I Nuovi Dei, Mister Miracle e The Forever People.
Ristampati in una veste economica, in un bianco e nero che rende omaggio all’opera dell’autore, rappresentano, forse, i migliori tasselli per ricostruire il puzzle dell’opera artistica di Kirby.
Andando indietro di qualche anno potreste incappare in alcuni volumi editi da Marvel Italia/Panini Comics, non eccessivamente difficili da rintracciare: il primo volume de I Grandi Autori Marvel, agile volumetto brossurato con una breve biografia e una carrellata di racconti pescati nel grande archivio Marvel, e la serie Fantastici Quattro Classic, che doveva essere la ristampa integrale delle prime storie del quartetto a opera appunto del duo Lee/Kirby ma che è rimasta interrotta prematuramente.
Infine, consiglio come al solito di tenere d’occhio bancarelle e librerie che trattano remainders e libri di seconda mano: potrebbero facilmente capitarvi tra le mani alcuni storici albi dell’editrice Corno, piccole perle come Kamandi o Gli Eterni, e magari Fantastici Quattro Gigante. Di solito per pochissimi euro potreste garantirvi uno splendido tuffo nel sense of wonder di un autore che metteva tutto il cuore in una produzione massiccia, tanto per ricordare che la qualità e l’arte possono tranquillamente travalicare o addirittura accompagnarsi a una vasta produzione commerciale. © 2002 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore