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IL RITORNO DI LUNGO FUCILE di Paolo Ferrara

Nel panorama italiano, il western ha sempre avuto un suo posto d’onore, con quel Tex che è ormai icona classica classica tanto quanto in America può esserlo un Superman o in Francia un Asterix.
Ma Tex non è mai stato l’unico né il solo. Tanti personaggi, tante storie, persino, sono gli anni '70, una serie sulla storia del West. È proprio nato come per un racconto autoconclusivo che doveva servire da intercalare alla Storia del West dell’editore Cepim, nasce un personaggio destinato a ben altro destino che una sola storia, Ken Parker, detto dagli indiani “lungo fucile”.
Quando il racconto diventa serie dimostra subito le sue indirette intenzioni anticonformiste. Una delle caratteristiche tipiche del serial è determinato da una costante iconografia del personaggio: nel primo numero tratti ed abiti daranno una connotazione che sarà fonte di riconoscimento immediato. Ken Parker appare nel suo primo racconto con una bionda barba vagamente incolta, per poi passare dal barbiere (letteralemente) nelle prime pagine del secondo episodio ed uscirne sbarbato e di conseguenza con un aspettto vagamente più giovanile (e che si rifà al protagonista del film Corvo rosso non avrai il mio scalpo).
Ma le particolarità di Ken Parker non finiscono qui. Nella sua serie, interrotta, ristampata e ripresa più volte, il personaggio si evolve, sbaglia, cambia idea a volte si contraddice. Insomma mostra un assoluta umanità che cozza con i personaggi rigidi e inquadrati a cui la serialità ci ha abituato.
Nelle sue storie vive avventure di ogni tipo e genere e il suo fumetto diventa veicolo per toccare molti diversi generi, facendo del western un solo contenitore. Storie poetiche, avventurose, malinconiche, dove spesso Ken diventa subalterno a personaggi che via via di volta in volta gli rubano il primo piano. E intanto lui si muove, cambia, fa diversi lavori, alcuni che gradisce, altri che è obbligato a fare per sopravvivere. A un certo punto entra anche a far parte di una compagnia di attori itinerante e recita Shakespeare (con una ragazza d’eccezione, visto che somiglia in tutto e per tutto a Marylin Monroe. La passione dei due autori per gli attori americani del passato più volte ha ripercussioni sui loro mondi fumettistici. Non per niente Giancarlo Berardi, scrittore della serie, è il creatore per Sergio Bonelli Editore della criminologa Julia, le cui fattezze si rifanno a Audrey Heppurn).
E a volte le sue storie si tingono di stranezza e di onirico, e il personaggio arriva a incontrarsi con i propri autori, o a incrociare la strada di personaggi di altri mondi fumettistici, affini come proprio Tex, o meno come Dylan Dog.
Il connubio tra i due autori, Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo, è uno splendido matrimonio artistico, sviluppato su diverse opere (vi consiglio di dare un occhiata nel catalogo Lizard che ha ristampato alcune chicche delle collaborazioni, insieme all’editore Nuova Frontiera). La suggestione dei testi del primo, conditi che siano di ironia o di tensione, sono naturalmente trasposti dalla felice mano del secondo, che è anche uno splendido acquerellista, come potrete ammirare nell suo meravigliose copertine.
Berardi e Milazzo hanno dato vita ad un personaggio che si è conquistato enorme affetto nel cuore del pubblico di chi lo ha avvicinato, che lo serba nella memoria come un amico, con il grande desiderio di poterlo un giorno nuovamente incontrare.
L’ennesima nuova ristampa di Ken Parker, chiamata Ken Parker Collection, è opera della Panini Comics e pare proiettata, un giorno, a soddisfare questo desiderio mentre tenta (spera) di riuscire a far conoscere Ken a nuovi lettori.
La ristampa è editorialmente un bel prodotto, arricchito di approfondimenti e contenente due storie per volta, lanciata sul mercato con un primo numero a prezzo ribassato (2 euro) e con la ferma intenzione di pubblicare tutte le storie di Ken Parker apparse via via tra serie regolari e speciali, fino appunto al giorno in cui, terminato il materiale esistente, potrebbe presentare finalmente nuove appassionanti storie.
Come tutti i personaggi come Ken, i primi numeri, seppur belle letture e ricchi di segnali di ciò che sarà, sono ancora un rodaggio per i suoi creatori e il lato migliore della serie arrivera di numero in numero, in crescita.
Per farsi un'idea (e magari innamorarsi) del mondo di lungo fucile e decidere se seguirlo in questo nuovo viaggio sarebbe un idea affiancare al primo numero l’acquisto dello speciale uscito nella collana fumettistica di Repubblica (anche se la sua settimana d’uscita è già trascorsa, molte edicole tengono un piccolo magazzino di questi libri, quindi cercando un po’ dovrebbe capitarvi tra le mani). Avrete così un assaggio di uno dei più bei prodotti del fumetto seriale italiano, e capirete come mai tante volte si è tentato di riproporlo. Non so se questa ne sarà la versione definitiva, ma ogni nuovo tentativo non può essere che ben accetto perché chi già conosce il buon vecchio Ken è contento che si faccia nuovi amici.

© 2003 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore

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