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KC
- "Les Chants de Maldoror" (autoproduzione - 2003)
di Giovanni Carta
Confesso
di aver letto una sola volta l'opera di Isidore Ducasse (1846-1870)
ormai un bel pò d'anni fa eppure ricordo ancora bene quanto la
sua lettura mi lasciò perplesso e interdetto: a volte
quasi incomprensibile, talvolta geniale, lo sfortunato conte Lautramont
è diventato nell'arco di un secolo un'autentica figura di culto
negli ambienti artistici più estremi ed irregolari. Pierrick Garreau,
musicista autodidatta ai limiti della notorietà, ha avuto la bella
pensata e il coraggio di incidere in piena autonomia un concept album
interamente strumentale totalmente ispirato dalla prima e più celebre
opera di Ducasse, i Canti di Maldoror, poema in prosa suddiviso
in sei canti, ognuno dei quali è una sorta di traumatica esperienza
onirica dell'alter ego di Ducasse, Maldoror, una traversata allegorica
e disperata nell'abisso dell'animo umano. Pierrick Garreau ha avuto
la giusta idea di suddividere il disco in sei capitoli legati in maniera
specifica alla struttura del libro, cercandone di rispecchiare quanto
fedelmente possibile i contenuti ed i messaggi presenti in esso. Sostanzialmente
le composizioni del progetto KC poggiano sulla chitarra elettrica di Pierrick
ed il punto di riferimento principale sembrano essere i King Crimson più
aggressivi e claustrofobici, Pierrick Garreau dev'essere sicuramente
un devoto ammiratore di Robert Fripp (ascoltare l'iniziale Les quatre
points de l'horizon per credere), fortunamente però con il
trascorrere dei minuti si intravedono quegli elementi necessari per uscire
dal circolo vizioso della citazione crimsoniana, di questi tempi un pò
troppo inflazionata: sono rintracciabili sonorità e dilatazioni
psichedeliche in linea con la tradizione dell'acid-rock targato
anni '60, mentre in altri episodi la ritmica ed il furore disperato della
chitarra sembrano riagganciarsi verso la più oscura new-wave.
Sfortunatamente Pierrick ha forse avuto qualche difficoltà a dare
un freno al proprio estro creativo ed i brani, tutti e sei dalla durata
non inferiore ai dieci minuti, tendono un pò troppo a dilungarsi
con il rischio di risultare in alcuni momenti leggermente tediosi nell'insieme;
insomma, un minimo di sintesi in più non avrebbe certamente guastato
o quantomeno sarebbe stato meglio diversificare ulteriormente il songwriting.
Il progetto KC comunque difficilmente potrebbe deludere le aspettative
per chi è alla ricerca di forti ed inusuali emozioni... per ottenere
il cd basta contattare l'etichetta responsabile della sua distribuzione,
ovvero la francese Musea Records.
© Giovanni Carta 2003 - per gentile concessione dell'autore
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The
Rock and Horror Encyclopedia © 1999-2004 Stefano Marzorati
- a true romance production
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