+ introduzione
   + la bellezza del diavolo
   + teenage death songs

   + articoli
   + discografie
   + bibliografie
   +
links



   +
King Diamond: official web site
   +
King Diamond Coven
   + King Diamond: testi
   + The Karen Black Religion

 

 
  + The Gothic Milieu
   +
  BNR Metal Pages



   + Cathedral: recensioni
   + Celtic Frost: recensioni



 
voi siete qui: drive index > R&H encyclopedia > indice delle schede > K > Karen Black
K

KAREN BLACK 
Guidati da Kembra Pfahler e dal marito Samoa, i Karen Black sono una formazione sorta alla fine degli anni Ottanta dalla sempre prolifica e bizzarra scena dell'underground newyorkese. Il gruppo dal vivo conquista il palco con un vocabolario epico ricco di immagini estratte dagli horror movies in stile anni Cinquanta di Ed Wood jr. (l'autore di capolavori del cinema trash come Orgy of the Dead), dalle performance più psichedeliche dell'attrice Ann Margret (soprattutto in The Swinger e Tommy) e, naturalmente, dai film dell'attrice Karen Black ("Cinque pezzi facili" e, ancor di più, "Complotto di famiglia" di Hitchcock), nume tutelare del gruppo che Kembra tratta come una vera e propria divinitą. Il repertorio di questa band sembra però attingere per la maggior parte dai personaggi del personale catalogo di bizzarri filmini in super 8 realizzati dalla Pfahler, come Abra Kadaver o la creatura a forma di falena della canzone Neighborachie, the Boy Next Door. Definiti dalla critica newyorkese colta come "la famiglia Addams ad Halloween", i Karen Black assomigliano a un incrocio bizzarro tra i Grand Funk Railroad e i Butthole Surfers, e trovano la loro dimensione più consona proprio dal vivo. Sul palco, infatti, Kembra, seminuda e interamente dipinta di blu, e i suoi altrettanto sconcertanti accompagnatori mettono in scena uno spettacolo caotico, ilare e ricco di elementi macabri.

Formazione: Kembra Pfahler
: v / Samoa: ch / Mat Black: bs / Zoe Walsh: bt

KILLJOY
Quintetto con sede nell'Ohio. Sono stati prodotti in occasione dell'uscita dell'album Compelled by Fear (1990) da Rob "Wacko" Hunter, già leader degli storici Raven britannici. Il disco presenta dieci pezzi di thrash metal piuttosto classico, basato sull'aggressività pura e su trame ritmiche piuttosto elaborate, tinte di scuro e a tratti ossessive.

Discografia: Compelled by Fear (Restless), 1990


KING DIAMOND
Apprezzato in Europa e in America, ma largamente sottovalutato in Inghilterra, King Diamond è stato oggetto in passato di critiche controverse, sia per le sue dichiarate posizioni sataniste che per la povertà del suo, malgrado tutto, ambizioso spettacolo dal vivo. Il guaio Ź che il rocker danese non Ź mai stato capace di tradurre le sue visioni e ambizioni musicali in un credibile spettacolo da palco, riuscendo il più delle volte a proporre soltanto una sorta di teatrino horror rock ingenuo e un po' kitsch. Peccato, perchè certe invenzioni felicemente macabre di Diamond, sviluppate efficacemente su disco, avrebbero potuto meritare una messa in scena decisamente più consona e dignitosa. Nati nel 1985 dalle ceneri dei gloriosi
Mercyful Fate (v.), King Diamond e la sua band, in cui spicca la coppia di axe men formata da Andy la Rocque e Pete Blakk, hanno fin dagli inizi perseguito un interesse viscerale per l'occulto e il satanismo. Ossessionato dalla formula del concept album, l'unica in grado, apparentemente, di dare corpo al suo personale immaginario gotico e orrorifico, il cantante ha più volte tentato di imporre la suprema e definitiva "horror rock opera", con esiti decisamente alterni. Priva infatti dell'estro di un Alice Cooper (v.) e troppo impegnata, a livello vocale, ad abusare di tonalità in falsetto che non sempre risultano appropriate, la personalitą egocentrica del cantante soffoca spesso la creatività dei membri del gruppo, riducendoli a semplici esecutori di partiture altrui. Fatal Portrait (1986) stabilisce una volta per tutte lo scenario entro cui si muoverà il gruppo negli anni a venire. Influenze dark e doom, mutuate dal verbo sabbathiano e dalla mai dimenticata esperienza con i Mercyful Fate, percorrono il rock kinghiano, accompagnandosi a testi suggestivi e a un discreto gusto compositivo. Le tappe successive, Abigail (1987) e Them (1988), confermano una tendenza creativa fresca e originale, che si interrompe, però, bruscamente con il deludente Conspiracy (1989), un album ripetitivo e frustrante, infarcito di barocchismi e momenti scontati. L'apparizione di The Eye, un album che segna l'abbandono della saga infinita di Them, sembra riaccendere le speranze in un ritorno ai fasti del passato. Peter Blakk e Andy La Rocque, ancora compagni fedeli di Diamond, creano atmosfere varie e lugobri in pezzi come One of the Witch e la teatrale The Trail, e conducono gli attacchi speed di Burn e Behind Those Walls, che vengono interrotti dall'intermezzo acustico di Insanity. Il contenuto dei testi relativi alla storia, ancora una volta strutturata come concept album, sono rigorosamente ripresi dalla realtà storica, come specificato nella cover interna, e si riferiscono ad episodi occorsi intorno all'anno 1450, durante il funesto periodo dell'lnquisizione in Francia. Al disco sembra aver fatto seguito una lunga pausa di riflessione, dalla quale il cantante è emerso soltanto nel 1992, con l'uscita del live In Concert, pubblicato per espressa volontà del musicista. Nelle note introduttive Diamond confessa di aver ritrovato questi nastri risalenti all'87 soltanto il 7 luglio 1992. Racconta inoltre che le suddette registrazioni erano misteriosamente archiviate in uno scrigno coperto di ragnatele. Il disco riporta alcune registrazioni risalenti a cinque anni fa, durante il tour fatto per promuovere l'album Abigail, e rappresenta un'ottima occasione per ripercorrere le date più salienti della carriera del cantante. Appaiono dunque brani come Abigail, Faíal Portrait, Family Ghost, Arrival ed altri appartenenti al vecchio repertorio dei Mercyful Fate, tra cui i mitici Don't Break the Oath e Come to the Sabbath. Oggi, purtroppo, il tempo non è più dalla parte del vecchio King: il suo heavy metal tenebroso e pesante, dominato dal suo inconfondibile gusto vocale un po' retro, appare ormai irrimediabilmente superato dagli alfieri della nuova musica estrema, i campioni del grind e del death. Nuovi demoni, insomma, ben più temibili dei vecchi fantasmi tanto cari a questo memorabile personaggio.
Per finire, una piccola nota curiosa: sulle copertine dei dischi di Diamond appare sempre la croce ortodossa capovolta, con il simbolo matematico dell'infinito. Ma niente di tutto questo ha a che fare con il satanismo. Si tratta, invece, secondo l'autorevole parere di Steve Sylvester, del simbolo di iniziazione a uno dei gradi più alti del "Memphis Mizraim", un ordine iniziatico cabalistico di stampo massonico/ebraico oggi estinto ma che, molti anni fa, fece proseliti anche in terra danese...

Formazione: King Diamond: v / Andy La Rocque: ch / Peter Blakk: ch / Hal Patino: bs / Snowey Shaw: bt
Discografia: Fatal Portrait (Roadrunner), 1986; Abigail (Roadrunner), 1987; Them (Roadrunner), 1988; The Dark Sides (Roadrunner), 1988, antologia con inediti; Conspiracy (Roadrunner), 1989; The Eye (Roadrunner), 1990; A Dangerous Meeting (Roadrunner), 1991, antologia; In Concert (Roadrunner), 1992, live

pagina successiva > K > King, Stephen - precedente > J > Jerusalem

The Rock and Horror Encyclopedia © Stefano Marzorati 1999/2010 - webmasters: stefano marzorati e grazia paternuosto| drive © stefano marzorati 1999-2010 | a true romance production