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LUGLIO 2002/JOBRIATH

JOBRIATH: LA STELLA CADUTA di Lino Terlati

Sono gli anni della depressione in America, la neve sta calando fitta su Hollywood. Al cinema Palace stanno trasmettendo una piccola rassegna del cinema, si dice in giro che
parteciperanno anche le dive. Greta Garbo apre la rassegna: è veramente divina e tutti vorremmo amare Mata Hari,ma...un'ondata di caldo ed ecco paesaggi arabi solcati da Rodolfo Valentino. Uh, come lo invidio, eppure è un italiano come me, perché io non ho fortuna come lui, e poi si respira aria da fumoso cabaret tedesco. Il più sensuale orango è lì fra noi, ma... un momento! Si toglie la maschera ed ecco Marlene Dietrich: spettrale, diafana ed immensa. Conclude con una bella passeggiata sulle scale Gloria Swanson, ormai sul viale del tramonto. Finito? No , un momento ancora! Viene annunciata un'altra promettente stella...Jobriath! E chi è ? Dicono che ha già girato due splendidi films dal titolo Jobriath e Creatures of the Street. Incuriosito, do un'occhiata: la tipa è abbastanza bella, ma che indecenza, è quasi nuda. Ma... un momento! Non capisco, dicono che sia un uomo, o meglio una creatura, va beh...
La tristezza nei suoi occhi è evidente. Si inizia, e non so perché ma il mio cuore batte, e Jobriath canta e balla con la leggerezza di una piuma. Fra i suoi Creatures of the Street ci sono anche due bravi strumentisti come Peter Frampton e John Paul Jones. E lui/lei ci descrive tutta la magia del cinema muto, la sottile enfasi perduta ormai solo negli sguardi attoniti del pubblico. Piccoli sussulti di pianoforte e un rossetto e un mascara che si sciolgono. Poesia che nasce da dentro e si sviluppa nelle stelle. Quella è la vera star della serata, e tutte le altre sono invidiose.
Ma il pubblico non la/lo considera: troppo all'avanguardia, probabilmente. E così i quindici minuti nel sole di Jobriath si concludono proprio in quel teatro e si perdono nel cielo. M ecco, passa una cometa...Oohhh, che stupore! Lo stupefacente volo di una stella solitaria
sembra fermarsi, mi guarda...ma è Jobriath! Ogni tanto le comete tornano, ma quella continuo ancora ad aspettarla. Jobriath incise due splendidi album per la Elektra, nel 1973 e 1974. All'epoca venne definito emulo di Bowie ed altri del glam-rock, ma secondo me era anni luce distante. Era evidente il suo amore per la fantascienza ed il cinema muto che poi confluivano nel suo rock così particolare. Fra i suoi pezzi mi piace ricordare Inside, affresco disperato della sua ambiguità non molto accettata, e Dietrich/Fondyke, vera fanfara in onore del cinema muto. Rappresenta un caso unico, non si sa più niente di lui dal 1974 e non ha inciso alcun disco. Jobriath fu un membro originale della prima rappresentazione teatrale di "Hair". A seguito di questo suo envolvment, fu messo sotto contratto dalla Elektra, e pubblicò due dischi. Ho appreso che ci furono tentativi di rilanciarlo nel panorama rock. Ma purtroppo lui morì quattordici anni fa al Chelsea Hotel di
Manhattan, lo stesso dove alloggiarono John Lennon, Nico, Leonard Cohen, Sid Vicious e altre stelle del rock. Morì in completa solitudine e dimenticato da tutti, e come spesso
avviene, adesso verranno ristampati su cd quei due meravigliosi album di cui finalmente potete vedere le immagini di copertina, + un terzo che Jobriath incise, ma che non vide mai la luce. Morrissey, Neil Tennant dei Pet Shop Boys, David Geffen e altri oggi scrivono grandi parole su di lui. Perche' allora non aiutarlo prima della morte? Probabilmente verrà pubblicato un libro con la sua biografia. Questa notizia mi ha lasciato molto triste. La cometa Jobriath, non potrà solcare mai piu' nuovi cieli.
Too Much Too Soon
(ma un giorno i sogni possono divenire realtà...)


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DISCOGRAFIA
JOBRIATH:
1973: Jobriath.   Elektra
1974: Creatures of the Street, Elektra

Jobriath: The Queen of Rock'n'roll

un altro fan site dedicato al cantante, con interviste e file audio