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JERRY
LEE LEWIS: IL DIAVOLO E IL PIANISTA
"Qui c'è il killer, bambini, e nessuno ferma il killer.
Nessuno."
JERRY LEE LEWIS
Venti anni prima dell'avvento dell'Anticristo Johnny Rotten, Jerry
Lee Lewis offrì al rock'n'roll una gloria e una furia distruttive
che non avevano pari. All'ombra di Jerry Lee stava una fede cristiana
apocalittica tipicamente americana, che contribuì sicuramente
a definire il posto di questo musicista nella moderna cultura popolare.
Lewis venne cresciuto, infatti, alla Chiesa degli Assemblies of God,
una setta religiosa il cui credo stabilisce che l'umanità debba
servire un solo padrone, Dio o Satana. Lewis prese in seria considerazione
questo comandamento tanto da trascorrere la sua vita profondamente
diviso tra i due signori. A un certo punto pensò di imitare
l'esempio del cugino Jimmy Swaggart, abbracciando il sacerdozio.
Ma, più spesso, cedette alle tentazioni del Principe Nero,
optando per argomenti scandalosamente profani come l'alcol, le donne,
le pillole, il denaro e un'oltraggiosa miscela di boogie
che rimane ancora oggi tra il rock'n'roll migliore. Ma, se consideriamo
le circostanze della nascita di Jerry Lee Lewis, allora possiamo tranquillamente
capire perché non tutto filò così liscio. "In
quel giorno, il 29 settembre 1935", scrive Nick Tosches
nella biografia di Lewis, Hellfire, "in un'ora più
buia che di luce, Mamie Louis udì lo strillo del suo bambino
appena nato. Per tutto il giorno, un cane che nessuno aveva mai visto
prima d'allora aveva continuato ad abbaiare fuori dalla finestra della
sua stanza da letto. Sua sorella Stella aveva lanciato delle pietre
per cacciarlo via, ma l'animale era tornato. Ora, finalmente, scomparve
tra i cespugli verso Turtle Lake, e Stella Calhoun non lo rivide mai
più."
Se per tutta la vita Jerry Lee Lewis fu tormentato dall'agonia della
scelta, fu certo, invece, che Satana non si fece mai pregare nel manifestare
le sue richieste. Ogni briciola di successo faticosamente guadagnata
dal cantante fu immediatamente seguita da una caduta, un fallimento
o un evento tragico. Probabilmente la più spettacolare di queste
sconfitte arrivò nel 1958, l'anno in cui Jerry Lee stava apertamente
sfidando Elvis Presley per contendergli il trono di "re del rock'n'roll".
Le premesse, per Lewis, erano davvero buone. Dal 1957, infatti, aveva
collezionato una serie di successi piuttosto importanti, piazzando
molte sue canzoni ai migliori posti delle classifiche: Whole Lotta
Shakin' Goin' On era finita al terzo posto, Great Balls of
Fire al secondo, Breathless al settimo e anche High
School Confidential si era piazzata piuttosto bene (al ventunesimo).
I suoi spettacoli dal vivo avevano accresciuto notevolmente la sua
fama e le sue doti di performer.
Anche le circostanze gli erano favorevoli: Presley era stato arruolato
nell'esercito e a Jerry Lee si stava davvero aprendo una strada fatta
di gloria e di ricchezza. Tuttavia, qualcosa andò storto, e
il premio che sembrava a portata di mano svanì nel nulla. Lewis
osò infatti sfidare le convenzioni, sposando la sua cugina
tredicenne Myra Gail, figlia del suo bassista, molto prima
che il suo divorzio dalla seconda moglie fosse diventato definitivo
e, soprattutto, senza il permesso dei genitori di lei. Avrebbe dovuto
chiedere la mano di Myra a suo padre, ma non lo fece. Non solo, dunque,
aveva oltraggiato il mondo civile ma anche l'isolata e piccola comunità
della Louisiana dalla quale proveniva. Certo su Jerry, così
pieno di se stesso, lo scandalo, sulle prime, non ebbe alcun particolare
effetto emotivo. Lewis non era mai stato tipo da cercare le prime
pagine dei giornali. Così, quando scese dall'aereo, a Londra,
con la sua "reginetta" e i giornalisti gli domandarono "Chi
è costei, Mr. Lewis?", Jerry rispose loro, in tutta tranquillità,
che quella "bimba" era la sua sposa. Naturalmente giornali
e riviste della domenica si arricchirono di descrizioni di "quel
satanico ruba-bambini", articoli dove Myra Gail diventava una
cuginetta di nove anni (qualcuno arrivò a dipingerla come sua
sorella). Jerry venne quindi espulso dall'Inghilterra e la sua carriera,
nel giro di sei mesi, finì pressoché alla deriva.
Più tardi tornò alla ribalta,
coraggiosamente, come cantante country (anche se non aveva
mai dimenticato il demone del boogie che nutriva le sue performance).
Ma anche questo ritorno affogò ben presto nel solito pantano
fatto di droghe, soldi, donne e liquori. Naturalmente Satana si preoccupò
di salare per bene le ferite del suo cliente: Elvis rimase il re e
un altro cugino di Jerry Lee, l'insulso Mickey Gilley, diventò
il più famoso country singer degli anni Settanta. La caduta
dall'Olimpo dorato del successo fu tuttavia un male minore per il
"Killer" (un soprannome che gli era stato affibbiato da
giovane per oscure ragioni e che Lewis continuò sempre a detestare).
La sua vita privata, infatti, gli recò ben altri fardelli,
molto più pesanti. Lewis si sposò per ben sette volte:
il matrimonio più lungo, quello con Myra, durò tredici
anni finché i due si separarono, nel 1970.
Jaren, una delle sue mogli, morì affogata nel 1982, mentre
era in attesa della causa finale di divorzio. Jerry Lee sposò
la sua sesta moglie, la venticinquenne Shawn Michelle Stephens
nel 1983: dopo meno di novanta giorni dalla data delle nozze, la donna
venne trovata morta per un'overdose di metadone.
Alcuni testimoni riferirono di aver notato tracce di lividi e macchie
di sangue sul suo corpo, e di aver visto profondi graffi sulle sue
mani. La morte di Michelle venne però dichiarata accidentale.
I due figli di Lewis morirono tragicamente: Steve Allen Lewis annegò
in piscina all'età di soli tre anni, nel 1962; Jerry Lee
jr. rimase ucciso in un incidente d'auto, nel 1973. Aveva diciannove
anni. Inoltre il fratello minore di Lewis, Elmo, era morto quando
ancora era un bambino, rendendo il cantante l'unico erede maschio
di una famiglia le cui radici risalivano fin quasi alla Rivoluzione
Americana.
Jerry Lee è, invece, ancora vivo. Certo, soffrì di alcuni
seri problemi di salute, dovuti a un'ulcera, nei primi anni Ottanta
e più di una volta i medici lo diedero per spacciato. Ma la
verità, probabilmente, è che Lucifero non aveva ancora
bisogno di lui. Grazie a questi fatti funesti Lewis si convinse che
la sua carriera nel rock'n'roll non era certo stata opera del Signore.
In una famosa session con Sam Phillips nel 1957, Jerry Lee
si sentì costretto a sospendere la registrazione di Great
Balls of Fire, preoccupato, forse, per le implicazioni sataniche
della canzone che, in qualche modo, minacciavano la salute della sua
anima immortale. Era come se, all'improvviso, fosse calata su di lui
la consapevolezza che il rock'n'roll possedesse una natura essenzialmente
malvagia, che lo aveva condotto lontano dagli inni pii e dalle visioni
celesti a cui la sua educazione religiosa lo aveva abituato.
Gran parte della discussione che nacque tra i due venne registrata.
A un certo punto Lewis grida "Come può il diavolo salvare
delle anime?" rispondendo in questo modo alle argomentazioni
bibliche del produttore che era giustamente interessato soltanto al
buon esito dell'incisione. "Amico", conclude categorico
Lewis, "ho il diavolo dentro di me! Se non lo avessi sarei un
Cristiano!" Phillips, alla fine, riuscì a spuntarla e
più tardi, quella stessa notte, Lewis, quasi rassegnato, registrò
una versione incandescente di quella canzone.
Nei primi mesi del 1958 Great Balls of Fire arrivò al
secondo posto della classifica, dove rimase per quattro settimane.
Una magra ricompensa per Jerry Lee, se paragonata a tutto quello che
Satana gli aveva richiesto in cambio...
©
Stefano Marzorati 2004
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