2002
IMPRESSIONI E DIVAGAZIONI
SU "JESUS CHRIST SUPERSTAR"...
di Alan Tasselli
Jesus Christ Superstar é senz'ombra
di dubbio una delle più riuscite ma allo stesso tempo controverse opere
musicali che siano mai state realizzate. Concepita in una fase musicale storico-sociologica
di particolare rilievo e determinante per l'evoluzione del concetto di musica
rock (siamo al crepuscolo degli indimenticabili, caotici e piacevolmente convulsi
anni '60, tra il trionfo musicale, spirituale ed ideologico di Woodstock ed
i primi anni '70, contraddistinti da fasi altamente politiche ed impregnate
di impegno sociale), l'opera rock di Andrew Lloyd Webber lasciò
certamente il segno, e regalò al grande pubblico una collezione di
brani ora ritenuti immortali ed entrati a far parte della tradizione legata
all'opera-rock, essendo essa una delle rappresentazioni più imitate
e rivedute per quanto concerne il mondo dei musicals in generale. Jesus
Christ Superstar, cronisticamente parlando, uscì come versione
discografica gia' nel lontanissimo 1970, come detto sopra, a cavallo
fra due epoche cruciali della musica rock. Ian Gillan ebbe il prestigioso
incarico di ricoprire il delicato ruolo di Gesù, mentre la parte di
Giuda fu affidata allo sconosciuto Murray Head; Barry Dennen
e Yvonne Elliman cominciarono gia' da quella versione discografica
a ricoprire i due ruoli che poi avrebbero interpretato nella versione cinematografica
diretta da Norman Jewison, ovvero, rispettivamente, Ponzio Pilato e
Maria Maddalena. Io consiglio vivissimamente di reperire questa autentica
"chicca" forse oggi ai piu' non molto nota, immeritatamente offuscata
dall'arcinota, e, permettetemi di dirlo, meno affascinante, riedizione in
celluloide del 1973.
Musicalmente parlando essa strabatte la versione cinematografica del 1973,
sia strumentalmente che musicalmente (anche se bisogna ammettere che Ted
Neeley e Carl Anderson, gli interpreti principali del film, dimostrarono
di non avere nulla da invidiare a Ian Gillan e Murray Head). Ascoltare per
credere!
Come ben sapete, Jesus Christ Superstar uscì (intendo la versione cinematografica)
nel 1973, ottenendo riscontri commerciali positivissimi, ma non altrettanto
nel campo della critica. Se ben ricordo, esso fu stroncato soprattutto nella
scelta dei costumi, apparendo essi alquanto pretenziosi ed eccessivamente
"Hippie";. Certo Norman Jewison, il regista del memorabile film,
non ha risparmiato alla pellicola ed agli interpreti un preponderante "kitsch",
che da un lato può risultare accattivante, ma dall'altro può
innervosire lo spettatore e/o il critico di turno. Il sottoscritto naturalmente
è dalla parte del regista. E comunque di tutto lo staff di Jesus Christ
Superstar. Recentemente in un libro dedicato ai film-rock (cioè a tutte
quelle pellicole che avessero come protagonista almeno uno squarcio di musica-rock)
ho letto che Gesù venne definito una specie di Charles Manson, per
quanto urlava ed apparisse "infoiato". Vero è che quando
uscì nei cinema, la Chiesa vi si scagliò contro a causa della
interpretazione voluta dal geniale Andrew Lloyd Webber, sommo creatore
dell'opera : quella di rappresentare gli ultimi sussulti e mirabilie della
vita di Gesù Cristo secondo l'ottica di Giuda = blasfemia. Ditemi,
ora : ma cosa c'è di più sanamente anticonformistico di un'opera
sacra come quella della vita del Messia, corretta dalla visione e giudizio
del suo più acerrimo e famoso traditore, Giuda Iscariota ? Blasfemo
sì, ma geniale e magneticamente accattivante al tempo stesso. E, per
naturale conseguenza, la parte del Grande Protagonista passerà di diritto
nelle mani (e nella voce, scomoda) di chi interpreterà Giuda (qualunque
rappresentazione essa sia, cinema o teatro, non farà differenza : il
comune denominatore, focalizzatore ed epicentro di tutta l'opera risiederà
proprio in lui, infuocato e mai domo, nella sua mirabile irrequietezza). Si
badi bene : in questo frangente Gesù non verrà del tutto spodestato
dalla scena, semplicemente si dovrà "accontentare" di ricoprire
il ruolo di"secondo stoccatore", un "secondo" di lusso,
comunque. Ancora: Jesus Christ Superstar non sarebbe per certo stato lo stesso
se Webber non avesse deciso di ribaltare i ruoli. A costo di essere bollato
per sempre come eretico, blasfemo, appunto. E' qui che sta il vero colpo di
genio, è questo che rende veramente originale ed unica quella che è
stata definita la prima autentica opera-rock (già, perché qualcuno
potrebbe contestare fosse stata HAIR : tendo a sottolineare che essa precedette
Jesus Christ Superstar;, ma non fu la prima opera-rock, in quanto al suo approccio
esclusivamente di origine teatrale). A reggere, contornare l'ambizioso progetto
di Webber vi sono le sue mirabili ed inarrivabili musiche. Se il film fu un
fiasco dal punto di vista prettamente critico, non lo fu in termini musicali.
A partire dall'imperiosa Heaven on Their Minds, che segna l'esordio
di un già inquieto Judas, il film è un'irrefrenabile scalata
di brani ora considerati immortali : Everything's Alright' (con parti
irresistibili dei tre protagonisti assoluti dell'opera, Jesus, Mary
Magdalene e lo stesso Judas, che sintetizzano in pratica in un
solo brano la loro straordinaria gamma ed espressivita' vocale), Simon
Zealotes (bellissima la scenografia e il corpo del balletto), la trascinante
Damned for All Time/ Blood Money, passando per la sognante, stupenda
The Last Supper, la quale vive di momenti di ritrovo e passione, puntualmente"smentiti"
dai dubbi che rodono Gesù, nel terrore imminente di essere prima o
poi tradito, fino al dialogo (quasi al limite della....rissa) corrosivo, infuocatissimo,
fra il Messia ed il futuro traditore, il quale rivendica per tutta risposta
la sua (falsa) innocenza bollando Gesù come un "idiota paranoico"
o, al limite, un jaded mandarin.... - una parte davvero intensa ed
alquanto... concitata!... Gethsemane è stata, e e sempre sarà
la parte di Gesù, in tutto e per tutto: a rivelarci il suo dramma,
il suo destino già segnato dal Grande Creatore, saranno i suoi squillanti
(gillaneschi, direi) acuti, che consegnano all'ascoltatore i suoi assoli di
uomo frustrato e già consegnato alla storia o, meglio, al Mito.
Trial Before Pilate che vede Pilate nella sua più impegnativa e
significativa performance, è l'ideale anticipatrice dell'apocalisse
finale, ovvero la fantastica, inebriante, "coloratissima" Superstar,
con un eccezionale Judas che chiude virtualmente l'opera coinvolgendo pienamente
lo spettatore con questo appassionante gospel (e un altrettanto appassionante
performance!....).
© Alan Tasselli 2002 - per gentile concessione dell'autore
