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Omara Portuondo - Gracias
World Village - distr. Egea


Gracias.
Così esordisce Omara nel titolo e nelle note di copertina del suo ultimo album, un disco speciale, realizzato con amore e sentimento, per ringraziare tutti quelli che hanno in qualche modo partecipato allo sviluppo della sua lunga carriera.
“Gracias” è più che un disco speciale, è una lettera privata, è una intima session intorno al tavolo dei ricordi, è un abbraccio sincero di un’artista alla quale tutti noi dobbiamo dire grazie.
Omara Portuondo, la Grande de Cuba, interprete sublime della canzone cubana già dal 1948 con il gruppo Los Loquibambla, è apparsa alla ribalta internazionale, quasi per assurdo, solo nel 1999, e grazie al cinema, quando insieme a Ibrahim Ferrer interpretò la commovente versione di “Silencio” nel film/documentario di Wim Wenders, Buena Vista Social Club, che prende il nome dall’omonimo locale dell’Habana (Cuba), riservato esclusivamente all’etnia di colore, dove si esibivano i più importanti musicisti dell’isola.
Fu Nick Gold che nel 1996, quarant’anni dopo la chiusura dello storico locale, riunì gran parte di quei musicisti sotto il nome dell’Afro Cuban All Stars e, grazie anche all’interessamento del chitarrista Ry Cooder, accese di nuovo le luci della ribalta su quelle stelle, producendo il primo album a loro nome.
Dopo la partecipazione al progetto Buena Vista Social Club, Omara Portuondo calcò i palcoscenici più belli del mondo, in compagnia di Ibrahim Ferrer, Compay Segundo, Rubén Gonzàlez, Orlando “Cachaìto” Lòpez e Manuel “Guajiro” Mirabal e fu protagonista del terzo lancio del progetto, con il disco “Buena Vista Social Club presents… Omara Portuondo” che nel 2000 venne accolto con grande entusiasmo di critica e successo di pubblico.
Il 2002 vede la partecipazione di Omara al Festival Jazz del Giappone, in compagnia di artisti come Wayne Shorter, Herbie Hancock, Michael Brecker e Danilo Pérez ed una sua tournee in solitario.
L’anno dopo Omara Portuondo da un’ulteriore svolta alla sua carriera, tornando a collaborare con musicisti brasiliani e latinoamericani come Carlos Emilio, Manuel Galbàn, Amadito Vàldes, Emilio Del Monte e molti altri, ed accogliendo “nelle sue grazie” giovani talenti cubani come Roberto Fonseca, che aveva inciso il suo primo disco nel 1999, “Tiene que Ver”, e che licenzierà il suo capolavoro nel 2007 dal titolo “Zamazu”.
Il disco è “Flor de Amor” e viene presentato come una raccolta in musica di lettere d’amore della divina voce del Buena Vista Social Club, dedicato dalla stessa Omara a Celina Gonzàlez, meravigliosa interprete della musica campesina cubana.
Un ritorno alle origini con la consapevolezza acquisita e la notorietà internazionale che gli era dovuta.
Poi nel 2008, finalmente, esce “Gracias” registrato a L’Avana, prodotto dalla Montuno e distribuito in Italia da EGEA, un’etichetta discografica che si contraddistingue nel panorama per le intense attività che hanno per oggetto la musica tutta.
Come dicevo all’inizio di questo scritto, con “Gracias” celebriamo i sessant’anni di carriera di Omara Portuondo, una carriera che sintetizza e dona valore all’essenza stessa della musica cubana.
Un lavoro in cui Omara ha voluto rendere grazie alle tematiche a lei più care, a quelle canzoni che hanno commosso questa bellissima donna, a quegli autori che hanno fatto grande la canzone cubana, la sua canzone.
Nel disco troviamo brani come “O que serà” di Chico Buarque, “Ámame como soy” di Pedro Pablo Milanés Arias, “Rabo de Nube” di Silvio Rodrìguez Domìnguez, o la splendida title track di Jorge Drexler, scritta apposta per Omara Portuondo.
Non solo nel repertorio Omara ha scelto i testi e gli autori più cari, ma anche tra i musicisti ha voluto i più diversi, interessanti, possibili interpreti dei suoi sentimenti come il cubano Roberto Fonseca al pianoforte, l’israeliano Avishai Cohen al contrabbasso, l’indiano Trilok Gurtu alle Tablas, al Caxixis o al Djembé, il brasiliano Swami Jr, chitarrista e arrangiatore in quasi tutti i brani. E ancora, per un evento importante come questo disco, la Portuondo ha invitato altre guest come Chico Buarque che duetta con Omara nella sua splendida “O que serà”, il bassista camerunese Richard Bona ospite in “Drume Negrita” e ancora Chucho Valdés & Cachaìto Lopez in “Nuestro Gran Amor” tema toccante scritto dal figlio di Omara.
Nelle note Omara conclude dedicando questo lavoro a tutti gli scrittori, ai pittori ed ai ballerini del mondo ed alla cultura in generale che gioca un ruolo straordinario nella vita di ogni individuo.
Ovviamente la dedica va anche a Cuba, alla sua Havana, ed a tutto il pubblico che ha seguito per sessant’anni la sua carriera.
“Gracias”, Omara dice grazie a noi…
Vorrei poter riscrivere le ultime righe delle note di quest’ultimo disco di Omara, e girare questa dedica a lei, perchè nonostante una carriera lunga ed appassionata come la sua, nonostante l’amore e la forza con le quali ha portato avanti il suo sogno, è stata per anni conosciuta solo dai pochi fortunati che l’avevano vista esibirsi dal vivo o dai pochissimi possessori dei suoi dischi e, praticamente, sconosciuta ai più, fino a quando, per ironia della sorte, un cittadino di quello stato che più ha contribuito nell’isolare la sua arte dal resto del mondo, ha capito il valore della sua grande Arte e l’ha, finalmente, riportata sotto le luci dei palcoscenici internazionali.
Gracias Omara.

Brani:
01. Yo Vi
02. Adiòs Felicidad
03. O Que Serà
04. Vuela Pena
05. Cuento Para un niño
06. Ámame Como Soy
07. Tù Mi Desengaño
08. Cachita
09. Rabo De Nube
10. Gracias
11. Nuestro Amor
12. Lo Que Me Queda Por Vivir
13. Drume Negrita


 

 

© 2008 Roberto Arcuri - per gentile concessione dell'autore
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