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  ODDJOB - Sumo

Random.
Non è una funzione che uso spesso sul mio lettore CD.
Ma mi piace farlo quando ho un disco nuovo, di un gruppo che non conosco tra le mani.
E lo ammetto, fino a ieri io gli Oddjob non li conoscevo, ma oggi mi sono entrati nel sangue.

Random.
#03. Golden Silver presenta il tema rilassato, su un tappeto ritmico deciso, caratterizzante, poi delicatamente si astrae con i suoni sintetici, creando una texture avveniristica su cui fluttua la musica del quintetto, che sembra prodotta fra cent’anni.
Sorrido e aspetto.

Random.
Lo faccio perché ritengo che un disco, se è buono, lo è in mezzo, all’inzio ed alla fine.
Certo, dietro c’è la scelta del musicista di organizzare i brani, di creare l’atmosfera con il primo pezzo per introdurre il lavoro intero. Ma questa è ragione, ed io per sapere se un disco è buono, uso il sentimento, non uso la ragione.
Quella viene dopo, quando ne parlo o lo de-scrivo.

Random.
#02. The Big Hit.
Già il titolo la dice lunga, accattivante nella sonorità iniziale dettata all’unisono dal sax e dalla tromba, felicemente danzante in 3⁄4.
Solo l’improvvisazione, geniale e sghemba del pianoforte, ti fa pensare ad un quintetto jazz, poi la tromba, lucente e argentea, offre un linguaggio nuovo ed apre al tema collettivo, affascinante, ripetuto e bello. E infatti le mie casse fremono, il mio cuore palpita in sintonia, sento per la prima volta un riff che conoscevo già, indimenticabile e che mai più ascolterò, uguale a se stesso.

Questo è il pezzo giusto

Random.
#05. Småland, il tema è scandito lentamente, è una carezza sulla memoria, è un carillon dei sentimenti che si riflettono tenui, vibranti di emozioni, sulla superficie dei ricordi, accecanti di un blu elettrico.

Random.
Oddjob, un quintetto Jazz con un syntheseizer e altri strumenti che sembrano assemblati in funzione Random, appunto.
Tromba, Moog, Saxofono, Glockenspiel, un metallofono della famiglia dello xilofono con la stessa sonorità delle campane o del carillon, piano & Hammond, e uno zither, una cetra austriaca.

Random.
#07. Punch è un dialogo vitale tra il sax e la batteria, con un groove trascinante, energico, ritmico, che trasforma la mia stanza in un posto in prima fila all’Apollo Theatre di quarant’anni fa, nel cuore del funky più assoluto.
SUMO. Forse è questo il segreto, texture futuribili, strumenti tradizionali, atmosfere da club e musica già suonata, domani.

Random.
#06. Painkiller
Trova di nuovo spazio la cellula tematica di “the Big Hit”, ma in una luce nuova, improvvisa e ritrovata. La tromba, in sonorità senza tempo, ricorda alcune aperte improvvisazioni di Don Cherry, l’organo sa di sermoni antichi, il basso spalanca la porta del futuro, Jimmy Smith, il fratello del groove, balla con questi ragazzetti svedesi.
Ok, è un disco perfetto, allora leggo le notes e ricomincio.
Questa volta da #1.


Musicisti:
Goran Kajfes, trumpet, cornet, glockenspiel
Per "Ruskträsk" Johansson, saxophones, flutes, clarinet
Daniel Karlsson, piano, organs, vibraphone
Peter Forss, bass, moog
Janne Robertson, drums, percussion, zither
Special Guest:
Stoffe Wallman, synthesizer (tracks 3 and 12)

Brani:
01. Kingston
02. The Big Hit
03. Golden Silver
04. Sewerside Blues
05. Småland
06. Painkiller
07. Punch
08. The Day TV Stood Still
09. Where Did You Sleep Last Night
10. Salvador
11. Like Josef
12. Nostradamus

 

 

 

 
© 2008 Roberto Arcuri - per gentile concessione dell'autore
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