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Naftule's Dream, Smash, Clap! (Tzadik)
Un sestetto bostioniano rinnova la tradizione klezmer, innervandola
di jazz moderno, ma accostando ad esso pure le marche del rock,
del country, del vaudeville, in un tripudio di eclettismo molto
ben organizzato e assai più coerente di tante altre proposte
analoghe.
New York Art Quartet, 35th reunion (DIW)
Appunto dopo trentacinque anni si riforma lo storico quartetto del
free jazz newyorchese con Roswell Rudd (trombone), John
Tchicai (sax alto), Reggie Workman (contrabbasso), Milford
Graves (batteria) e persino il poeta Amiri Baraka (alias
Leroi Jones) che declama i suoi versi in quattro brani).
Un sound libero, aggressivo, violento, ma anche fresco, ricco, vitale
proprio come nel mitico 1964.
Aldo Nove (a cura di), In/versi ( Bompiani, Milano)
Non stupisce il fatto che il più trasgressivo degli scrittori
pulp si occupi di poesia con uno degli editori italiani pił noti
e prestigiosi in ambito letterario e culturale; in realtà
sotto lo pseudonimo di Aldo Nove si cela un raffinato poeta
di Fine Millennio, al secolo Antonello Satta Centanin, che da anni
è redattore del mensile "Poesia" dell'editore Crocetti,
nonchè autore di tantissime liriche sparse per lo più
su riviste specializzate. Con questa nuova collana Nove si pone
diversi obiettivi: innanzitutto raggiungere un vasto pubblico soprattutto
giovanile; e questo spiega il formato e la grafica dei volumi, che
possono persino vantare un gadget finora unico nel suo genere, almeno
in Italia: un CD (il tutto a prezzi assai modici) con una miscellanea
di liriche recitate, lette, declamate dai loro autori spesso accompagnati
da musicisti rock o jazz. Questo avvicinamento ad una tradizione
verbale o addirittura musicale si connette direttamente ad un'altra
importante finalità: restituire appunto alla poesia contemporanea
quell'oralità (l'essere insomma 'parola parlata') che la
nostra tradizione novecentesca (l'ermetismo e in parte anche la
neoavanguardia) aveva rimosso o trascurato. Naturalmente tutto ciò
necessita di immediatezza e comunicativa: ed in tal senso Nove ha
passato i soliti tromboni per rivolgersi ad una schiera di autori
giovani, nuovi o misconosciuti al grosso pubblico, ma che offrono
sicure garanzie di sincera rivendicazione verso un mezzo artistico
più vivace, attivo, dialogico. Ed ecco quindi le primi quattro
scelte che risultano molto azzeccata proprio sotto il profilo dell'ascolto
e del suono poetico: Murray Machlan Young (praticamente un
divo nel suo Paese) è uno scrittore inglese che, dalla raccolta
Casual Sex, prende di mira i miti d'oggi con un linguaggio moto
incisivo che oscilla tra Shakespeare, la pubblicità, la pop-art
e il rock and roll; Rosaria Lo Russo, in Comedia, viaggia
invece dalle parti di un intelligente post-femminismo tra citazioni
dottissime, giochi erotici e performance sperimentali; Luca Raganin,
quasi un parnassiano votato ai sentimenti modernisti, con Fabbriche
Lumière, si rifà all'epos della storia del cinema
per raccontarci in versi i film, i sogni, il set, il pubblico; Tommaso
Ottonieri, attraverso Elegia sanremese, guarda invece al serbatoio
della canzonetta per riplasmare una nuova cultura popolare che si
mescola sapientemente con le sottigliezze del mondo letterario.
Le prossime uscite riguardano infine Carmelo Bene che rilegge a
modo suo i famosi Canti orfici di Dino Campana e Lello Voce con
Farfalle da combattimento, appunto una voce assai significativa
della poesia d'oggi.
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