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GHOST
DOG - IL CODICE DEL SAMURAI (Ghost Dog), di
Jim Jarmusch, con Forrest
Whitaker, Victor Argo, Isaach De Bankole, Cliff Gorman, Richard Portnow,
Henry Silva, John Tormey, Tricia Vessey, Camille Winbush; produzione:
USA; distribuzione : BIM; anno: 1999; commento:
****1/2
Il Samurai è solo. Solo nella
notte buia, che lo nasconde alla vista, solo nella città deserta,
nella quale si muove come un'ombra. Con la sola compagnia dei suoi piccioni
(come Marlon Brando in Fronte del Porto) e dei suoi libri, lui combatte
il nemico incurante del pericolo.
Il Samurai non è un killer professionista: è un fedele servitore
del suo signore e un puntuale esecutore della sua volontà. Non
teme il Destino e sa affrontare la morte, per il bene del suo padrone.
Forrest Whitaker
- bravissimo - incanta con la sua imperturbabilità, lo sguardo
triste e sognante e il passo un po' goffo e pesante con il quale attraversa
come un fantasma (Ghost Dog, appunto) le vie della città. Accompagnato
dalle musiche degli RZA, Ghost Dog avanza, senza scomporsi, nel
vuoto esistenziale che lo circonda: lui è solo, ma lo sono anche
i suoi nemici che si alienano guardando in tv i vecchi cartoni animati
di Betty Boop. Noir filosofico, notturno e minimalista : Jarmusch in stato
di grazia ha realizzato il suo miglior film. Molto bella la fotografia
di Robby Muller (Dr. Korczak, Le onde del destino, Dead Man),
particolarmente affascinante nelle soggettive dell'auto che percorre di
notte le vie deserte della città, alla sola luce dei lampioni e
dei semafori intermittenti. Da ricordare i dialoghi a senso unico tra
Ghost Dog, che parla solo inglese e il venditore di gelati haitiano che
parla solo francese.
Segnaliamo infine la presenza di Henry Silva, caratterista col
ruolo di eterno cattivo in numerosi film degli anni '70 e '80, nella parte
di Vargo, il cattivo capo mafia.
© Marco Ferrari
2002 - per gentile concessione dell'autore
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