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Jacula: piccola retrospettiva su una leggenda dark

di Giovanni Carta

Gruppo culto per eccellenza del panorama rock progressivo italiano, gli Jacula si formarono nel 1968 sotto la guida del compositore e chitarrista Antonio Bartoccetti, con l'apparente scopo di dare una forma musicale alle osservazioni e sensazioni derivate dall' interesse verso la cultura esoterica-occultista allora. Il primo disco In Cauda Semper Stat Venenum, inciso a Londra nel 1969 e distribuito in poche copie, sin dalla potente e lugubre immagine di copertina suggerisce senza mezzi termini il contenuto del disco: in un desolato e sconsacrato cimitero un losco figuro (un monaco?) compie innominabili riti antropofagi... I sei brani che compongono "In Cauda Semper", per la maggior parte strumentali e totalmente estranei alla concezione canzonettistica ancora imperante in Italia, pur essendo riconducibili vagamente a un certo rock progressivo sinfonico, in realtà godono di una grande originalità e l' uso inquietante delle tastiere, in particolar modo l'utilizzo di un organo da chiesa, suonate dal misterioso Charles Tiring conferiscono all'intero disco un'ambiguità di fondo per niente rassicurante: la musica contenente degli elementi mistici e sacri accostabili alle composizioni religiose si frantuma continuamente sotto l'incedere dei synth suonati dalla affascinante Doris Norton ma il vero elemento "disturbante" di quest'opera scaturisce dalla dura e sabbathiana chitarra di Bartoccetti, quasi in anticipo su certe tendenze "doom" allora ancora in fase embrionale. Veri e propri precursori del gotico tout-court e per quanto ne sappia l'unico gruppo musicale della storia del rock che annoverava nella formazione un medium (!), tale Franz Parthenzy, gli Jacula furono probabilmente la massima reazione del rinato interesse generale verso l'occultismo e l'immaginario prettamente orrorifico. In realtà, nonostante l'eccellente qualità dell'esordio, sarà il secondo disco ad elevare gli Jacula al rango di artisti di culto. Pubblicato nel 1972 Tardo Pede In Magiam Versus, oltre ad essere forse la loro opera più conosciuta, rappresenta l'apice della loro espressione musicale. Messe da parte le notevoli velleità hard del precedente disco la musica si radicalizza ulteriormente verso uno stile se possibile ancora più criptico e sperimentale e maggiormente rivolto ad un uso più sperimentale e "rumorista" dell'organo ed i sintetizzatori. Le liriche del nuovo disco si distaccano in parte dalle tetre speculazioni esistenziali che caratterizzavano il primo disco per una maggiore consapevolezza della realtà moderna, con una spiccata sensibilità ecologica. Il brano d'apertura U.F.D.E.M. è probabilmente il più rappresentativo del nuovo corso intrapreso dagli Jacula nonchè il primo brano cantato della loro discografia: Doris Norton canta i peccati e la tragedia dell'uomo moderno accompagnata (si fa per dire) dal basso minimale quanto scheletrico di Bartoccettti e da un abissale sequenza di note d'organo e mini-moog distorto suonati da un ispiratissimo Tiring; al suo opposto il disperato ed opprimente rituale di Presentia Domine, con la sua invocazione apocalittica a più voci. Com'è facile intuire una simile musica non può portare grossi responsi commerciali anzi... difatti Bartoccetti, complici anche diversi fattori esterni, decide di sciogliere momentaneamente gli Jacula giusto per formare con la stessa line-up i controversi Antonius Rex, virtuale prosecuzione della sua sensibilità artistica. In una manciata d'album vale la pena di ricordare i due titoli più celebri e rappresentativi: Anno Demoni del 1978 e Ralefun del 1979, il primo dei quali riprende decisamente le caratteristiche stilistiche degli Jacula con l'aggiunta di un uso ancor più massiccio dei synth e una maggiore cattiveria nelle parti recitate mentre "Ralefun", disco decisamente sottovalutato pure dai suoi autori, si orienta verso forme musicali decisamente più rock ed accessibili ma, comunque, sempre di grande impatto; particolarmente interessante è la lunga Enchanted Wood, un improvvisazione di dodici minuti vicinissima verso certe forme di psichedelia malsana.

Per chi volesse addentrarsi nel bizzarro ed esoterico universo degli Jacula è bene ricordare che tutti i loro vinili sono stati ristampati più o meno recentemente da due case discografiche italiane specializzate nel rock progressivo: la Mellow Record di Sanremo e la Black Widow di Genova... se eventualmente siete dei cultori del vinile e voleste recuperare le stampe originali il consiglio è sempre lo stesso: attenzione ai prezzi!

© Giovanni Carta 2002 - per gentile concessione dell'autore


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