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International Superstar Soccer 3
Piattaforma: PS2
Genere: Sportivo/Calcio
Prodotto da: Konami
Sviluppato da: KCE Osaka
Distribuito da: Halifax
N° Giocatori: 1-4

Note: Supporta Dual Shock - Selettore 50/60Hz



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Altri giochi della saga di ISS: International Superstar Soccer

International Superstar Soccer (Super NES – Konami, 1994)
ISS Deluxe (Super NES, PSOne – Konami, 1995, 1996)
ISS 64 (Nintendo 64 – Konami, 1997
ISS '98 (Nintendo 64 – Konami, 1998)

ISS 2000 (Nintendo 64, PSOne – Konami, 2000)
ISS (PS2 – Konami, 2001)
ISS2 (PS2, Gamecube, X-Box – Konami, 2002)
ISS Advance (Game Boy Advance – Konami, 2002)


ISS3: OSAKA CI RIPROVA...

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Vi siete persi tra le infinite opzioni di Fifa 2003 e volete rinfrescarvi la mente? Vi state sfiancando da mesi con Pro Evolution Soccer 2 ed uscite costantemente umiliati dalle sessioni di Master League nella modalità “estrema”? Forse vi serve cambiare aria e provare nuove esperienze. Senza dedicarvi a sport “no-limits” e pericolosi, potreste aver voglia di testare il brivido dell’ibrido, ovvero di buttarvi anima e pad tra le braccia dell’ultima produzione calcistica della filiale di Osaka della Konami: International Superstar Soccer 3!

Schiacciata nella lotta tra i due colossi videocalcistici sopracitati, KCEO tenta una strada che potrebbe accontentare una larga fetta di pubblico: un gioco in equilibrio tra la simulazione e l’esperienza arcade. In questo modo, ISS3 potrebbe risultare un esperimento ardito ma interessante. Purtroppo, come vedremo in seguito, alla fine lascia il giocatore con una strana sensazione addosso, un po’ come quando esce di casa la mattina indossando una scarpa e una ciabatta…
Accolti dalla piacevole possibilità di scegliere se visualizzare il gioco a 50 o 60Hz, siamo trasportati verso il menù delle opzioni da una vivace presentazione in computer grafica. Essa tocca il suo picco emotivo mostrandoci un canuto ma tenace allenatore mentre sferra un rabbioso calcione a una borraccia “parcheggiata” a bordo campo: un’eco del migliore ricordo lasciato dalla nazionale italiana nel corso degli ultimi mondiali di calcio. Giunti alla schermata principale, la rosa delle scelte su come affrontare questo gioco è abbastanza ampia: oltre alle consuete modalità “amichevole” e “campionato”, due voci saltano subito all’occhio. La prima si chiama ”modalità missione” e prende il posto del classico “scenario mode”; selezionandola possiamo accettare numerose sfide (vinci in determinate condizioni, di svantaggio, di inferiorità numerica e così via) che una volta superate ci regaleranno dei punti. Questi punti andranno investiti accedendo alla seconda voce “misteriosa” ovvero quella denominata “catalogo”. Come in un “Postal Market” per società sportive, potremo sfogliare questo campionario e acquistare oggetti che ci aiuteranno a definire e ad abbellire la nostra squadra -maglie, pantaloncini, calzettoni- o ad arredare il nostro campo da gioco -spalti per tutti i gusti!- creando uno stadio personalizzato. Scorrendo le pagine del catalogo noteremo che i punteggi più corposi, acquisibili non solo nella “modalità missione” ma anche affrontando altre competizioni, ci permetteranno di sbloccare anche numerose mosse speciali (punizioni, dribbling, eccetera) che andranno ad arricchire il bagaglio di colpi eseguibili dai nostri atleti.

Ma vediamo in azione questi campioni, scendiamo sul verde terreno di gioco e affrontiamo la nostra prima sfida a questa terza incarnazione della saga di ISS su Playstation 2. Un caricamento di qualche secondo e accediamo ai settaggi della formazione, dei suoi componenti, delle tattiche, dell’impostazione della nostra compagine, dunque, pronta a esibirsi nel match che sta per seguire. Un altro caricamento e siamo trasportati nel tunnel, pochi istanti prima della presentazione delle due squadre che stanno per affrontarsi; l’atmosfera c’è tutta e il puntuale e sfaccettato commento della confermata coppia di videocronisti (davvero convincente Dimitri Canello, un po’ dimessa la sua spalla Maurizio Iorio) aiuta a far crescere l’attesa. Le due nazionali si schierano sul terreno di gioco, ascoltano partecipi e commosse gli inni, posano per le foto di rito; i tifosi sugli spalti sono carichi di entusiasmo: davvero una bel clima agonistico in cui sfidarsi! Il motore grafico muove senza difficoltà i 25 in campo (22 + arbitro + i guardalinee) e i giocatori, pur non particolarmente fedeli alle loro controparti reali, appaiono solidi e realizzati con una certa cura. Discrete le animazioni, anche se un po’ altalenanti; molto buone quelle di contorno che arricchiscono con diverse scenette (esultanze, lamentele, arrabbiature, liti, spintonate in attesa di un calcio da fermo, scuse per aver sbagliato un goal o essere finiti in fuorigioco) efficaci pur se, alla lunga, ripetitive. Buona la fattura dei pochi stadi (quattro disponibili più quello editabile a proprio piacere), abbastanza grezza la folla che li riempie.

Parlando del gioco vero e proprio, possiamo dire che, ahinoi, è ironicamente il punto debole del titolo. Sicuramente è immediato e anche discretamente istintivo, e questo è un pregio. Altrettanto sicuramente non è abbastanza profondo da poter puntare alla simulazione di questo sport. La parte arcade brilla per l’implementazione del tasto L1, preposto a zoomare sul giocatore in possesso di palla per controllarlo in “primo piano” e permettergli di ingaggiare dei, teoricamente, furiosi uno-contro-uno. Nella realtà dei fatti, questa opzione è una buona idea realizzata male; visivamente non si discute: l’improvvisa concentrazione dell’inquadratura su due soli giocatori è spettacolare ed è condita da un elegante effetto di “motion-blur” e da un buon sonoro “ovattato” che quasi ci trasporta fuori dalla realtà per pochi istanti. Ai fini pratici del gioco, questa zoomata non aggiunge molto e non dà realmente grandi scelte al giocatore che, perloppiù, si trova semplicemente a dover decidere se effettuare un improvviso cambio di direzione a destra o a sinistra del difensore. Se giocate contro la CPU la buona riuscita di questa “finta” è totalmente casuale, non si deve più di tanto al tempismo quanto alla fortuna. In modalità multiplayer, contro avversari umani dunque, può essere più divertente…
Il ritmo di gioco è abbastanza forsennato e la chiave per la vittoria sta soprattutto nei palloni giocati a centrocampo. Se riuscite ad uscire indenni dal groviglio di gambe che stazionano in mezzo al prato, molto probabilmente potrete tentare la sorte con rapide incursioni sulla fascia, spesso favorite dalla poca intelligenza artificiale degli uomini gestiti dalla vostra console.

Parlando di IA, davvero insondabile quella dei portieri. Bravissimi a coprire gli angolini della porta e a prodursi in spettacolari colpi di reni che spazzano via le ragnatele dal sette, ma veramente imbecilli in uscita e quasi inermi nei tiri ravvicinati. Il movimento dei giocatori in campo, come già sottolineato, lascia spesso ampi spazi sulle fasce, forse per favorire l’uso del tasto L1 di cui sopra. Discutibilissimo il comportamento degli arbitri, assolutamente permissivi per quanto riguarda le entrate in scivolata ed estremamente punitivi per le spintarelle, quasi sempre “premiate” con un cartellino giallo.
Buono il controllo del tiro, meno quello del passaggio, spesso effettuato in ritardo o nella direzione sbagliata. Altrettanto traballante il cambio manuale del giocatore di cui assumere l’”identità”.
Punto a favore dell’aspetto visivo del gioco è costituito dall’entusiasmante effetto “motion blur” (again!) che entra in azione accompagnato da un rapido cambio di due o tre inquadrature consecutive (avete presente un canestro effettuato durante un ”gamebreaker” in NBA Street?) in occasione di un colpo di testa ravvicinato da parte di un attaccante. Ecco, a nostro parere sarebbero stati questi gli elementi da sfruttare meglio in ISS3, abbandonando la strada della simulazione (regno incontrastato dell’altra saga pedatoria “made in Konami”) e abbracciando le delizie e l’immediatezza dell’”arcade”. Senza arrivare agli eccessi di Sega Soccer Slam o Red Card Soccer, a nostro parere ISS potrebbe intraprendere questa strada e ritagliarsi un ruolo più deciso nell’affollato modo dei giochi di calcio per console. Così come si presenta in questa terza apparizione sul 128bit della Sony, International Superstar Soccer 3 risulta un ibrido un po’ disorientato e lascia nella mente proprio la stessa sensazione di quando si esce di casa indossando calzature spaiate…

Voto: **1/2

Luca Del Savio

©
Luca Del Savio 2003
immagini di ISS3 © Konami 2003
© drive magazine 2003