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IGNIS FATUUS, L'ANIMA RIVELATRICE

Quando si ascolta un disco come The Futility Goddess di Ignis Fatuus, i richiami che affiorano non sono quelli di bands dall'aria marcatamente rock, ma piuttosto compositori classici come Wagner o Mahler, anche se Encomium, con la partecipazione di Jarboe degli Swans alla voce, sposta la nostra attenzione verso atmosfere tribali-etniche malate che ipnotizzano la psyche. The futility goddess é un lavoro visionario e a tratti inquietante, l'esordio di questo musicista chiamato Ignis Fatuus, che ha riempito di teatralità le tracce di questo Cd. Etnia dicevamo... infatti le atmosfere mitteleuropee dell'album si sposano con richiami indiani e orientali seminati qua e là. E' una musica dark arcana quella che ci propone Ignis e il suo album é uno di quelli che brilla di luce propria, anche in uno stile ormai quasi demodè, ma che lui sa rendere attuale, proprio perché non appartiene a nessuna scuola.
Ignis ha collaborato con Jarboe, con i Caul e ora debutta in proprio con la sua raccolta di "mantra dell'anima" che evocano tempi lontani, terre perdute, melodrammi. In alcuni frangenti mi ha ricordato gli splendidi lavori degli Ordo Equilibrio, fantastico gruppo svedese che pare essersi sciolto. Anche se Ignis ha eliminato ogni sorta di rumorismo e corrosività, presenti invece nei dischi del duo. Ignis é principalmente un tastierista, ma ha suonato tutti gli strumenti in questo cd, a parte effimere partecipazioni di Jarboe e di Steven Thomas alle chitarre. Ora Ignis sta lavorando a un secondo cd molto atteso che potrebbe cambiare le linee intraprese in questo debutto.
The futility goddess é senz'altro un'opera non facile da riproporre dal vivo, ma Ignis si sta dando da fare per organizzare delle date e ci auguriamo che i suoi spettacoli possano giungere presto anche in Italia. The futility goddess é un fantasmagorico viaggio tinto di psychedelia orchestrale che conferma Ignis come una punta di diamante della scena underground dark-industriale, ma il secondo cd in uscita a Gennaio 2001 ce lo potrà confermare. Intanto godiamoci questo The futility goddess...

L'INTERVISTA

Prima di tutto, spiegaci come é nato Ignis Fatuus e perché...
R.: Ho cominciato a fare musica intorno al 1983 col mio buon amico Brett Smith (che é la grande mente dei Caul) quando incominciammo a usare la sua sala d'incisione a 8 piste, e mettemmo insieme collages di suoni e 'canzoni' giusto per divertimento. Ho cominciato a considerare la musica più seriamente dopo, e ho cominciato a incidere materiale per il mio progetto chamato Rotting Gods. Poi, attraverso gli anni, il mio approccio alla musica cominciò a cambiare e ho deciso di reincarnarmi sotto il nome di Ignis Fatuus. Questo é avvenuto nel 1985. Il mio desiderio di fare musica aveva cambiato anche i miei concetti di musica. Le mie prime motivazioni erano solo un grande, crudo bisogno di esprimere me stesso. Provengo da una città molto conservatrice e mentalmente chiusa, che non aveva molto da offrire a qualcuno come me, così ho dovuto crearmi dei miei stimoli. Col passare degli anni volevo qualcosa di concreto per documentare alcuni periodi della mia vita con la musica che avevo in testa.

Consideri Ignis Faatus come un progetto a tempo pieno o pensi di formare anche bands e suonare con altri musicisti?
R.: Amo moltissimo ramificare via via progetti diversi ed esplorare diverse scritture di musica, tanto che il mio prossimo cd avrà la partecipazione di altri musicsti e incisioni quasi in diretta. Brett (che vive nella mia stessa città), io e un altro amico (John Bergin, dei Trust Obey) abbiamo discusso dell'idea di formare una band ma, al momento, non abbiamo ancora trovato il tempo per farlo.

Che cosa pensi della Cold Spring Records?
R.: Oh, é stato assolutamente grande lavorare con Justin! Però mi piacerebbe lavorare con una label che promuova di più i suoi dischi, anche se Justin ama realmente la musica che pubblica e crede in quello che fa.

In U.S.A. per quale etichetta é uscito The futility goddess?
R.: Per la Cold Spring...é uscito come disco d'importazione.

Come é nata la collaborazione con Jarboe nel tuo disco? R.: Jarboe ed io eravamo entrambi su una compilation della Cold Spring, 'Shrine,' pubblicata nel 1993, e Jarboe disse a Justin che il mio pezzo era il migliore dell'antologia. La ringraziai e iniziammo a contattarci, poi io proposi la collaborazione. Subito dopo, questa prese forma.

Ti piacciono gli Swans?
R.: Mi piace un certo periodo degli Swans. Children of God é un album molto bello. Però mi piacevano di più quando facevano una miscela diversa di rumori e strumentazione. Penso che il progetto nuovo di Michael Gira, 'The Angels Of Light,' sia il suo lavoro migliore, dopo un periodo incerto.

Quali sono le tue influenze?
R.: M'interessa ogni tipo di musica .... Per un pò sono stato un grande fan di Michael Nyman. Amo moltissimo il compositore fiammingo Wim Mertens. E ascolto un sacco Brian Eno, Psychic TV, Coil, Dead Can Dance e, naturalmente, The Legendary Pink Dots.

I tuoi pensieri sulla corrente scena musicale?
R.:Credo di non far parte di nessuna corrente di per sé. E non mi avvicino a nessun musicista. Le mode e i movimenti stagnano facilmente e diventano una dimostrazione di ego.

Farai dei tour o t'interessa rimanere un'entità di studio?
R.: Amo molto suonare dal vivo e fare tour , ma non credo possa accadere in un futuro vicino. Ho difficoltà a trovare musicisti con cui collaborare dal vivo mentre invece potrei esibirmi da solo. Sto pensando di esibirmi nei dintorni con alcuni amici, ma per adesso é ancora difficile dire quando...

Come sono state le recensioni in USA ed Europa di The Futility Goddess?
R.:
La risposta é stata veramente positiva. Sono ansioso di vedere come verrà accolto il secondo cd che dovrei pubblicare a gennaio del 2001. Sarà molto diverso ed esplorerà la musica in modo di più strumentale che nel primo. Mentre il primo CD era un esercizio prestabilito, il secondo diventerà un esercizio mentre sto suonando, un vero e proprio work in progress.

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