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Dalla cripta: Icecross - "S/T" (Century Records, 1973)
di Giovanni Carta

Tralasciando qualsiasi opinione sull' effettiva sanità mentale di alcuni musicisti (io personalmente non me ne sono mai preoccupato...) prima o poi si dovrà pur ammettere che certi dischi riescono a suscitare strani pensieri al povero ascoltatore più impressionabile.
Questa strana band islandese, autrice di un'unico lp stampato in poche copie nel '73 ed oggetto icecrosscoverdella brama di parecchi collezionisti, si è impegnata decisamente a fondo per cercare di incutere un certo timore e crearsi, con certo successo, una reputzione di personaggi poco raccomandabili. Gli Icecross sono stati essenzialmente un trio costituito dal chitarrista-cantante Axel Einarsson, il bassista-cantante Omar Oskarsson e il batterista Asgeir Oskarsson. Ad osservare la tetra copertina del disco c'è poco da immaginare, le spettrali e scheletriche entità raffigurate rappresentano degnamente gli intenti di questi tre scellerati musicisti: nel giro di pochi minuti, giusto il tempo per concludere il primo pezzo Wandering Around (r'n'r canonico... quasi una trappola per gli incauti) e subito il riff scarno e dissonante di Solution ci scaraventa in una dimensione oscura e corrotta, frutto delle più deviate correnti psichedeliche-progressive ma anche di una mentalità nichilista e oltraggiosa devota a un'aggressione sonora diretta e senza fronzoli. Su una base rock piuttosto scarna le canzoni si tramutano in ossessive e ipnotiche litanie come in Solution e 1999, altrove in crude invettive anticristiane a un passo dall' heavy metal come Jesus Freaks oppure in ballate sofferenti e deprimenti come A Sad Mans Story o The End. Difficile accennare qualche punto di riferimento musicale, in linea di massima i Black Sabbath avranno avuto sicuramente una certa importanza per il gruppo islandese, però il sound del gruppo (derivato apparentemente da una certa scarsità di mezzi) vira decisamente verso l'acid-rock come certe contorsioni concettuali, a volte di stampo quasi jazzistico, lasciano intuire le velleità progressive (King Crimson?) della band. Per chi fosse interessato agli Icecross consiglio, ovviamente, di lasciar perdere le poche copie rintracciabili su lp e di acquistare la ristampa della Dodo Records, una delle molte sottoetichette della Comet Records.
 

© Giovanni Carta 2004 - per gentile concessione dell'autore

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