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 Hitman 2 - Silent Assassin
Piattaforma: Playstation2
Genere: Arcade/adventure
Prodotto da: EIDOS
Sviluppato da: IO-Interactive
Distribuito da: Leader
N° Giocatori: 1
Note: Supporta Dual Shock - Selettore 50/60Hz



Eidos
Leader
www.hitman2.com


Altri assassini silenti da provare: :

Ninja (Spectrum 48k ­ Mastertronics, 1987)
Tenchu (PSOne ­ Activision, 1998)
Tom Clancy’s Splinter Cell
(Xbox ­ Ubisoft ­ 2002)

HITMAN 2: IL GRANDE CONSOLATORE

Mettete da parte il vostro cappellino griffato e calzate la coppola d’ordinanza. Sostituite la birra con del buon marsala e l’hamburger con un’adeguata porzione di sarde a beccaficu, proseguite sostituendo il poster di Michael Jordan con uno di Marlon Brando versione “Il Padrino”. Ora, sentite la metallica melodia dello scacciapensieri salire in un crescendo inquietante? Allora siete pronti per imbracciare la vostra lupara, pardon, il vostro controller, e buttarvi a capofitto nella prima missione che vedrà protagonista 47, lo spietato sicario con il codice a barre sulla nuca.

Ebbene sì, Hitman2 - Silent assassin vi mette negli eleganti panni di un uomo creato (artificialmente) per servire un’organizzazione criminale dedita all’omicidio su commissione. A dire il vero, il nostro 47, reduce dal buon successo ottenuto nella sua prima escursione nel mondo videoludico su PC, avrebbe deciso di cambiare vita. Non più assassinii, dolore, vita vissuta sul filo del rasoio, basta essere schiavi di qualcuno! E’ venuto il momento di prendere la propria vita tra le mani, essere l’unico fautore del proprio destino. Per questo si ritira a vita bucolica presso un monastero siciliano, dove affida il suo riscatto alla guida spirituale di padre Vittorio, quest’ultimo conscio del suo terribile passato ma deciso ad affrancare dal peccato il nuovo discepolo. Peccato che “don” Giuseppe Giuliano, boss mafioso conosciuto con il terribile soprannome di “Anguillo”, non decida di rapire padre Vittorio e costringa così il nostro codificato sicario a rientrare in attività. 47 sarà inoltre costretto a chiedere l’appoggio logistico dell’organizzazione con cui “collaborava”, la quale pretenderà in cambio il completamento di alcuni “lavoretti” su suo mandato.

Fin qui l’antefatto e, a grandi linee, la trama. Come avrete capito il gioco si basa su missioni, 20 in tutto, che ci porteranno a diffondere la nostra fama di assassini silenti per i quattro angoli del globo terracqueo. All’inizio di ogni missione riceveremo un nuovo compito dalla sede centrale; tenendo fede alla natura della nostra professione si tratterà di eliminare uno o più personaggi introducendoci in particolari luoghi, dal castello giapponese regno del boss della Yakuza al bazar orientale. In seguito, avremo la possibilità di decidere quali armi ed oggetti di varia natura portare con noi al fine di essere adeguatamente equipaggiati. Il nostro sicario può contare su un discreto arsenale composto da pistole di diverso calibro, fucili d’assalto e di precisione, armi bianche e non convenzionali. In quest’ottica si inserisce anche la possibilità che ci viene offerta di scoprire i diversi approcci con cui affrontare le varie missioni. Potremo scegliere se introdurci nella villa di Anguillo sotto le mentite spoglie di guardia del corpo, di fattorino o di postino e, di conseguenza, scoprire quali sviluppi operativi/strategici sono conessi ad ognuno dei tre ruoli “impersonati”. Oppure decidere se eliminare il boss della Yakuza con una bomba radiocomandata o attraverso un preciso colpo di fucile nel momento in cui si affaccia alla finestra. A dispetto di tutta questa potenza di fuoco, il vero scopo del gioco sarebbe quello di riuscire a portare a termine tutte le missioni senza fare uso alcuno della forza ed eliminando unicamente gli obiettivi assegnati. 47 è stato, infatti, addestrato a passare quanto più possibile inosservato: sa come muoversi nell’ombra e come approfittare degli abiti, rubati ad ignare vittime, per camuffarsi. L’idea dei gamedesigner di EIDOS, è dunque quella di portare alle estreme conseguenze quel concetto di stealth game che è stato reso celebre ed universalmente apprezzato dalla saga di Metal Gear Solid, invitando il giocatore a spremersi le meningi per riuscire a pianificare il modo più efficace per evitare di allarmare gli obiettivi designati e beffarsi degli avversari presenti in numero soverchiante.
Purtroppo il risultato non è stato centrato in pieno. Sicuramente è molto appagante riuscire a passare sotto il naso di uno spietato scherano, forti del nostro travestimento da fattorino del negozio di verdure, poi però iniziano i problemi relativi alla libertà di movimento e alla sfida verso gli npc (personaggi non giocanti) che dovrebbero essere dotati di una risposta agli stimoli ambientali molto realistica. Infatti, basta deviare di un metro dal percorso che è stato assegnato al garzone, alias 47, non dalle guardie ma dai gamedesigner, per essere sforacchiati a dovere. E per fortuna che a livello di difficoltà normal il nostro sicario barrato è dotato di un’ottima resistenza al piombo. Riprendiamo, dunque, dall’ultimo salvataggio e questa volta stiamo bene attenti a stare dentro i “binari”. Entriamo in cucina e per non dare nell’occhio, ci avviciniamo alla corpulenta cuoca non esibendo armi di vario tipo, ne con atteggiamento minaccioso bensì camminiamo reggendo la nostra cassetta di primizie con l’intento di depositarla accanto ad un’altra che giace nel mezzo della stanza. Siamo dei fattorini e siamo lì per quello. Evidentemente fare da cuoca ad un boss mafioso non è un toccasana per la saldezza dei nervi. Eccola, infatti, chiederci, con tono isterico, lumi della nostra presenza lì. “Mi manda l’ortolano, sto consegnando della frutta”. Lei comincia a implorare pietà, chiedendoci di non farle del male. “Scusasse vossignoria, ma con cosa dovrei farle male, con una melanzana? Vabbè che sono un sicario addestrato ad uccidere con ogni cosa, ma con la melanzana al massimo le cucino un sughetto che le alzerà il colesterolo!”. Infine la vediamo schizzare con la rapidità di un centometrista a chiedere aiuto. L’essere apostrofati con un classico figghiebottana precede la nostra esecuzione da parte delle guardie tempestivamente intervenute ed innesca il conseguente ricaricamento della posizione di gioco precedentemente salvata. Essendo consci che alla cuoca non si deve parlare e che la cassetta della frutta possiamo buttarla dove vogliamo, questa volta, a scanso di equivoci, decidiamo di mandare in vacanza la modalità stealth e di utilizzare tutto l’armamentario di cui disponiamo per aprirci la strada verso l’obiettivo. Alla fine della missione la nostra valutazione sarà quella di mass murderer, un gradino sopra l’assassino seriale per intenderci, ma la nostra soddisfazione nell’aver lasciato la villa di don Giuseppe senza che una sola stilla di sangue stia ancora pompando in un’arteria è davvero appagante. E che diamine, siamo killer o ballerini del Bolscioi?

Venendo al lato tecnico, Hitman 2 - Silent assassin conta su delle buone animazioni sia del protagonista sia dei vari npc. Le ambientazioni sono decisamente varie e ben realizzate. Soprattutto negli esterni si possono ammirare edifici a dir poco monumentali sia nelle dimensioni che nei dettagli. Gli interni, viceversa, appaiono meno ispirati e più ripetitivi. Da segnalare alcune compenetrazioni di poligoni e una non perfetta solidità degli ambienti; non è infrequente arrivare a distinguere macchie di sangue o oggetti di arredo che dovrebbero far parte della stanza attigua… Anche la gestione della telecamera che ci seguirà durante la nostra epopea, non è stata pensata per renderci le cose facili. Il controllo è totalmente sotto la nostra gestione, peccato che quando ci troviamo in ambienti angusti abbia la spiacevole attitudine a portare la visuale in prima persona, o schiacciata poco sopra la nostra lucida testa, tagliando drasticamente il campo visivo. Tra gli aspetti positivi della realizzazione tecnica vanno evidenziati: la presenza del selettore 50/60Hz, le ombre calcolate in tempo reale ed un comparto audio, dagli effetti ambientali alla colonna sonora, ottimamente realizzato . Complessivamente il lavoro svolto dagli sviluppatori di IO-Iteractive si attesta su livelli molto buoni e i difetti rilevati non inficiano più di tanto lo svolgimento dell’azione.

In sede di conclusioni, ad integrazione di quanto evidenziato in precedenza mi sembra doveroso sottolineare come il titolo EIDOS non sia di per sé così male. Ci sono indubbiamente parecchi elementi che possono essere ascritti a suo favore e che potranno intrigare il giocatore deciso a lasciarsi prendere dal suo particolare gameplay. Per tutti gli altri mi sento di consigliare, ove possibile, di provare questo titolo prima di acquistarlo: la forte dose di frustrazione di cui è permeato potrebbe scoraggiare il videogiocatore meno paziente.

Voto: ***1/2

Davide Pettani

© Davide Pettani 2003 - per gentile concessione dell'autore
immagini di Hitman 2 © Eidos 2003
© drive magazine 2003