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HARRY - UN AMICO VERO (Harry un ami qui vous veut bien), regia
di Dominik Moll, con Laurent Lucas, Sergi Lopez, Mathilde Seigner;
Distribuzione: Key Films; Anno: 2000; Nazione:
Francia; commento: ****
Perché
mai una persona sana di mente ed equilibrata dovrebbe sposarsi e fare
figli? La domanda sorge spontanea leggendo tra le righe lottimo
noir francese bisogna riconoscere che la cinematografia doltralpe
questanno ha presentato sul grande schermo una serie di gioiellini
di tutto rispetto che si apre sullinterno di una piccola
utilitaria, senza aria condizionata, in cui Michel, padre di familgia,
cerca di sopravvivere al traffico, al caldo insopportabile e alle ancora
più insopportabili e petulanti tre bambine.
E un mero transumare dal grigio della routine cittadina al grigio
di una vacanza che sembra più che altro un incubo. Uno sconfitto
dalla vita che progressivamente accetta con astiosa rassegnazione la morte
interiore di tutte le sue passioni giovanili.
Al suo fianco la moglie, anchessa sfatta. Sono felici? Difficile
dirlo, soprattutto perché non hanno neppure il tempo per fermarsi
e fare il punto sulla loro vita, dovendo anche gestire difficili rapporti
parentali con una coppia di suoceri oppressivi e infiniti piccoli problemi
economici.
Nel bagno di una stazione di servizio, Michel incontra un vecchio compagno
di scuola, Harry, interpretato da un bravissimo Sergi Lopez (Una relazione
privata).
Affettuoso, con una memoria di ferro, gentile, dominatore di tutte le
situazioni che incontra, lamico ritrovato, con affabile invadenza,
si installa con la sua fidanzata, Prune, nel casale di campagna dove la
famiglia passerà lestate.
Da quel momento niente sarà più come prima.
Latmosfera serena e lieta delle prime sequenze dissolve verso il
nero (inteso come noir) del thriller e il rosso del sangue:
Harry si fa parte in causa nel cercare di migliorare la vita di Michel,
attraverso leliminazione di qualsiasi problema che si ponga sulla
sua strada.
Più che alla ricerca del successo siamo alla giustificazione dellinsuccesso
di Michel, ma in ogni caso il film di Dominik Moll vola più
alto di qualsiasi risvolto moralisticheggiante. Il regista ignora volutamente
il fuoricampo, il mistero, la suspense per lasciare spazio a un gioco
pericoloso - condotto da Harry - in cui tutto è esplicito, dichiarato,
visibile.
© Marco
Ferrari - per gentile concessione dell'autore
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