libri/recensioni: Hannibal



HANNIBAL
di Thomas Harris (Mondadori), letto e recensito da Stefano Piani

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IL RITORNO DI HANNIBAL LECTER...

"Oggi che la smania di rappresentazione ci ha resi insensibili alla volgarità e all'oscenità, è istruttivo stabilire che cosa ci sembri malvagio, che cosa colpisca ancora la viscida flaccidità della nostra rassegnata coscienza con tanta forza da risvegliare la nostra attenzione"

Queste poche righe sono sistemate strategicamente all'inizio del capitolo venti del nuovo romanzo di Thomas Harris e definiscono con molta chiarezza quello che è il libro in questione. Ma andiamo con ordine. E' inutile fornire ulteriori infomazioni sull'ultima fatica del grande scrittore americano, visto che ne hanno già parlato tutti. Vi basti sapere che il romanzo si compone di tre veri e propri romanzi che si intrecciano tra loro. C'è un romanzo che ha come protagonista Clarice Starling, l'agente dell'FBI già protagonista deIl silenzio degli innocenti, il precedente libro di Harris. Qui si narrano le vicende della ragazza dentro l'FBI e la sua difficoltà di sopravvivere a contatto di un'umanità prettamente maschilista e corrotta, come quella che, secondo Harris, abita i palazzi di Quantico. Poi c'è il grande romanzo d'azione che racconta di Hannibal e del suo tentativo di fuggire da tutti quelli che lo vogliono, a vari titoli, catturare. E infine c'è il terzo romanzo, quello più malato, quello che racconta le ossessioni e il desiderio di vendetta di un uomo, Mason Verger, costretto da Hannibal a vivere la sua vita immobilizzato a letto.
Tutti e tre i romanzi convergeranno in un unico abbacinante finale in cui potremo assistere ad alcuni dei più incredibili orrori apparsi su carta negli ultimi anni.
Orrori, appunto, orrori che hanno lo scopo di risvegliare la nostra coscienza, a cominciare dal personaggio che meglio, insieme a
Freddy Kruger ha rappresentato l'incubo per eccellenza di questo fine millennio: Hannibal Lecter.
Hannibal è gentile, insinuante è uno che sa vivere, è una persona colta e raffinata, ma è anche un cannibale e un'assassino, eppure la nostra identificazione con lui è totale. Parteggiamo per questo terribile serial killer fin dalla sua prima apparizione a Firenze, dove è ambientato un terzo del libro e continuiamo a stare dalla sua parte per tutta la durata del romanzo. E' lui il nostro eroe, un eroe nero che mette a dura prova il nostro senso etico e morale, divorandolo a poco a poco.
Come ha scritto uno che di orrori se ne intende,
Stephen King, in un illuminato articolo stampato in Italia da Max, Hannibal è il Dracula di questo secolo, è il male allo stato puro, un eroe che, come il personaggio crepuscolare di Stoker, è però infinitamente più interessante di tutti quelli con cui viene a contatto e traccia un confine ben preciso entro il quale la nostra coscienza rimane ancora costretta.

© Stefano Piani - per gentile concessione dell'autore

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