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IL
RITORNO DI HANNIBAL LECTER...
"Oggi
che la smania di rappresentazione ci ha resi insensibili alla
volgarità e all'oscenità, è istruttivo
stabilire che cosa ci sembri malvagio, che cosa colpisca ancora
la viscida flaccidità della nostra rassegnata coscienza
con tanta forza da risvegliare la nostra attenzione"
Queste poche
righe sono sistemate strategicamente all'inizio del capitolo
venti del nuovo romanzo di
Thomas
Harris
e definiscono
con molta chiarezza quello che è il libro in questione.
Ma andiamo con ordine. E' inutile fornire ulteriori infomazioni
sull'ultima fatica del grande scrittore americano, visto che
ne hanno già parlato tutti. Vi basti sapere che il
romanzo si compone di tre veri e propri romanzi che si intrecciano
tra loro. C'è un romanzo che ha come protagonista Clarice
Starling, l'agente dell'FBI già protagonista deIl
silenzio degli innocenti, il precedente libro di Harris.
Qui si narrano le vicende della ragazza dentro l'FBI e la
sua difficoltà di sopravvivere a contatto di un'umanità
prettamente maschilista e corrotta, come quella che, secondo
Harris, abita i palazzi di Quantico. Poi c'è il grande
romanzo d'azione che racconta di Hannibal e del suo tentativo
di fuggire da tutti quelli che lo vogliono, a vari titoli,
catturare. E infine c'è il terzo romanzo, quello più
malato, quello che racconta le ossessioni e il desiderio di
vendetta di un uomo, Mason Verger, costretto da Hannibal a
vivere la sua vita immobilizzato a letto.
Tutti e tre i romanzi convergeranno in un unico abbacinante
finale in cui potremo assistere ad alcuni dei più incredibili
orrori apparsi su carta negli ultimi anni.
Orrori, appunto, orrori che hanno lo scopo di risvegliare
la nostra coscienza, a cominciare dal personaggio che meglio,
insieme aFreddy
Kruger ha
rappresentato l'incubo per eccellenza di questo fine millennio:
Hannibal Lecter.
Hannibal è gentile, insinuante è uno che sa
vivere, è una persona colta e raffinata, ma è
anche un cannibale e un'assassino, eppure la nostra identificazione
con lui è totale. Parteggiamo per questo terribile
serial killer fin dalla sua prima apparizione a Firenze,
dove è ambientato un terzo del libro e continuiamo
a stare dalla sua parte per tutta la durata del romanzo. E'
lui il nostro eroe, un eroe nero che mette a dura prova il
nostro senso etico e morale, divorandolo a poco a poco.
Come ha scritto uno che di orrori se ne intende, Stephen
King,
in un illuminato articolo stampato in Italia da Max, Hannibal
è il Dracula di questo secolo, è il male allo
stato puro, un eroe che, come il personaggio crepuscolare
di Stoker, è però infinitamente più interessante
di tutti quelli con cui viene a contatto e traccia un confine
ben preciso entro il quale la nostra coscienza rimane ancora
costretta.
© Stefano Piani - per gentile concessione dell'autore
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