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LA MORTE ERA UNA CADILLAC BIANCA: HANK WILIAMS (1953)
Cantante, compositore, nato a Georgiana, Alabama, Hank Williams
è stato probabilmente il più grande artista country
che sia mai vissuto. Certamente fu uno dei più prolifici, fornendo
una manciata di canzoni che diventarono immediatamente dei classici:
Hey, Good Lookin', Your Cheatin' Heart,
I'm So Lonesome I Could Cry, My Bucket's Got a Hole in It,
Cold, Cold Heart, Jamhalaya (on the Bayou), e molti
altri ripresi in seguito da artisti come Tony Bennett ed Elvis Costello.
Williams ritagliò per sé e per il mondo una figura sia
tragica sia patetica, anticipando le dimensioni e la direzione di
molte significative personalità del rock'n'roll: Elvis Presley,
John Lennon, Jim Morrison, Marvin Gaye, persino Sid Vicious. La sua
voce familiare, penetrante, istantaneamente riconoscibile resta nel
cuore di molti, ma è la sua forza come compositore di canzoni
che mantiene viva la sua opera. Le sue canzoni erano racconti appassionati,
storie che scaturivano direttamente da una vita dolorosa: riferiscono
accuratamente le sconfitte, le gioie e l'ironia crudele di una vita
dedicata all'amore in mezzo a violenza e privazioni, le stesse fonti
dalle quali trasse la sua forza il rock'n'roll più
sincero. Williams pagò un pedaggio di sofferenza e miseria
durante gli anni Quaranta, nei rumorosi locali honky tonk del
Sud, nieglio conosciuti come blood buckets.
Nel 1949 ottenne il primo di molti successi con Lovesick Blues
e da quel momento la fama diventò sua compagna.
Quando debuttò al Grand Ole Opry, quello stesso anno,
fu richiamato sul palco, al termine della sua esibizione, per ben
sei volte. La stella di Hank Williams era dunque sorta, e per la breve
durata della sua vita essa brillò più splendente che
mai, sfoderando una serie di successi country poi ripresi per il successo
pop dai soliti parassiti. Ma le cose non furono mai troppo facili
per Williams. Una malattia congenita alla schiena (spina bifida),
produsse in lui una debilitante dipendenza da medicinali antidolorifici,
ulteriormente peggiorata da un disperato eccesso nel bere, un altro
dei problemi che lo afflissero costantemente. Il suo primo matrimonio
terminò dopo otto anni e Hank diventò un artista notoriamente
inaffidabile, a tal punto che il Grand Ole Opry lo escluse dai suoi
spettacoli per aver mancato troppe date.
La salute di Hank cominciò a declinare rapidamente. Era ormai
assuefatto, senza speranza, all'alcol e ai farmaci. Non riusciva a
dormire o a riposare, ed era costantemente affaticato. In un giorno
dell'autunno del 1952, a Shreveport, Hank iniziò a frequentare
un uomo di nome Toby Marshall, un medico ciarlatano, con fama di guaritore,
che gli prescrisse amfetamine, Seconal e idrato di cloro, un
sedativo che, almeno apparentemente, riusciva ad alleviare il suo
cronico mal di schiena. Williams aveva due date da rispettare: uno
show la vigilia di Capodanno a Charleston, nel West Virginia, e uno
spettacolo il giorno dopo a Canton, nell'Ohio - le sue prime date
fuori dal Sud dal momento della sua cacciata dal Grand Ole Opry. Hank
aveva chiamato Don Helms dei vecchi Drifting Cowboys
per chiedergli di accompagnarlo negli spettacoli, e Helms aveva accettato
di sciogliere la band per l'occasione.
Williams lasciò Montgomery il 30 dicembre
diretto a Charleston, ma una tempesta di neve lo bloccò a Birmingham.
Il giorno successivo riuscì a raggiungere Knoxville, ma le
cattive condizioni del tempo lasciavano capire chiaramente che non
sarebbero riusciti ad arrivare a Charleston in tempo per il concerto.
Williams decise così di assumere un giovane autista che lo
conducesse a Canton per lo spettacolo di Capodanno, mentre lui avrebbe
riposato sul sedile posteriore della sua Cadillac.
A fargli compagnia, c'erano una bottiglia di whisky e dell'idrato
di cloro avuto dal "Dottor" Marshall. Inoltre, a Knoxville,
Williams si era fatto fare un'iniezione da un medico locale, in apparenza
per alleviare i forti dolori alla schiena. Lasciata la città,
dopo un'ora di viaggio, la Cadillac venne fermata da un poliziotto,
che vide Williams seduto dietro e osservò: "Quest'uomo
sembra morto". L'autista, Charles Carr, replicò che Williams
aveva preso un sedativo e stava semplicemente dormendo. Carr ripartì
per proseguire il viaggio, e diventò sempre più preoccupato
per le condizioni di Williams, ma si fermò soltanto cinque
ore più tardi, a una pompa di benzina situata a Oak Hill, nel
West Virginia. Quando aprì la portiera per accertarsi delle
condizioni del musicista, le sue dita toccarono una mano fredda e
inerte. Hank Williams venne dichiarato morto all'Oak Hill Hospital.
La causa certificata fu un attacco di cuore. Aveva ventinove anni.
Il coroner che esaminò il corpo si mostrò incredulo.
Dopo l'autopsia, infatti, dichiarò che lo stato del fegato
e di altri organi interni era quello di un uomo con almeno il doppio
degli anni.
A Canton la notizia della morte di Williams fu annunciata al pubblico
dell'affollata sala dal maestro di cerimonie, il disc-jockey Cliff
Rogers. Rogers annunciò che prima dello spettacolo ci sarebbe
stato un piccolo tributo a Hank. Poi le luci della sala vennero spente
e un unico faretto illuminò il palco vuoto mentre i musicisti,
Hawkshaw Hawkins, Homer e Jethro, Kitty Wells, Johnny e Jack, June
Webb e i Drifting Cowboys cantarono I Saw the Light da dietro
il sipario chiuso.
A ogni modo, dopo la sua morte, la sua carriera - al sicuro dai danni
che Williams avrebbe sicuramente saputo infliggerle - decollò
e incluse altri due successi postumi, Kaw-Liga e Take These
Chains from My Heart, oltre alla canzone che aveva appena pubblicato,
poco prima di morire, I'll Never Get Out of This World Alive.
Ma oltre a quest'ultima sua eredità, il repertorio immortale
di Williams include molti altri brani in cui sono presenti accenni
e presagi di morte. Eccone alcuni: We're Getting Closer to the
Grave Each Day, On the Evening Train, Neath' a Cold
Gray Tomb of Stone, Last Night I Dreamed of Heaven, I'll
Never Get Out of This World Alive, I Saw the Light,
A Home in Heaven, The Funeral, The Angel of Death.
"Il silenzio di una stella cadente
Illumina un cielo color porpora
E mentre mi chiedo dove tu sia
Sono così solo che potrei piangere"
I'm So Lonesome 1 Could Cry
©
Stefano Marzorati 2003
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