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Indice della Rock and Horror Encylopedia:

Introduzione

La bellezza del diavolo, di Gianfranco Manfredi

Teenage Death Songs e altre storie di ordinaria dannazione

Indice alfabetico delle schede dei gruppi e degli artisti presenti nella Rock and Horror Encyclopedia

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G

GUN CLUB 

Formati da Jeffrey Lee Pierce, uno dei personaggi piu' carismatici della scena post punk statunitense, i Gun Club inaugurano i loro sinistri rituali a Los Angeles, nel 1980. Innalzando a maestri i Cramps e utilizzando una diabolica miscela fatta di blues rurale, rock'n'roll urbano e velenoso voodoobilly, Jeffrey Lee i e i suoi accoliti (tra cui spicca il capace chitarrista Ward Dotson) iniziano ad esplorare l'universo cupo e misterioso delle leggende popolari del vecchio Sud, dei rituali magici praticati a New Orleans, dei fantasmi incontrati ai crocicchi di qualche strada polverosa del Delta, combinandoli con il furore e la rabbia del punk metropolitano Fire of Love (1981), il primo capitolo della loro saga mistico-orrorifica, accompagnato in coperttina da immagini tratte dal capolavoro I Walked with a Zombie offre il cerimoniale selvaggio di Sex Beat , il country gotico di Ghost on the Highway , la frenesia epilettica di She's Like Heroin. Frammenti annegati tra chitarre distorte e fremiti di disperazione erotica che lasciano spazio al blues funereo e martellante di Black Train e di Goodbye Johnny. Il successivo album, Miami (1982), trasferisce un mondo di riti occulti e secolari nella giungla della citta', accoppiandoli ad angoscia e alienazione moderne, come accade nei neri gioielli di Devil in the Woods, Sleeping in Blood City, il richiamo tribale di Watermelon Man e Mother Earth, che si carica di influessi mediati dal Gran Sciamano Jim Morrison. Influssi che si ritrovano ancora piu' prepotenti in Death Party (1983), un'opera ancora piu' lugubre e tormentata, che dipinge un quadro di morte, violenza e frustrazione degno di certe celebrazioni doorsiane. Con Las Vegas Tango tornano storie cariche di mistero, come b, e di paranoia, come Walking with the Beast. E la parabola nera dei Gun Club si chiude sulla disperazione caotica di Moonlight Motel. Qualcuno, questa sera, in una squallida stanza di uno squallido motel giu' in citta', ha venduto davvero la sua anima al diavolo...

Discografia: Fire of Love (Ruby), 1981; Miami (Animal), 1982; Death Party (Animal), 1983; Las Vegas Tango (Animal), 1984
GWAR

Uno squadrone extraterrestre di super geni geneticamente mutati, guidato da The Master, una creatura mostruosa a forma di nocciolina che regola la vita dell'universo. Cosi' recitano le note di presentazione degli GWAR, portabandiera della trasgressione e del cattivo gusto. I loro concerti dal vivo erano, piu' che semplici esibizioni, veri e propri happening scenici ispirati dalla teatralita' piu' grossolana e, soprattutto, splatterosa. Ma tra trovate grandguignolesche (fiumi di sangue finto, flagellazioni e finte decapitazioni), costumi che richiamano il Medioevo prossimo venturo di film come Mad Max ( e allo stesso tempo anche una grottesca versione del Muppet Show), teste mutanti di orrendi animali infernali e maschere raccapriccianti e sanguinolente, il gruppo perde spesso di efficacia e la trasgressione finisce per ridursi a puro espediente carnevalesco. Su disco, infatti, il gruppo denota una certa carenza di idee e di tecnica, che da' come unico risultato un hard rock abbastanza datato, in stile anni Settanta, che i testi, feroci e osceni, non riescono a vitalizzare. La copertina del loro primo album, Hell-O (1988), ristampato dalla Metal Blade, prende in giro l'artwork pretenzioso dei dischi di gruppi epic metal come i seriosi Manowar. Con il secondo capitolo della loro saga, Scumdogs of the Universe (1990), il gruppo aumenta i suoi proseliti, nonostante la critica esprima sul loro conto pareri controversi. Geniali o ciarlatani? Il punto, forse, non e' questo e, comunque, gli GWAR non ammettono mezze misure: o li si ama oppure li si odia. Detestano l'indifferenza. Non mancano, certo, nella biografia del gruppo, momenti meno scontati, come in America Must Be Destroyed (1992), che registra qualche episodio davevro esilarante. In Have You Seen Me? il leader del gruppo, il famigerato Oderus Urungus, canta allegramente di decapitazioni di fanciulli su un ritornello molto jazzato e quasi cool. E neppure si dimenticano la corrosiva ballata The Road Behind e la feroce Morality Squad. Le tematiche affrontate dagli GWAR rimangono costantemente all'insegna della mutilazione, del masochismo e dello splatter estremo e nei testi compare proprio di tutto: necrofilia, cannibalismo, oltraggio al pudore, glorificazione della violenza...Insomma, tutte le pratiche peggiori che la fantasia umana possa immaginare, supportate da una musica che mescola disinvoltamente heavy, death, punk, rock'n'roll e pop. Ma, come abbiamo gia' sottolineato, piu' che risultare inquietanti, gli GWAR assomigliano piuttosto a un film horror guardato senza colona sonora. Manca, insomma, al di la' dell'elemento genuino di orrore, una traccia realmente inquietante. Chi cerca atmosfere dense di palpabile brutalita' nello splatter rock deve forse rivolgersi altrove... ai Cannibal Corpse, per esempio, che hanno da tempo attraversato la linea fra lo scherzo di cattivo gusto e l'adesione alla piu' pura malvagita' sonora, In tempi piu' recenti gli GWAR si sono dati anche al cinema, realizzando il video Phallus in Wonderland. Si tratta di un vero e proprio film di settanta minuti, in cui si narra della quest degli GWAR per rientrare in possesso della loro mascotte, the Cuttlefish of Cthulhu, una strana creatura che altro non e' se non una parte piuttosto importante dell'anatomia del loro leader e cantante, che e' caduta nelle mani della perfida e sinistra Morality Squad (lo squadrone della moralita'). Il film e' in puro stile Troma, anche se realizzato molto piu' poveramente e sia i fans dei papa' di Toxic Avenger che quelli del cinema trash apprezzeranno molto questa oretta di cattivo gusto inadulterato e privo della benche' minima pretenziosita'.

Formazione: Oderus Urungus: v / Balsac 'The Jaws of Death': ch / Flattus Maximus: ch / Beefcake the Mighty: bs / Nippleus Erectus: bt

Discografia: Hell-O (Shimmy-Disc), 1989; Scumdogs of the Universe (Master), 1990; America Must be Destroyed (Metal Blade), 1992

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