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Green Carnation "Light Of Day, Day Of Darkness"
(Prophecy Productions 2001)
 
di Giovanni Carta

Chi ha avuto modo di apprezzare gli In The Wood si ricorderà che sono passati ormai un po' d'anni dalla pubblicazione di Three Times On A Pilgrimage, ultimo capitolo di una esperienza discografica terminata troppo in fretta nonostante una serie di dischi di grande valore anche se musicalmente rivolti, forse, ad un ristretto numero di appassionati ed intenditori. Fortunatamente la precoce scomparsa del gruppo norvegese non ha impedito ai suoi componenti di riorganizzarsi ed indirizzare le proprie energie creative attraverso il recupero del nucleo originale degli In The Woods, i Green Carnation, sotto la guida del fantomatico Tchort, chitarrista e autore principale delle musiche, già conosciuto in passato come membro degli Emperor. Come per gli In The Woods le composizioni dei Green Carnation, partendo dalla base di un solido ed oscuro doom-metal, si aprono alle più diverse esperienze ed influenze musicali con una particolare predisposizione ed amore verso atmosfere e sonorità vicine ai seventies (vengono subito alla mente i Pink Floyd...). Rispetto al disco d'esordio Journey to the End of The Night, uscito nel 2000, questo secondo lavoro dei Green Carnation non presenta più brani molto lunghi e articolati ma una unica monumentale suite da sessanta minuti in cui vengono convogliati in maniera tuttosommato scorrevole, a dispetto della durata, gli elementi musicali tipici degli In The Woods e che contraddistinguono oggi i Green Carnation, come si trattasse di una sorta di manifesto musicale. Giusto per togliere ogni timore per chi mal sopporta certi eccessi metallici è giusto sottolineare la mancanza di voci gutturali "death metal" come l'assenza di martellamenti heavymetallici, e a dire il vero è scomparsa in buona parte pure l'oscurità doom presente sul disco d'esordio a favore di una vena malinconica e crepuscolare tipica di certe formazioni scandinave. Light Of Day è dunque una bella prova di hard-metal progressivo, magari non un capolavoro ma sicuramente un lavoro meritevole d'attenzione per un gruppo tanto interessante quanto imprevedibile.
 
© Giovanni Carta 2003 - per gentile concessione dell'autore

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