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GOSFORD PARK (id.) regia di Robert Altman, con Eileen Atkins, Bob Balaban, Alan Bates, Claudie Blakley, Charles Dance, Stephen Fry, Michael Gambon, Richard E. Grant, Tom Hollander, Derek Jakobi, Kelly Mac Donald, Helen Mirren, Jeremy Northam, Clive Owen, Ryan Philippe, Camilla Rutherford, Maggie Smith, Geraldine Somerville, Kristin Scott-Thomas, Sophie Thompson, Emily Watson, Natasha Wightman, James Wilby; fotografia: Andrew Dunn; distribuzione: Medusa; produzione: USA; durata: 137’; commento: **** 1/2

Lotta di classe, eterno confronto-scontro tra i privilegiati sfruttatori e i meno fortunati, sfruttati dai primi. Ma il conflitto non è solo tra ricchi e poveri: è presente anche all’interno della stessa classe, dove si ripetono gli stessi paradigmi relazionali tra oppressori e oppressi.
Inghilterra, 1932. Alla residenza di campagna dei McCordle arrivano gli ospiti per un week-end di caccia alla volpe; ciascun ospite è accompagnato dalla propria servitù che, presso i McCordle, perde di identità e viene chiamata con il cognome del proprio padrone.
Rancori e conflitti si intrecciano tra i diversi gruppi sociali, fino a quando un omicidio neanche tanto inatteso romperà i sottili equilibri esistenti.
Rifacendosi allo stile dei romanzi di Agatha Christie, Altman ha realizzato un grande film corale, ironico e sagace, dove il racconto viene analizzato da diverse prospettive, corrispondenti alle diverse classi sociali e alle gerarchie al loro interno.
L’operazione è curata nel dettaglio, al punto che lo stesso cast è ripartito sulla base del gruppo sociale di appartenenza del personaggio (nei titoli di coda si legge: “ai piani alti,….ai piani bassi”).
Con dialoghi eccellenti e sottili, una felice tipizzazione di ogni singolo personaggio, unitamente all’eccellente recitazione di tutti gli interpreti, Gosford Park è uno dei film migliori della stagione in corso e segna il ritorno in grande stile dell’autore, dopo le ultime deludenti prove de La fortuna di Cookie e Dottor T e le donne.
Nell’ambito dell’ottimo cast, vogliamo comunque segnalare l’ottima performance delle attrici, tra le quali spiccano Helen Mirren (nella parte dell’inflessibile Mrs. Wilson, direttrice del personale, custode di un dramamtico segreto personale), Maggie Smith (nel ruolo della svanita Constance, Contessa di Trentham) e Kristin Scott-Thomas (che interpreta Lady Sylvia McCordle, la serena padrona di casa, che vede nell’improvvisa vedovanza la possibilità di rifarsi una nuova vita).

© Marco Ferrari 2002 - per gentile concessione dell'autore

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