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GOOD MORNING BOY, Good Morning Boy, Urtovox
Una registrazione pulita e curata per un progetto musicale ambizioso che
vince la propria scommessa regalando allascoltatore una manciata
di canzoni che colpiscono per gradevolezza e creatività. Dietro
la sigla, e il progetto (se di progetto si tratta), Good Morning Boy
si cela Marco Iacampo, cantante e chitarrista degli
Elle, interessante band veneta.
Minimalista del pop contaminato con psichedelia, Good Morning Boy, non
teme di rileggere il suo retroterra musicale che esce copioso dai solchi
del disco. Ecco Beatles e Neil Young, ma anche Sparklehorse e Radiohead.
La scrittura di Iacampo tradisce anche riferimenti ad Elvis Costello,
Alex Chilton, Robin Hitchcock autori che il nostro deve aver frequentato
con un certo diletto. Spesso nel disco la forma canzone viene arricchita
da rumori e suoni datmosfera senza perdere di incisività,
anzi guadagnandoci.
Essenziali e rarefatte le canzoni del disco non disdegnano di ricorrere
a Mozart, costruendo una sorta di armonico e equilibrato patchwork di
suoni e immagini sonore.
Alcune canzoni percorrono la strada esplicita dellomaggio come Migratory
Boy e A Day on the Bay, dove il nostro rielabora la lezione
della west coast, oppure alla beatlessiane This for Me e Shes
the Protector. Un disco che colpisce al primo ascolto facendo intuire
ciò che un ascolto prolungato può donare. Un disco che intriga,
che conduce allapprofondimento. Un ottima prova di songwriting per
un lavoro che regala sorprese ed emozioni, in un mix tra glorioso passato
e contemporaneità.
Stefano Gorla
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