Glam
Rock of the '70s
History of
UK Glam Rock
Marc
Bolan info page
The
Songs of Marc Bolan
Marc
Bolan: the children of Rarn
Marc Bolan: a
chronology
Marc
Bolan: Rockmine
Marc
Bolan: tribute
David
Bowie: Ziggy Stardust 30th Anniversary
The Ziggy Stardust
Companion
Ziggy
Stardust and the Spiders from Mars
Gary
Glitter's Site
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WE "GLAM"
BUT SURE WE DON'T ROCK - Breve ma spietata analisi su uno dei
piu' grandi bluffs che la storia del rock ricordi...
A parte David Bowie, Lou Reed e qualche gemma dei T. REX ho
sempre considerato il movimento glam come una autentica
sciatteria sotto forma di ... "musica".
Etichettare "artisti" pseudo- rockers quali
Gary Glitter o Sweet e Slade sarebbe come
rinnegare in pieno il concetto di rock-music intesa
come arte dello spirito ribelle e spesso iconoclasta; altro
non si trattò che di un'immagine tronfia e stantia, tra
le meno fantasiose mai apparse, una irritante quanto offensiva,
vomitevole sequela di lustrini e paillettes, che tanto piu'
luccicavano quanto piu' la musica, quella vera, genuina, scompariva
progressivamente, senza lasciare pressoche' traccia od un ricordo
ben definito o tangibile. Che questa corrente tanto assurda
quanto simbolo dell'inutilità più lampante e sconcertante
abbia avuto un seguito su generazioni di metallari segaioli
incapaci di ricavare dai propri strumenti una benche' minima
scintilla di originalità compositiva risulta sin troppo
evidente, oggi. Molti ascoltatori di musica, ahimè, come
sempre accade, la stragrande maggioranza, non hanno affatto
compreso che quelle poche, pochissime gemme improntate sul fascino
impossibilmente kitsch del glam sono state estratte
da artisti del calibro di David Bowie, Lou Reed,
Marc Bolan e Mott The Hoople (citerei anche i
New York Dolls, sebbene non abbia mai approfondito la
loro, comunque originale, rilevante portata musicale), e non
certo dai già menzionati Glitter and Company. Eccettuato
il leggendario, epocale (e in poche, rare circostanze questo
termine ha assunto si' tale pienezza di significato ed intenzione)
The Rise and Fall of Ziggy Stardsut and the Spiders from
Mars , nessun'altra opera dell'epoca ha mai così
egregiamente riassunto il concetto di decadentismo e ambiguità
sessuale, con un "Duca Bianco" sinonimo di espressività
e genio artistico, uniti ad innegabile sensibilità e
assoluto tempismo musicale completamente fuori dall'ordinario.
Occorrerebbe precisare che, come molti invece hanno sempre pensato
(e mai obiettato), non fu Bowie a portare il glam alla
conoscenza del grande pubblico giovanile: fu Marc Bolan,
e precisamente con Electric Warrior (datato Ottobre 1971,
se non erro) che cominciò ad affacciarsi questa "coloratissima
esposizione" tutta colore e lucchichii rappresentate da
fat guitars e inni semi-adoloscenziali al teenage sex'n'roll.
Fortunatamente, sia Bolan che Mr. Ziggy sarebbero sfuggiti
agli stati piu' bradi di questo sotto-sotto-genere, lasciando
l'infausta, ignobile "eredità" ad altre decine
di glammers idioti e senza una precisa vocazione musicale.
Se
davvero avrete bisogno di un esempio che funga da "guida"
al riconoscimento "glam-artistico" di Bolan, vi è
una frase alquanto significativa contenuta all'inizio di Lady
Stardust , forse il miglior spaccato in assoluto di Bowie,
contenuta, of course, nel leggendario ZIGGY STARDUST: "People
stare at the make-up on his face..." (La gente fissa lo
sguardo sul trucco sulla sua faccia...") - che altro non
è che una piccola, sincera celebrazione all'iconografia
"bolaniana" dell'epoca, segno implicito di come Bowie
stesso sia stato influenzato dalla struggenza e decadentismo
del futuro Re del Glam. Se esaminate alcune tappe fondamentali
all'interno del percorso artistico dei due (intendo nei primi
anni di affermazione personale), uno, sebbene solo a brevi tratti,
sembra rincorrere l'altro: fulgida dimostrazione di cio' e'
Cosmic Dancer, perfetto connubio fotografico dell'epoca,
un esemplare incrocio tra la saga spaziale di Space Oddity
ed una drammatica perdita nel subconscio. Non a caso Cosmic
Dancer, immediatamente a partire dai primi sospesi accordi,
non può che ricordare proprio la vicenda struggente del
Major Tom: i toni sembrano equivalersi, quasi una sia il
sequel dell'altra. Rimarrà in assoluto il capolavoro
di Bolan, mai più eguagliato.
Quanto al pattume di provenienza Sweet and Slade, non
ho molte parole da spendere. Per un buon triennio essi hanno
rappresentato la suprema antitesi del rock piu' creativo e rivoluzionario:
spazzatura per teen-agers senza cervello, oserei affermare senza
pudore alcuno, musica (se il termine può apparirvi lecito)
senza una precisa collocazione temporale, creata apposta per
insulsi parties a base di aranciata e Coca-Cola, aventi la medesima
valenza degli isterismi di massa esercitati in favore di idoli
pop italiani quali Rita Pavone o Little Tony, passando per altri
sciocchi pseudo-eroi apparsi in Cantagiri ed orribili edizioni
del Festival di Sanremo.
Ovvero: il cattivo gusto pare non avere mai fine, e per le nostre
orecchie tutto questo non può che comportare un martirio
infinito, tanto orrorifico da ledere il nostro udito in fatto
di musica vera.
In sintesi, quando l'idiozia e la totale mancanza di classe
o idee che rasentino un minimo di originalità vengono
sposate alla musica, avrete come "demone partorito"
il filone del Glam Rock: un figlio degenere, con un quoziente
intellettivo molto al di sotto della media; una "creatura"
che spaccia continuamente (incessantemente) trucco, rumore ed
insensati assoli al fulmicotone per creatività, illudendo
(perche' di illusione altro non si può che parlare) un
giovanissimo, ancora vergine (in tutti i sensi) pubblico senza
pretesa alcuna , e soprattutto, senza la minima intenzione di
poter razionalmente pensare e successivamente realizzare quale
sia davvero il confine tra il bello ed il brutto, tra l'arte
e il trash, tra il talento e l'idiozia piu' belligerante
e sconfinata. |
© Alan Tasselli 2003 - per gentile concessione dell'autore
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