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Giorgio Gaber
(a cura di Vincenzo Mollica e Valentina Pattavina), Parole
Canzoni, Stile Libero - Einaudi
Prosegue la fortunata serie dellEinaudi nelleterogenea
collana Stile Libero dove si mescola il romanzo al saggio,
passando per il fumetto, la musica, il cinema e la poesia.
Per Giorgio Gaber si scomoda la formula libro + video, già
utilizzata per Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini
e Lucio Dalla. Alla regia la coppia Vincenzo Mollica
e Valentina Pattavina.
Il cofanetto si propone come una sorta di antologia ragionata
di un artista controverso che ha attraversato, non sempre
indenne, quarantanni della nostra storia. Voce critica,
simpatico sornione, brillante provocatore.
Il libro è curato da Valentina Pattavina con
prefazione di Gad Lerner e introduzione di Massimo Bernardini.
"Gaber è forte, è duro, ma non è
cinico. Mai lo sorprenderete a irridere le passioni dei singoli
o delle masse in movimento. Al contrario, le canta ogni volta
con il tono di un intenso rimpianto... Per questo lui che
nel 1968 aveva già trent'anni, e da un decennio calcava
le scene dal rock'n'roll a Canzonissima, può legittimamente
assumere su di sé la rappresentanza di quella generazione
cui si era cosi insolitamente accostato. E, infine, ha i titoli
per comprenderne e cantarne la sconfitta
Canta la nostra
fragilità esistenziale e intanto ci mette in guardia
dal sottile pericolo dell'imbecillità sempre in agguato
dietro l'angolo" sentenzia brillante Gad Lerner nella
prefazione del volume; volume che raccoglie ,in un rigorissimo
ordine cronologico, unampia selezione delle canzoni
e dei monologhi teatrali scritti da Gaber con il fido Sandro
Luporini, bella penna e inefficace pennello, come abbiamo
potuto verificare ad una sua personale milanese.
Il titolo del libro, La libertà non é star
sopra un albero, ben sintetizza la verve di Gaber, la
sua scrittura curata sempre alla ricerca dellassonanza
musicale e dellespressione a diversi livelli di lettura.
Una lettura da meditazione, consigliabile. Fulminanti testi
che accompagnano la forma canzone e sanno trasformarsi in
irriverenti monologhi in bilico tra il comico e il surreale,
con ampi sconfinamenti nel drammatico e nellesistenziale.
Il video è una sintesi antologica del percorso
di Gaber, compilato da un filologico Vincenzo Mollica, che
intramezza e ricompone chicche e pezzi raramente fruibili.
Dalle riserve della paleo-televisione escono stralci dal Musichiere,
dove Gaber fece la sua prima apparizione televisiva; dalle
storiche apparizioni a Senza Rete nel 1969 (Non arrossire,
Suona chitarra, Com'è bella la città, Il tic)
ai mitici duetti con Mina a Teatro 10 con quel Barbera e Champagne
che regala emozioni a trentanni esatti di distanza (la
trasmissione era del 1972, la canzone precedente).
Qualche brano dagli spettacoli teatrali viene riproposto nel
concerto registrato alla Versiliana nel 1991.
Per la neo-televisione ecco le apparizioni di Gaber alla geniale
Francamente me ne infischio guidata da Adriano Celentano nel
2000 e unapparizione a Pinocchio del 1988 dove propose
Qualcuno era comunista. Un piccolo cammeo è la riproposta
degli Ja-Ga Brothers (ma nella versione 1992) che univa, come
Blues Brothers ante litteram, Giorgio Gaber e Enzo Jannacci.
Settantasei minuti di gradevolissimo intrattenimento, dalla
canzone alla televisione senza scordare il teatro.
© Stefano Gorla 2002 - per gentile concessione dell'autore
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