|
FUMETTI
IN PRIMA LINEA di Paolo Ferrara
Essenzialmente i prodotti artistici
come letteratura e cinema vivono principalmente per intrattenimento.
Concetto molto più complesso di quanto si possa credere
spesso è interpretato come un uso negativo, o comunque
limitante di questi mezzi, nonostante sia il più diffuso.
E proprio in questa chiave, nei suoi termini più dispregiativi
e associato spesso a infantilismi, viene vissuto il fumetto
come media.
Non discuterò di intrattenimento o delle possibili
funzioni del fumetto, della dignità e delle grandi
potenzialità che questo mezzo ha più volte dimostrato:
credo che larte, nelle sue forme e nei suoi utilizzi,
da quelli considerati più alti a quelli considerati
più bassi, vada vissuta in modo assolutamente personale.
Quello di cui voglio parlarvi è di una scelta. Una
scelta che hanno compiuto alcuni autori.
Autori che si sono scontrati con la realtà della guerra,
in maniera più o meno diretta, e in qualità
di narratori hanno sentito il bisogno e l'urgenza di raccontare
il loro vissuto, trasmetterlo al prossimo. E lo hanno fatto
a fumetti.
Il primo e più importante é forse Art Spiegelman
con il suo Maus. Il più importante perché
è stato capace di suscitare interesse oltre il mondo
del fumetto, conquistando premi su premi fino al Pulitzer,
per la prima volta assegnato ad un fumetto.
Maus è un opera monumentale con cui Spiegelman fa fumetto,
biografia, autobiografia e metafumetto insieme. Maus racconta
la storia di Art Spiegelman che decide di realizzare un libro
intervistando suo padre, ebreo sopravvissuto ai campi di sterminio.
Maus racconta della gestazione e della nascita di Maus, arrivando
a raccontare dei suoi primi successi, delle scelte. Maus racconta
il rapporto tra Spiegelman padre e figlio, i dolori, le incomprensioni.
Senza vergogne e remore. E Maus è la storia del padre
di Spiegelman a cavallo della guerra, la cattura, la prigionia
dei campi e di come è sopravvissuto.
Ma la questione non si chiude qui, perché Maus compie
una coraggiosa scelta iconografica per raccontare orrori e
dolori: Spiegelman decide di disegnare gli appartenenti ad
una determinata nazionalità con il volto di un animale
specifico. Gli ebrei avranno il volto di topo e i tedeschi
il volto di gatto. Scelta non indifferente, così come
il peso che assume a livello di narrazione e di percezione
della storia.
Dopo Maus un secondo autore vince il Pulitzer con i suoi fumetti.
Si tratta dellamericano Joe Sacco, giornalista
che visita luoghi di guerra come la Palestina e la striscia
di Gaza. Osserva con occhio attento, vive e racconta in forma
di fumetto le sue esperienze. In Italia abbiamo visto approdare
Palestina, edito dalla Phoenix di Bologna, e
a breve vedremo Gorazde, edito da Mondadori. Con un
tratto underground, specchio grafico deformante, Sacco ci
racconta senza fronzoli per esperienza diretta. Con Palestina
ci offre un ottica virtualmente nuova, snobbata dai mass-media,
raccontandoci la vita di una zona calda da chi sta dallaltra
parte della barricata, quei palestinesi che per noi, abituati
ai telegiornali, sono poco più che un idea. Un ottica
forse scomoda e terribile.
Un terzo autore underground è stato testimone diretto
di fatti di guerra. Siamo tra i delitti dellex-Jugoslavia,
dove Alexandar Zograf (ma questo è il suo nome
darte) vive e lavora assieme alla moglie Gordana. Sasha
(questo il suo vero nome di battesimo) realizza fumetti che
sono una sorta di ricerca: il suo interesse è per il
mondo onirico e nei suoi Hypnagogic Rewiev,
che produce e distribuisce autonomamente, riporta le visioni
che raccoglie nel sonno o in uno stato di dormiveglia, ipnagogico
appunto, che si è allenato a raggiungere. Ma ad accompagnare
i sogni cè la vita di tutti i giorni. Così
potrete riscoprire i primi barlumi di situazioni di guerra
già in volumi editi in Italia come Diario
per il Centro Fumetti Andrea Pazienza o Psiconauta
per Punto Zero. Punto Zero pubblica poi altre due opere del
nostro cugino doltreadriatico. Il primo è un
piccolo volumetto dove raccoglie le mail che durante tutto
il periodo di guerra Sasha e sua moglie inviavano agli amici.
Un documento affiancato dai comunicati stampa che giravano
il mondo, per poter offrire un raffronto tra quello che ci
offrivano i mezzi di comunicazione e cosa offrivano le finestre
dellex-Jugoslavia. Il secondo è il recente Saluti
dalla Serbia che raccoglie le pagine a fumetti settimanali
pubblicate su di un quotidiano di Chicago. Vere e proprie
pagine di diario da una nazione in guerra.
Joe Kubert è un autore famoso nel mondo del
fumetto americano e non. Artista storico, ha lavorato su quasi
tutti i personaggi più famosi (e di intrattenimento),
a partire da Tarzan fino ad arrivare a Batman. Kubert era
un cliente e amico dellagente artistico Ervin Rustemagic
di Sarajevo. Quando nel 1992 lex-Jugoslavia cominciò
la sua guerra intestina, Ervin, intrappolato con la famiglia
in una città sotto assedio comincia a spedire fax ad
amici e clienti, raccontando orrori, crudeltà e barbarie.
Con questi documenti Kubert ha realizzato Fax from Sarajevo,
edito in Italia da Alessandro Edizioni, dove ricostruisce
ciò che gli viene raccontata tramite quei messaggi
lanciati nelletere.
Questi quattro sono gli esempi più eclatanti, i più
forti. Quelli letture capaci di scuotere fino in fondo, che
personalmente più di una volta mi hanno portato vicino
alle lacrime. Opere uniche che non lasciano indifferenti.
Aprire uno di questi volumi vi comporta un rischio, sappiatelo
bene. Fanno male, fanno male nei punti più profondi,
un male che non potrete esorcizzare dicendovi è
solo una storia. Perché questa è la Storia.
Su quelle pagine ci sono persone che potreste anche incontrare.
Alexandar Zograf è spesso in Italia, chiamato da amici
e ammiratori fumettisti per varie manifestazioni. Joe Sacco
sarà in Italia a febbraio, per una mostra e un seminario.
E tra quelle pagine avrete a che fare con vita reale. Ma è
giusto sapere. È giusto non dimenticare.
Esistono tantissime altre opere a fumetti che parlano della
guerra, magari attraverso la finzione narrativa, ma pur sempre
parlando degli orrori delluomo. Ve ne cito qualcuna
in ordine sparso:
Sarajevo Tango, Hermann, Eura editoriale, che
si ispira alle stesse vicende di Fax from Sarajevo, visto
che Hermann è un altro degli amici con cui Rustemagic
entrerà in contatto (Hermann, grande illustratore e
famoso per la serie fantawestern Jeremiah)
Gen di Hiroshima, edito da Marvel Italia/Panini Comics
in 5 volumi, sulla storia di un sopravvissuto alla bomba di
Hiroshima.
La Storia dei Tre Adolf di Osamu Tezuka, Hazard Edizioni,
in 5 volumi. Una romanzo a fumetti avvincente e struggente
che attraversa tutta la seconda guerra mondiale.
Grendel Tales: Demoni e Morti, Danko Mancan e Erin
Biukovic, Magic Press, dove una storia ambientata in un bizzarro
futuro e con personaggi fantastici assume i colori della guerra
dellex-Jugoslavia.
Racconti dalla Serbia, Tomaz Lavric TBC, Magic Press,
brevi racconti ambientati nei territori di guerra sempre dellex-Jugoslavia
Ali dargento, Ayumi Tachibara, MarvelItalia/Panini
Comics, dove un gruppo di piloti giapponesi si prepara per
un assalto kamikaze.
Racconti di guerra di Will Eisner, Punto Zero,
brevi racconti semi biografici ambientati in Vietnam realizzati
dal grande autore nel periodo in cui era stato ingaggiato
dallesercito per realizzare istruzioni di utilizzo attrezzature
a fumetti.
Yugo, Shu Akana e Shinji Makari, miniserie,
MarvelItalia/Panini Comics, dallatipico protagonista,
infatti racconta delle avventure di un negoziatore.
Hojo World 3, Tsukasa Hojo, su Point Break n°6,
Star Comics, dove un autore solitamente alle prese con serie
umoristiche (Occhi di gatto, City Hunter) ci regala tre splendidi
e struggenti racconti brevi nel periodo della seconda guerra
mondiale.
Questi autori hanno scelto il fumetto come veicolo per raccontare
le loro storie e i loro dolori: siete curiosi di vederne i
risultati?
©
2001 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore
drive
index
| fumetti | archivio
speciali
© Copyright 1999-2010 Stefano Marzorati | a True Romance Production
|