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2002

BATTLE ROYALE: LA BATTAGLIA PER LA SOPRAVVIVENZA
di Marco Barizza

Tratto dall’omonimo romanzo di Koushun Takami, questo Manga viene sceneggiato da lui stesso e illustrato da Masayuki Taguci.
La trama è tanto folle quanto avvincente. Le vicende di Battle Royale, si svolgono all’interno della Repubblica Della Grande Asia, una futuristica nazione che comprende il Giappone e le altre nazioni dell’Asia orientale.

Un dittatore chiamato “L’Egemone”, oltre ad eliminare ogni avversario politico, ha instaurato una politica di parziale chiusura del paese, quindi ogni informazione, scambio commerciale, elementi di cultura esterni alla Grande Asia, vengono filtrati o proibiti dalle forze governative.
Tra le altre leggi assurde ad esempio, vige il divieto assoluto di possesso, vendita ed esecuzione della musica rock.
L’Egemone organizza annualmente un “programma di sicurezza nazionale” per far fronte al dilagare della violenza nelle scuole e alla mancanza di rispetto mostrata dagli alunni verso le istituzioni. Questo programma in realtà, non è altro che un sadico gioco che coinvolge dei ragazzi della terza media.
Ogni anno infatti vengono sorteggiate cinqunata tra tutte le classi terze delle scuole medie della Grande Asia, i ragazzi vengono trasferiti con l’inganno in una località segreta, solitamente un'isola, e da quel momento dovranno uccidersi tra loro, fino a che non rimanga un solo vincitore.
Sotto il controllo del supervisore Kamon, a ognuno viene consegnata una borsa che contiene un'arma diversa: si va dalla forchetta alla mitragliatrice, del cibo e dell’acqua. Ogni studente viene dotato di un collare per il rilevamento della posizione chiamato “Guadalcanal #22”. Questo collare contiene dell’esplosivo che reagisce con la detonazione se i ragazzi cercano di scappare dall’isola, se si fermano in un posto per troppo tempo cercando di sottrarsi al combattimento o se, semplicemente, cercano di toglierselo. Non c’è via di fuga, nè speranza di cavarsela senza combattere: se dovesse sopravvivere più di una persona, verrebbero tutti uccisi.
Questa volta toccherà alla classe di Nanahara e Yoshitoki, due orfani che hanno sempre vissuto insieme nella “Casa Della Misericordia”, una struttura privata che accoglie i bambini che non possono per qualche ragione vivere con la famiglia, cresciuti dall’amorevole Ryoko. Il primo è uno scapestrato ribelle, ex promessa del baseball, a cui piace la musica rock e che non sopporta le ingiustizie, il secondo invece è timido e introverso ed è innamorato di Noriko, un’altra ragazza partecipante al programma. Yoshitoki vive da sempre all’ombra dello spavaldo Nanahara e quando morirà all’inizio del programma, lo stesso Nanahara decide di proteggere l’amata del suo grande amico, a costo della vita. Nella stessa classe ci sono personaggi molto vari e particolari come la disinibita e perfida Mitsuko Soma e le sue compagne di scorribande, la banda di teppisti capeggiati dal freddo e spietato Kiriyama Kazuo, “il terzo uomo” Shinji Mimura, giocatore di basket e provetto hacker, il mago delle arti marziali Hiroki Sugimura e un misterioso Shogo Kawada, reduce da una precedente edizione del “programma”.
Accanto a loro si scopre un universo di altri personaggi più o meno improbabili, quarantadue alunni in totale.

Manga dal forte impatto, con illustrazioni molto crude quanto particolareggiate, che tiene in apprensione il lettore fino alla fine, dai continui colpi di scena e dai risvolti inaspettati. La sopravvivenza degli individui viene messa in discussione, entra cosi in gioco l’istinto, di conservazione da parte di alcuni, di predatori per altri, se poi questo macabro gioco viene applicato a una classe di ragazzini, tutto assume toni più drammatici. Koshun muove una critica in chiave futurista alla degenerazione della società Giapponese.
Da questo sadico Manga nel 2000 il regista nipponico Kinji Fukasaku (lo ricordiamo anche per Tora! Tora! Tora!), scomparso poi il 12 Gennaio del 2003, realizzò il film omonimo: inutile dire che la violenza gratuita espressa nella pellicola suscitò scompiglio.
In Giappone, si arrivò addirittura a una interrogazione parlamentare in seguito alle proteste di alcune organizzazioni di genitori.
Il film, però, acquistò presto fama internazionale grazie anche alla partecipazione di “Beat” Takeshi Kitano (Leone D’Oro a Venezia con Hana Bi) nel ruolo dello spietato professore Kitano (sostituito al responsabile Kamon del manga).
Il regista Quentin Tarantino proclamò Fukasaku, suo maestro, rimanendo affascinato da questa pellicola e difatti scelse per interpretare la parte di Gogo Yubari nel suo Kill Bill, Chiaki Kuriyama, notata proprio nella pellicola del regista nipponico.
Il figlio di Fukasaku, Kenta ha girato un sequel di questo film, Battle Royale 2 – Requiem, che è uscito in Giappone nel 2003.

© 2005 Marco Barizza - per gentile concessione dell'autore