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Joann
Sfar e José-Luis Munuera, Salsiccia e Tartina. Merlino
1. Edizioni BD. 23x30, colore, cartonato, 32 pagine, euro
14,00, libreria e fumetteria.
E finalmente ci si diverte! Il fumetto umoristico, promette
sempre mirabolanti avventure gag e gran divertimento. Non
sempre purtroppo le promesse sono mantenute e, non
sempre in Italia, la scelta è così vasta (se
si tolgono Ratman, Pinky e forse Lupo Alberto, non resta granché)
soprattutto nel mercato del cartonato da noi, per il fumetto
umoristico, praticamente inesistente. Lunga vita quindi alle
coraggiose e attente Edizioni BD che importano dalla
Francia le gustosissime le avventure di Merlino, il
noto mago, in versione bambino.
Il gioco di trasformare in bambini personaggi dei fumetti
ha già dato buoni risultati, fra gli altri, per Spirù
(e con il giovane Spirù presero il via proprio le Edizioni
BD!), Paperino e per Asterix. Si tolgono i freni inibitori
dettati in qualche modo dalladultità (secondo
il frasario di Mafalda, unaltra ragazzina terribile
dei fumetti) e si accentua un punto di vista diverso, divertente,
fantasioso, magicamente aperto allimprevisto e alla
fantasia. Anche con Merlino loperazione funziona e,
grazie a due autori di culto della bedè francese, funziona
a meraviglia. Unavventura piena di ritmo e gag, colpi
di scena e sciabolate ironiche con cui ci si fa beffe dellepica
e del fantasy.
Merlino è un bambino con un ego smisurato e un enorme
cappello in testa che incontro un maiale parlante, o meglio
un mago colpito da un incantesimo; un maiale che risponde
al brillante nome di Salsiccia. Allinedita accoppiata
saggiunge un orco dal nome Tartina. Il simpatico trio
si reca ad un castello per punire la principessa Viviana,
principessa-bambina convinta di essere una strega. Gustose
battute e situazioni al limite del verosimile costituiscono
il nucleo di questo bizzarro intreccio tra avventura e fumetto
umoristico, formula poco praticata nel nostro paese che tende
a coniugare maggiormente il fumetto con il grottesco.
Il prolifico Sfar si conferma uno dei narratori più
intriganti della new wave francese, capace di usare
diversi registri narrativi con una spiccata propensione per
lumorismo, seguendo la strada di maestri di tradizione
franco-belga come Goscinny, Jijé, Morris e Franquin.
Stuzzicante anche lo stile grafico di José-Luis Munuera,
gradevolmente funzionale alla narrazione, uno stile brioso
che ben caratterizza personaggi e ambiente secondo gli stilemi
del fumetto umoristico. In Francia sta per uscire il secondo
episodio della bella serie, Merlino contro Babbo Natale, lo
attendiamo con ansia anche per il mercato italiano.
Stefano Gorla
Paolo Cossi, Tina Modotti. Edizioni Biblioteca dellImmagine.12x
20,5, bianco e nero, 144 pagine, euro 11,00, in libreria e
fumetteria
Personaggio poliedrico, immerso in grandi passioni, Tina
Modotti ha seguito nella sua movimentata vita la stella
della libertà, innamorata dellarte e dellesistenza.
Emigrante,
operaia, attrice e fotografa. Attivista del movimento comunista
internazionale, antifascista, esule e garibaldina di Spagna.
Ha conosciuto e incontrato Robert Capa e Gerda Taro, Antonio
Machado, Dolores Ibarruri, Rafael Alberti, Malraux, Norman
Bethune, Hemingway e Pablo Neruda.
Friulana di origine, nata a Udine nel 1896, emigra con la
famiglia negli Stati Uniti dove si interessa di musica e di
poesia, dipingendo e incontrando intellettuali liberal. Nel
1920 è a Hollywood per interpretare The Tiger's Coat
di Roy Clement. Poi in Messico, la politica e la fotografia.
La vita, gli amori e gli slanci di Tina Modotti sono indagati
da questa bella biografia a fumetti in cui il giovane Paolo
Cossi, promettente matita friulana, mette a fuoco la fascinosa
Tina.
Cossi nel 2002 ha presentato, sempre per le Edizioni Biblioteca
delle Immagini di Pordenone, un intenso volume a fumetti dedicato
a Mauro Corona dal titolo: Corona, luomo del bosco di
Erto. Un volume piacevole che metteva già in luce tutte
le doti di Cossi, a dispetto della sua giovane età.
Cossi possiede una scrittura fumettisticamente accattivante,
dove si alternano diverse tecniche narrative e dove il gradevole
tratto, sempre in bilico tra realismo e deformazione umoristica,
ben si accompagna alla narrazione. Qua e là si scopre
la suggestione che larte fotografica praticata da Tina
ha su Cossi: Tina Modotti ha utilizzato la fotografica come
strumento di indagine e di denuncia sociale, Paolo Cossi usa
il fumetto come strumento di indagine nella memoria del Novecento,
indagine che ci fa incontrare il grande fotografo Edwar Weston,
la pittrice Frida Kahlo e mille altri personaggi che hanno
incrociato la loro strada con quella di Tina. Fra i grandi
che si appassionarono alla figura della Modotti troviamo anche
Pablo Neruda, che offrì i suoi versi per la tomba di
Tina: "...sul gioiello del tuo corpo addormentato ancora
protende la penna e l'anima insanguinata come se tu potessi,
sorella, risollevarti e sorridere sopra il fango". Una
gradevolissima biografia a fumetti, in cui Cossi segue con
estro i passi di Davide Toffolo, che ha pubblicato per la
stessa casa editrice le biografie a fumetti del pugile Carnera
e di Pier Paolo Pasolini. Per la biografia della rivoluzionaria
Modotti in quarta di copertina si resuscita uno slogan di
qualche decennio fa: "Né santa, né puttana
solo donna"; una donna che ha lasciato unimpronta
profonda e che questo biografia a fumetti aiuta a ricordare.
Stefano
Gorla
Quello Tsunami di Nihei
Tsunami è il nome di uno dei nuovi progetti a cui la
nuova Marvel di Quesada ci ha abituato. Questo nello specifico
ha alla base un profondo mescolamento tra manga e comics,
mescolando gli stili e utilizzando sui classici personaggi
della Casa delle Idee un approccio e autori nipponici. La
seconda ondata ha partorito un caso particolare, la miniserie
Snikt! scritta e disegnata da Tsutomu Nihei,
astro emergente del manga di fantascenza, miniserie che potrete
gustarvi in un unico volume italiano per l'apprezzabilissima
collana 100% Marvel. Protagonista della miniserie, il cui
titolo riprende l'onomatopea associata ai suoi artigli, è
Wolverine, il più famoso e amato membro degli X-men.
L'autore, lo stesso di Blame! e Noise, entrambi pubblicati
sempre da Marvel Italia. Il risultato, decisamente disarmante.
Tecnicamente sembra di trovarci in una sorta di crossover
di atmosfere, come se Wolverine si fosse trovato improvvisamente
teletrasportato nei mondi distorti di Nihei. In realtà
la cosa accade sul serio anche nella storia: il mutante artigliato
viene infatti trasportato in un futuro catastrofico dove sembra
essere l'ultima speranza per i sopravvissuti della razza umana.
Siamo subito proiettati nelle geometrie di Nihei, disturbanti
e colossali, dove gli esseri umani appiano insignificanti
e spauriti, facili prede di creature allucinanti che combinano
tecnologia e mostruosità in un apetto alieno terrificante.
I dialoghi sono piuttosto essenziali, vinti dalla dinamicità
incredibile che vive dentro le vignette. Forse il tempo di
lettura di questo volume dannatamente incalzante vi risulterà
decisamente breve, ma questo non lede certo la sua intensità.
Una volta divorato (difficile fruirne altrimenti) potrete
con calma tornare indietro ad ammirare le splendide tavole
di Nihei, a cui forse il colore non giova così tanto.
Il suo tratto cupo, sporco e graffiato ma a tratti essenziali,
soprattutto quando delinea i volti (confrontato con le opere
pubblicate finora, quello di Wolverine risulta finora il volto
più ricco di segni che la matita dell'autore giapponese
abbia prodotto), possiede un intensità particolare
con il bianco e nero. I colori, stesi al computer, hanno un
ottimo effetto sulle creautre cyubernetiche, i Mandate o il
Colonnello e i suoi veicoli, ma perde di forza e offre una
sensazione di surpluss quando sulla scena appaiono solo umani
(o mutanti).
Colori a parte, Nihei rispetta pienamente il nome del progetto
in cui è stato coinvolto. Snikt, infatti, travolge
come un ondata violenta, offrendoci un ibrido particolarmente
straniante per i classici appassionati di comics e un interessante
esperimento per i mangofili.
Un ottimo fumetto per tutti gli altri.
Paolo
Ferrara
© 2004 Stefano Gorla e Paolo Ferrara - per gentile concessione
degli autori
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