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"Maybe on earth,
maybe in the future"...
Leggendo la frase di apertura di BLAME!, opera prima di Tsutomu
Nihei, ci si rende conto di non avere a che fare con un opera di semplice
lettura. La trama, che si basa sul topos del quest (il protagonista Killy
parte alla ricerca della cosiddetta "rete dei geni terminali"
e di esseri umani con DNA non contaminato) passa rapidamente in secondo
piano, mentre il disegno cattura completamente l'attenzione del lettore.
Immaginate un'amalgama tra H.R. Giger e un Piranesi in acido
e vi sarete fatti un' idea dell' universo grafico di BLAME !: architetture
ciclopiche, al confronto delle quali le figure umane sono talmente minuscole
che tendono a scomparire; esseri e ambienti a metà tra l'organico
e l'inorganico, un' ambientazione cupa e claustrofobica (tutta l'azione
si svolge in ambienti chiusi).
Se a tutto questo si aggiunge la quasi assoluta mancanza di dialoghi (il
primo volume è quasi completamente muto; come colonna sonora vi
consigliamo del buon noise giapponese) si intuisce facilmente che
questo manga produce in ogni lettore sano di mente un profondissimo senso
di angoscia: Killy vaga in questo mondo facendo la conoscenza di strani
esseri (per lo più ostili), armato di una pistola dotata di un
potenziale di fuoco incredibile, quasi che le enormi strutture che lo
circondano siano state costruite esclusivamente per essere distrutte in
modo violento e spettacolare, suscitando un senso di "estasi della
distruzione" che ricorda decisamente il finale di Akira di Katsuhiro
Otomo.
Le influenze di Nihei, classe 1971, in precedenza assistente di Tsutomu
Takahashi (autore dello strepitoso poliziesco Jiraishin, pubblicato
in Italia da Star Comics) sono molteplici: sicuramente i suoi studi di
achitettura hanno avuto grande peso per l'elaborazione degli allucinati
e allucinanti edifici che sfondano continuamente i limiti imposti dalla
pagina; la pesantissima retinatura sembra richiamare il Kya Asamyia
di Silent Möbius. Inoltre l'autore pare suggerire (si tratta
sempre di suggerimenti: non ci si devono aspettare risposte definitive
in BLAME !) che l'intera struttura da lui presentata possa essere un'enorme
astronave alla deriva nello spazio, un'idea che richiama il Robert
Heinlein di Universe. Naturalmente l'atmosfera generale di
realtà vista come incubo paranoico e claustrofobico, sul punto
di spezzarsi da un momento all'altro, riporta alla lezione di Philip
K. Dick, l'autore che ha più influenzato il fumetto, il cinema
e la letteratura fantastica degli ultimi venti anni. In
definitiva, un'opera ansiogena e angosciante. Imperdibile.
Mentre prosegue la serializzazione di BLAME! sulle pagine del mensile
Afternoon della Kodansha, Nihei ha cominciato la realizzazione
di un nuovo manga su Afternoon Season, della stessa casa editrice.
È legittimo aspettare questo nuovo prodotto con impazienza. E parecchia
inquietudine.
© Adriano Barone 2001 - per gentile concessione
dell'autore
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