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Autori Vari. I Maestri Disney Oro n.25. Gennaio 2003, The
Walt Disney Company Italia. 17x24, colore, brossurato, 194
pagine, euro 7,80, edicola e fumetteria.
Una prima volta da ricordare quella che ha presentato
in gennaio, la bella e curata rivista dedicata ai maestri
italiani dello stile Disney. Dopo disegnatori e autori completi
si dedica finalmente un volume a uno sceneggiatore e, un signor
sceneggiatore: Guido Martina, lo sceneggiatore per
antonomasia in casa Disney.
Chiamato scherzosamente, seppur con rispetto, il professore,
Martina portò nel mondo del fumetto tutto il suo amore
per la letteratura e la propria solida cultura umanistica.
Con due lauree (una in lettere e una in filosofia) e nessuna
concezione elitaria della cultura, Martina esercita con passione,
competenza e risultati eccellenti la sottile arte della sceneggiatura.
Fu Martina a inaugurare la collana delle grandi parodie disneyane
con Linferno di Topolino, portando gli allegri topi
e paperi nelluniverso dantesco. E fu sempre Martina
a riproporre in chiave disneyana oltre trenta classici della
letteratura, da Paperino di Bergerac alla Paperopoli liberata
passando per Buck alias Pluto e il richiamo della foresta.
La produzione di Guido Martina spaziò anche nelle lande
non disneyane: creò il cowboy leale e coraggioso Pecos
Bill, collaborò con i giornali satirici Il Bertoldo
e MarcAurelio e produsse fumetti di taglio storico per
il Vittorioso. Scrisse sketches radiofonici, avventure per
ragazzi, fotoromanzi e compilò enciclopedie per ragazzi.
Un autore a tutto campo, di grande duttilità e di enorme
cultura, cultura non ostentava ma sapientemente mediata nei
diversi generi letterari.
Il volume, nella collezione adusa a presentare le migliori
penne e matite della produzione fumettistica Disney italiana
(di fatto tra i migliori e più prolifici autori Diseny
nel mondo!), presenta unintelligente selezione di alcuni
dei lavori di Martina, compilando un ottimo saggio, naturalmente
parziale, della sue doti di sceneggiatore.
Troviamo la parodia Paperino di Münchhausen per
i disegni di Pier Lorenzo De Vita, e Paolino Pocatesta
e la bella Franceschina, parodia della trasposizione musicale
che Riccardo Zandonai fece del dramma Francesca da
Rimini di Gabriele DAnnunzio, a sua volta si ispirato
alla Divina Commedia.
Chiude il volume, oltre ai preziosi apparati redatti da AlbertoBecattini
e Luca Boschi, una rara storia creata nel 1969, per
un albo speciale mai ripubblicato. Si tratta di un omaggio
allo Zecchino doro, concepito dalla collaborazione tra
la Disney e i Frati dellAntoniano di Bologna. Una vera
chicca che ingolosisce e invita allacquisto del volume.
Friedrich Dürrenmatt e Sergio Toppi, ABU CHANIFA E ANAN
BEN DAVID, Letteratura illustrata per lEuropa n.3, Studio
Michelangelo Edizioni. 20x26,5, bianco e nero, brossurato,
48 pagine, euro 15,00, in libreria e fumetteria.
Bagdad 760 d.C. Due teologi, uno mussulmano e uno ebreo, sono
imprigionati da un capriccioso califfo a causa di unincresciosa
disputa teologica.
Su
questa base Dürrenmatt costruisce un apologo di
rara intensità che, a ventisette anni dalla pubblicazione,
è di strabiliante attualità. Quasi una profezia.
Il fato e la volontà di Dio, il labirinto come immagine
del mondo e della storia, la metafora del territorio sacro
dove vivere in armonia o in lotta, sia esso una cella o il
mondo, il terrore e il bisogno dellaltro, sono resi
con incisività in una trama dove lapologetica
si incontra con la metafora e con la parabola.
La Bagdag dove si apre chiude la vicenda è più
un luogo della mente e della memoria che un luogo fisico,
così come la dimensione della temporalità si
trasfigura abdicando alla sua assolutezza. Come in ogni parabola
all'unicità di un testo corrisponde una molteplicità
di significati cui lautore allude permettendo diversi
livelli di lettura.
Una di queste letture è data dalle illustrazioni di
Sergio Toppi che accompagnano, arricchendolo, il testo.
Toppi, maestro del segno corposo e narrativo, interpreta con
forza Dürrenmatt.
Scrutando tra le pieghe del testo, Toppi, fa emergere i protagonisti
della vicenda fissando dettagli significativi che affiorano
dal foglio bianco ammaliando il lettore. Intensi i passaggi
che Toppi sceglie di illustrare fornendo un intrigante percorso
di lettura del testo.
Lunione ricca tra testo letterario e sua interpretazione
grafica, è tra i punti di forza della collana Letteratura
illustrata per lEuropa che presenta, a fianco della
traduzione in italiano, il testo in lingua originaria. La
traduzione dal tedesco, in questo caso, lascia perplessi riguardo
ad alcune scelte ortografiche un po stantie, come il
riferirsi a Dio con la lettera minuscola, riservando per contro
la maiuscola ai libri delle diverse scritture sacre.
La collana dopo aver presentato lavori della letteratura francese
e inglese riletti dal magico pennino di Dino Battaglia,
ora offre lottimo Toppi, sempre più riconosciuto
come maestro a livello mondiale.
Se il testo di Dürrenmatt è intrigante e, a tratti
profetici, il lavoro di Toppi conquista, confermando i giudizi
di quanti lo affiancano, senza timori, a grandi illustratori
del passato da Doré a Klimt e Schiele.
© 2003 Stefano Gorla - per gentile concessione dell'autore
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