intervista a Francesca Ghermandi

recensione di Americana sul sito di Time

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Francesca Ghermandi, PASTICCA. Stile Libero n. 1903. Einaudi. 16,5x24, bianco e nero, brossurato, 120 pagine, euro 9,00, in libreria e fumetteria.

Paura, dolcezza e crudeltà. È la triade che la Ghermandi offre ai suoi lettori in questa accattivante storia muta, tutta disegno e poesia.
La protagonista di questo volume è una buffa bambina dalla testa a forma di pastiglia, simpaticamente tonda; una bambina spigliata e incosciente, vittima di uno scherzo crudele fattole da altri bambini. I bambini sono un affascinante mondo dove dolcezza e crudeltà convivono. Sono vitali e pieni di fantasia, pronti a vivere o a creare avventure nate magari da uno scherzo. Scherzo che porterà la piccola Pasticca a compiere un avventuroso viaggio in autobus: l’autobus scodellerà la piccola bimba sperduta nella grande città, e qui assieme al repertorio classico delle paure infantili, Pasticca, farà esperienza della più diversa umanità. Uomini buoni e donne cattive, bambini crudeli e capricciosi, adulti infantili e lucignoli pronti a tentare la piccola Pasticca. Tra lunapark, circo e angusti appartamenti, Pasticca vive una serie d’avventure, in cui realtà e fantasia si confondono. Un volume muto dove si mostrano, in un racconto coerente e gradevole, le paure infantili. Un percorso accattivante, disegnato dalle calde matite di Francesca Ghermandi, fumettista e illustratrice di fama europea. Nell’onirico universo disegnato dalla Ghermandi troviamo giocattoli parlanti, gatti sardinomani e paperi nevrotici. La pastiglia antropoformizzata, che ha avuto un passato con il nome Pastil e che ora si chiama Pasticca, è fulcro attorno al quale la Ghermandi costruisce le sue storie dove s’incontrano quotidianità, sogno e fantasia. La narrazione è strutturata in quattro momenti, ognuno dei quali vede il segno della Ghermandi confrontarsi con l’arte della matita. Il risultato invita alla lettura e alla rilettura, perché alla levità del testo, fa da contrappunto un ricco disegno attendo ai particolari e alla sintassi del linguaggio-fumetto. Francesca Ghermandi, salutata come una vera rivelazione sia in Francia sia negli Stati Uniti, ha un naturale talento narrativo che sa sfruttare fino in fondo le potenzialità del segno. Un segno che cattura con simpatia e ha il pregio di raccontare con forza. Un volume assolutamente gradevole.
Stefano Gorla

James Sturm AMERICANA. Coconino Press. 17x24, bianco e nero e bicromia, brossurato, 190 pagine, euro 14,00, in libreria e fumetteria.

Una squadra di giocatori di baseball ebrei, negli anni Venti del secolo scorso, gira gli Stati Uniti su di un vecchio autobus sfidando le squadre locali: quattordici giorni per venti partite in sei Stati diversi. Un tour massacrante, amplificato da diffidenze e razzismo, dove la squadra de Le stelle di David mostra luci e ombre della provincia americana secondo la linea tracciato da uno sport profondamente americano: il baseball. La meccanica del gioco di squadra e gli assoli dei singoli membri, la tecnica e la spettacolarizzazione del gioco, i prodromi del marketing sportivo, sono gli elementi.
Una narrazione fluida e un segno accattivante, mai scontato, caratterizza James Sturm, brillante autore newyorkese, cresciuto alla scuola di Art Spiegelman. Sottile sia nel tratto sia nella rappresentazione delle atmosfere, nell’ambientazione curata delle storie attraverso le quali ci mostra quadri esplicativi di storia americana. Se buona parte del volume è occupata dalle vicende della squadra ebrea di baseball, difesa dall’ennesima incarnazione della mitica figura del Golem (qui un giocatore nero!), nel racconto Decine di metri sottoterra, si mostra con tratto graffiante il destino tragico della maggior parte dei cercatori d’oro. Il tratto si scava nelle viscere della narrazione mettendosi in parallelo con lo scavare dei cercatori d’oro; una scelta interessante. Infine, in The Revival, Sturm segue il viaggio di alcuni coloni nel Kentucky ai primi dell’ottocento: vita dura e il più grande raduno religioso del tempo, tra fondamentalismi biblici, fanatismi e fede vissuta.
Tre racconti vitali che, in filigrana, mostrano il tessuto della società americana, tra aperture e chiusure, dove emerge con forza il tema delle intolleranze razziali, delle rigidità di una nazione dove si incontrano tradizioni e razze diverse, tutte alla ricerca di un’opportunità, tra il mito e la realtà del “nuovo mondo”.

Stefano Gorla

© 2003 Stefano Gorla - per gentile concessione dell'autore

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