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Alain Ayroles e Bruno Maïorana, Garulfo. Dallo stagno
al castello n.1. Edizioni BD. 23x32, colore, cartonato, 48
pagine, euro 13,50, fumetteria e libreria.
"Oh tristi dei che mi affibbiaste questo squamoso
involucro, io andrò contro i vostri editti affinché
possa attraversare
mille luoghi, sconfiggere mille pericoli e per questo perdere
la mia anima
io sarò un uomo". Parte come
sconsolata preghiera e si conclude come un urlo di riscatto
con tanto di pugno alzato contro il cielo quello di Garulfo,
ambizioso anfibio, affascinato dalla vita dei bipedi, splendore
- ai suoi occhi - della scala evolutiva. "Io sarò
un uomo" è lurlo di riscatto con cui il
combattivo batrace con accanita determinazione affronta il
mondo che, nella gustosa sequenza, è rappresentato
dal prato dei mostri (in realtà semplici
mucche!): luogo misterioso e pericoloso che segna il confine
con tra la palude e il territorio degli umani.
Una serie gustosissima giunta dalla Francia grazie allagguerrita
casa editrice emiliana specializzata in volumi a fumetti provenienti
dal mercato francobelga.
Serie spassosa con un inizio fulminante dove facciamo conoscenza
della rana Garulfo e della sua esistenza, decisamente grama,
tutta tesa al riscatto. Una rana che maledice i naturalisti
sapienti che "battezzano una specie senza chiedere il
suo parere!".
Una rana fautrice del proprio destino, che convince una strega
a compiere un sortilegio che possa tramutarla in essere umano,
guidata dalle folli promesse ascoltate nelle favole umane.
Un serie ben scritta, con testi salaci e una sceneggiatura
ricca e intrigante. Gradevole anche il disegno che sa coniugare
i toni ora comici ora avventurosi della serie. Molto curato
anche il colore che ben accompagna lo svolgersi delle vicende.
La serie è creata da Aron Ayroles, brillante
sceneggiatore particolarmente attivo anche nel campo del disegno
animato, che sa divertire e affascinare il lettore, solleticandolo
attraverso luso di diversi registri narrativi. Ancora
una volta leditrice BD si dimostra attenta nella scelta
del materiale da tradurre continuando a proporre serie che
mescolano toni comici e avventurosi, formula di grande successo
nel mercato francobelga, decisamente meno fortunata dalle
nostre parti.
Bruno Enna e Alessandro Perina, Nello specchio. X Mickey n.1.
The Walt Disney Company Italia. 17x25,5, colore, spillato,
82 pagine, euro 1,00, in edicola.
Un mago alchimista e uno specchio magico che cattura lidentità
di un mostro. Un tempo in cui chiunque possedeva uno specchio
aveva paura di usarlo. Sono lantefatto dellavventura
iniziale di questa nuova saga disney
che vede in Topolino il protagonista assoluto, viaggiatore
nel mondo dellimpossibile. X Mickey è
il nuovo mensile lanciato dalla Disney, che strizza locchio
alla voglia di magico manifestatesi in Harry Potter o nel
disneyano WITCH. Magico che si coniuga il misterioso secondo
i dettami del televisivo X Files o del fumettistico
Martin Mystère
insaporito da qualche traccia di Dylan Dog, tra mostri e spettri.
Un progetto ben congegnato, studiato nel dettaglio, attento
alle caratteristiche dei comprimari, con alter ego di Pippo
e Minni esistenti in unaltra dimensione: i simpatici
Pipwolf (un simpatico e pasticcione pippide mannaro)
e Manny e con una versione disneyana dello Yoda di
Guerre Stellari.
Attenta è anche lattenzione alle ambientazioni.
Scopriamo lesistenza di un Quartiere Vittoriano a
Topolinia, quartiere perennemente immerso nella nebbia dal
quale emerge una caratteristica locanda: il Topo Bianco (qualche
risonanza con il Cervo Bianco dei racconti di Arthur C. Clarke?)
frequentata da strani e misteriosi avventori. Siamo anche
resi edotti dellesistenza di una curioso e fascinoso
negozio di antiquariato, La bottega degli errori, anchesso
sperso nel fantomatico Quartiere Vittoriano.
Il formato, la grafica generale, loperazione nel suo
insieme sono quelle già stata sperimentate con successo
nelloperazione Mickey Mouse Mystery Magazine
e con PK 1 e 2.
Lascia un po perplessi la consistenza narrativa di questo
primo episodio (e nulla cambia, purtroppo, con il secondo
e il terzo numero della serie) che non si discosta dal livello
medio delle storie presentate sul settimanale Topolino. Che
sia solo un assaggio di mirabilia future? Cè
da sperare che la serie decolli? Le premesse ci sono ma ancora
troppo deboli sono gli intrecci e le loro risoluzioni, a volte
decisamente banali.
Resta lindagine del lato meno sviluppato del topo disneyano,
quello irrazionale che si ricollega alla giocosa anarchia
delle origini, prima che sul personaggio arrivasse il realismo
avventuroso di Gottfredson, al quale va comunque riconosciuto
il merito di aver introdotto, seppur dopo anni di storie con
fantasmi falsi, spettri veri e propri nelle storie
del nostro razionalissimo eroe.
Al di là dei fantasmi, veri e falsi, e lepisodio
di Topolino apprendista stregone in Fantasia la tematica dellocculto,
dellirrazionale e del misterioso è sempre stata
poco praticata da Topolino più avvezzo al mistero o
allenigma.
Questa serie cerca di battere nuovi sentieri, potenzialmente
ricchi e lo fa anche attraverso le parole che un personaggio
della serie dice a Topolino nel primo episodio: "Il brivido,
Topolino! Fidati sempre del brivido". Vedremo se questa
sarà la via maestra delle prossime avventure.
© 2002 Stefano Gorla - per gentile concessione dell'autore
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