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CARNERA. LA MONTAGNA CHE CAMMINA, di Davide Toffolo. Edizioni biblioteca dell’immagine. Pagg. 156; Euro 11,36.

L’allegro ragazzo morto e la montagna che cammina
Ci aveva lasciato credere di essere incatenato al genere adolescenziale, con i suoi buffi fantasmi e i suoi allegri zombi. Ci aveva fatto credere di aver cominciato a trascurare il fumetto per la sua musica, con i ritardi allucinanti che ha messo su con il suo Fandango. Ed ecco invece che il nostro buon Davide Toffolo ci stupisce con un volume assolutamente fuori dal comune.
Certo, che avesse un certo gusto retrò e una certa passione per i personaggi della metà del secolo scorso traspariva dalle sue rubriche e da alcuni elementi delle sue storie (ricordate Fregoli?), ma che questo ragazzotto dalla mano magica ci sarebbe saltato fuori con una biografia del pugile –mito Primo Carnera penso proprio non se lo aspettasse nessuno. Fin dalla copertina Carnera – La montagna che cammina è estremamente accattivante. Merito del personalissimo stile di El Tofo e del colosso a petto nudo che ne emerge vivido.
Il lavoro di ricostruzione e ricerca messo in piedi da Toffolo è notevole ed imponente come il personaggio di cui racconta. Ma non è solo questo a rendere eccezionale questo volume. In un viaggio a volte giocoso a volte onirico il nostro autore friuliano ci accompagna attraverso la fulminate carriera di un ragazzo di provincia italiano (sempre friuliano), buono e mastodontico, che da attrazione del circo è arrivato a campione del mondo dei pesi massimi, ammirato ed amato sia dai loggioni che dalle gallerie, sia dalla gente comune che da i grandi personaggi dell’epoca.
Calda e poetica la narrazione fluisce nei toni di grigio del segno, morbido ma deciso.
I personaggi, emergono in appena pochi baloon e poche vignette.
Le scelte, i flashback e le situazioni registiche si susseguono abilmente, trascinando con sé il lettore che non può che subire tutto il fascino di questo personaggio semplice e deciso attraverso una vicenda e un sogno con cui ne condivide la mole.
Davide Toffolo ci dimostra così che è ben lontano dal voler trascurare il fumetto, così come è ben lontano dall’essere un autore facilmente etichettabile, regalandoci un piccolo capolavoro moderno.


Paolo Ferrara 2002 - per gentile concessione dell'autore

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