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UNDER EXECUTION, UNDER JAILBREAK di Hirohiko Araki, Star Comics (collana Storie di Kappa n.85), colori e b/n, brossurato, sovracopertina, pagg. 240, £ 10.000, solo per fumetteria.

Hirohiko Araki è uno dei fumettisti più interessanti in circolazione, e non solo nel mondo del fumetto giapponese. Autore internazionale a soli 24 anni grazie al suo fumetto Baoh (uno dei primi a essere pubblicato negli USA dalla Viz e ristampato da Star Comics proprio in questi mesi), crea nel 1987 quello che sarebbe diventato il suo capolavoro, ovvero Le bizzarre avventure di Jojo, saga generazionale che ha ormai da tempo superato i cinquanta volumetti e si segnala come uno dei fumetti più importanti nella storia della narrativa grafica.
Mentre si dedicava alla creazione di questa serie, Araki ha pubblicato, dal 1995 al 1999, alcuni racconti brevi e miniserie, poi raccolte nell’antologia Under Execution Under Jailbreak.
Si parte con il racconto che dà il titolo alla raccolta e che vede protagonista un condannato a morte che si trova ad avere a che fare con una ben strana cella. Una serie di eventi assolutamente bizzarri si succedono uno dopo l’altro, facendo pensare a una serie di tentativi di esecuzione compiuti a tradimento da un invisibile e sadico demiurgo torturatore. L’atmosfera che si respira e il senso di claustrofobia ricordano parecchio “The Pit and The Pendulum” di Edgar Allan Poe e soprattutto le opere di Philip K. Dick, ma “Under Execution, Under Jailbreak” è pervasa da un senso del bizzarro e dell’irrazionale che permettono d inserire il racconto nel canone neofantastico di cui parla Jaime Alazraki nel suo libro “En busca del unicornio”, dedicato alla narrativa di Cortázar. A differenza del fantastico tradizionale, il neofantastico si distingue per la sua insistenza sul non-sense, per un’inquietudine che contamina la sfera razionale e che pervade le situazioni narrate, che sono suscettibili di un tale numero di interpretazioni da poter averne infinite, o nessuna. Nel caso del racconto di Araki, questo senso dell’assurdo si manifesta in senso prettamente fisico, attraverso il corpo del protagonista che va progressivamente e letteralmente a pezzi a causa delle torture subite, e con la presenza inquietante di animali, inquietante non per la bizzarria dell’animale in sè, ma per la sua presenza assolutamente ingiustificata (e questo particolare ricorda ancora una volta Cortázar: basti pensare ai coniglietti vomitati dal protagonista di “Carta a una señorita en París”, in Bestiario, o alla visita notturna del cavallo bianco che sconvolge la vita della coppia in uno dei racconti di Octaedro).
“Dulce and his master” è un altro racconto in cui la storia di un estremo tentativo di sopravvivenza si sovrappone all’esplorazione di una mente umana che si avvicina alla follia, rendendo molto difficile giudicare con oggettività i fatti che vengono narrati.
“Così parlò Rohan Kishibe” è invece un racconto ambientato in Italia narrato da uno dei protagonisti della quarta serie de Le bizzarre avventure di Jojo, appunto il fumettista Rohan Kishibe, evidente alter ego dell’autore. La storia si segnala come una riscrittura/ribaltamento dello schema della fiaba: il protagonista (chiamarlo eroe sembra eccessivo) commette un torto, raggiunge la felicità, ma deve superare una prova per poter mantenere il possesso di ciò che ha guadagnato. Una citazione dal Frankestein di Mary Shelley, l’atmosfera assolutamente angosciante e il finale a sorpresa rendono il racconto godibilissimo.
L’ultima serie di episodi è invece dedicata a un fantasma (la cui identità si rivelerà essere una sorpresa per i lettori de Le bizzarre avventure di Jojo) e alla sua “vita” di tutti i giorni. Araki immagina un mondo dell’aldilà con regole estremamente restrittive e si diverte a immaginare i modi in cui il suo protagonista riesce ad aggirarle. Un esempio di fantastico “razionale”, in cui vengono date alcune regole rigorose che l’autore rispetta scrupolosamente e un’ulteriore analisi sul tema dell’aldilà, che ha sempre interessato Araki (si pensi ancora una volta alla quarta serie di Jojo).
Under Execution, Under Jailbreak è un’antologia straordinaria, che conferma (nel caso ve ne fosse bisogno dopo aver letto Le bizzarre avventure di Jojo) la grandezza di un autore raffinato e consapevole, una lettura consigliata non solo agli intenditori che già conoscono l’opera del maestro Araki, ma a tutti i lettori che vorranno concedersi una narrazione per immagini inusuale e sofisticata, in una parola, un capolavoro.

© Adriano Barone 2001 - per gentile concessione dell'autore

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