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RED EYES, di Jun Shindo, Planet Manga (collana Manga 2000 n.14) , b/n, brossurato, sovracopertina, pagg. 224, £ 6.900, edicola e fumetteria


Nell’anno 187 dopo l’unificazione, le armate ribelli di Regium sono in rivolta contro la Federazione di Dragnof, alla quale la repubblica di Regium è stata annessa dopo una lunga e sanguinosa guerra. Tra i soldati di Regium c’è un corpo speciale, denominato Jackal e comandato dal capitano Grant Mills (il cui soprannome è Genocide), una vera e propria macchina da guerra, il quale viene accusato ingiustamente di tradimento. Ma prima di venire giustiziato elimina gli uomini mandati a ucciderlo e decide di dedicare tutto sé stesso (e le sue terrificanti capacità di soldato) alla vendetta contro chi l’ha tradito, in particolare, contro il tenente Crazy,
Questa è la premessa da cui parte Red Eyes, opera prima di Jun Shindo, mangaka dal tratto elegante e preciso (e di conseguenza, leggermente inadeguato a rappresentare uno scenario sporco e cupo come quello di una guerra), che intesse una trama il cui spunto principale può ricordare all’appassionato di fumetti le origini di Rogue Trooper (mitico personaggio inglese creato sulle pagine di 2000AD da Gerry Finley-Day e Dave Gibbons), anche se l’idea di soldati super addestrati che combattono con avveniristiche tute potenziate è ripresa dal celeberrimo romanzo (vincitore del premio Hugo) di Robert A. Heinlein, Starship Troopers (1959).
Il fumetto presenta diversi punti d’interesse, a partire dai riferimenti alla situazione dei Balcani: nonostante l’autore dichiari che il fumetto non ha alcun legame con la realtà (sensazione acuita dal fatto che luoghi e nomi sono completante inventati), è impossibile non cogliere il riferimento allo scontro etnico prima ancora che politico, quando Shindo si riferisce alla composizione della popolazione di Regium, che non può non ricordare quella della ex-Jugoslavia. Lo sforzo dell’autore di costruire un universo autosufficiente è comunque notevole, e consigliamo prima la lettura del dettagliatissimo dossier che appare al termine del volume per poter seguire con chiarezza le vicende belliche e politiche a cui la voce narrante e i personaggi fanno riferimento.
Altra caratteristica che rende il fumetto interessante è la caratterizzazione del protagonista: dopo essere scampato alla morte si trasforma in un vero e proprio spirito vendicatore, e le sue capacità risultano quasi essere soprannaturali, dato che riesce a sterminare da solo decine e decine di soldati, arrivando addirittura a sconfiggere con un coltello un’armatura potenziata, quasi che la sua sola forza di volontà sia sufficiente a battere ogni nemico che gli si pari contro. Da questo punto di vista Mills può parzialmente ricordare Walker, il protagonista di Point Blank (1967) di John Boorman, interpretato da Lee Marvin. Il fumetto di Shindo rinuncia quindi ad un registro realistico per sottolineare la personalità e la tragedia di un soldato che combatte una guerra che ha senso solo per lui, e lasciando il lettore (che coglierà forse reminescenze di un famoso racconto di Ambrose Bierce) nel dubbio che la vicenda a cui sta assistendo sia semplicemente una visione, l’ultimo sogno (o incubo) di un soldato prima dell’esecuzione.
Red Eyes è una straordinaria opera prima e riserverà sicuramente molte sorprese: scontato dire che ne consigliamo assolutamente la lettura.

© Adriano Barone 2001 - per gentile concessione dell'autore - © immagine Jun Shindo/Kodansha

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