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MAKEN X, di Q Hayashida, Planet Manga, b/n, brossurato, sovracopertina, pagg. 192, £ 6.900, edicola e fumetteria
Una delle aberrazioni di quel delirio multimediale che è il mondo dell'entertainment giapponese, è la produzione di fumetti e di cartoni animati tratti da videogiochi. È un fenomeno dal quale nemmeno l'occidente è immune (si pensi ai film tratti da Mortal Kombat, da Mario Bros o, ultimi, in ordine di tempo, Tomb Raider e Final Fantasy, la cui regia non a caso è affidata a un giapponese).
Di solito la qualità di questi prodotti è bassa se non infima, ma ciò nonostante questo tipo di operazione ottiene per lo più successo, costringendo anche i lettori italiani a vedere nelle proprie edicole prodotti insignificanti come Dragon Quest.
Il merito di Kyu (o Q, come ama firmarsi) Hayashida è quindi tanto maggiore se si considerano la qualità e l'impatto di Maken X, fumetto tratto da un videogioco prodotto da Atlus.
Al centro di Maken X troviamo Kei, figlia del professor Sagami, che ha creato una spada, Maken, il cui scopo dovrebbe essere quello di recidere le immagini che sono all'origine delle malattie mentali e quindi di guarirle. Tuttavia, Sagami viene rapito e sua figlia Kei, in possesso di Maken, partirà alla sua ricerca.
A partire da questo semplice plot, Hayashida ci mostra una serie di immagini assolutamente scioccanti, entrando così nel novero dei figli degeneri di Go Nagai, il cui stile di disegno ha creato un filone all'interno del fumetto giapponese contemporaneo all'interno del quale potremmo inserire , oltre ad Hayashida, il folle Shinichi Hiromoto (acclamato autore di Fortified School, pubblicato in Italia da Star Comics) e Tsutomi Nihei, l'allucinato autore di Blame! (ospitato su Manga 2000, la testata Planet Manga su cui è pubblicato anche Maken X).
L'albo presenta una serie di scene e di soluzioni grafiche che vanno dal grottesco all'allucinato e che hanno l'effetto di colpire il lettore con una violenza incredibile, suscitando in alcuni casi un vero e proprio senso di fastidio: citiamo, tra le tante, la scena in cui Kou viene investito da un fiotto di sangue vomitato da un cadavere, la scena in cui Kei vede le sue compagne sedute su sedie elettriche e giustiziate, il disturbante primo piano a tutta pagina che mostra una Kei che ha appena effettuato la fusione con la psiche di Maken…e l'elenco potrebbe continuare a lungo.
Su tutto aleggia un'atmosfera di follia e di paranoia, che al lettore occidentale non potrà non richiamare alla mente le opere di P. K. Dick, autore visionario e influenza più autorevole della cultura pop degli ultimi decenni.
Maken X è un'opera non sempre gradevole, quasi compiaciuta dei suoi simbolismi criptici nelle scene ambientate nella psiche dei protagonisti, ma sono proprio queste particolarità che lo rendono un fumetto da leggere a tutti i costi.

© Adriano Barone 2001 - per gentile concessione dell'autore

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